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Ci siamo..

Ancora poche ore e le mie vacanze al mare stanno per finire…qualcuno sarebbe triste per una cosa del genere, ma io no!!! Ok giusto un pochino. Perché tornare dalle vacanze al mare vuol dire dover affrontare la mia gara dell’anno, per chi non lo sapesse ancora parteciperò al Trio Garmin di Cernobbio, un gara di triathlon sulla distanza olimpica, distanza da me mai affrontata. Come ci arrivo a questo evento? Con una preparazione molto casuale, basata sulle sensazioni che il mio corpo mi da dopo ogni allenamento. Qualcuno mi darà del matto o non ci crederà, ma posso garantirvi che non ho seguito nessun programma di allenamento. Dopo le tabelle per affrontare la maratona autunnale e le fatiche per uscire da un ennesimo infortunio a inizio anno, avevo voglia solo di divertirmi e non dipendere da fogli e tabelle. Questo non ha certo diminuito il tempo da dedicare alla preparazione anzi mi ha tenuto impegnato 7 giorni su 7 e a volte per più di un allenamento al giorno. Prima di questo evento ho partecipato a 4 triathlon sprint, l’ultimo domenica scorsa a Udine(la classifica), gara dove l’anno scorso feci l’esordio in questa disciplina, e i segnali sono stati positivi. Nuoto nella norma, bici molto bene, sono riuscito a pedalare in gruppo, cosa che di solito mi spaventa, e tenere ottime medie. La corsa è quella dove forse sono andato peggio ma con i 38 gradi,la salita al castello e il fatto che fosse da 6km non potevo pretendere di più. Fra due giorni sarò li in mezzo a grandi atleti ad affrontare una nuova sfida, un’altra prima volta.
Di sotto riporto scatti degli allenamenti e oltre della mia preparazione al triathlon olimpico che ho tenuto in queste due settimane di mare

20130803-003330.jpgStudio del tracciato in bici

20130803-003430.jpgSana alimentazione

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Monday Like a Hurricane

Il  Monday Night comincia ad essere un appuntamento necessario nella vita di ogni Spillo che si rispetti e, modestamente, fino ad ora posso affermare di essere “lo Spillo più titolato al Mondo” (insieme al Biscio).

Il ritrovo è sempre lo stesso: 21:30 via Lodivecchio. Ovviamente al lunedì.

La formazione composta da me, Zaffo, Joe, Biscio, Lello e Michi, supportata dall’icosatleta Mattia ed il nostro direttore della fotografia Gigi -in bicicletta- è radunata. Assenti giustificati: Tommi (lavoro), Alan (concerto) e Bako (in vacanza con la famigghia).

Non ci resta che correre.

A differenza del lunedì precedente, tutti (tranne me, Zaffo e Joe) hanno indossato la gloriosa canotta verde degli Spilli.

Scelta non casuale, viste le recenti polemiche sullo sponsor tecnico Mizuno: le canotte si impregnano di sudore e si appiccicano sulla pancia, rischiando un effetto “Milano Fit Marathon”…

Il Presidente del Modena (e mancato Presidente della Repubblica con ben 2 voti) Antonio Caliendo e la sua camicia. Evidentemente era della Mizuno.

Il Presidente del Modena (e mancato Presidente della Repubblica con ben 2 voti) Antonio Caliendo e la sua camicia. Evidentemente era della Mizuno.

Via san Bassiano ed il centro vengono percorse senza particolari problemi. I bambini -“spillini”- e le bambine -“puntine” (cit. Guzzy)-  si divertono ad inseguirci per brevi tratti.

Superiamo il ponte e, come al solito, allarghiamo il giro per via Piave, via Carloni e Via del Contarico.

In via del Contarico incontriamo uno scorpione. Non sto scherzando! Che diavolo ci faceva lì? La fauna lodigiana è impazzita? Una trovata pubblicitaria della Nike? Una goliardata degli Scorpions, di passaggio dopo una data del tour?

A proposito, suonano ancora?

Sopravvisuti allo shock, continuiamo la nostra corsa passando dentro al Wellington, dove Michi recupera una bottiglietta d’acqua, e si corre verso il GP della Montagna (Via Secondo Cremonesi) dedicato all’eroico Alan, questa sera assente.

Belli carichi, dopo la salita passiamo dal Calicantus, dove ormai siamo conosciuti e spesso veniamo accolti calorosamente e proseguiamo verso il punto di partenza.

Al termine, il GPS segnava 9.1 Km in 48:38”. Una tranquilla sgambata in compagnia.

Una tranquilla sgambata in compagnia.

Una tranquilla sgambata in compagnia.

Vi lascio con quei begli uomini degli Scorpions.

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Un fastidioso ottimismo

TGIF


Canta così la mia “amata” Katy Perry, e mi accodo dopo 5 giorni filati di allenamenti, in vista di un sabato di riposo fisico e di una domenica in cui ancora non ho deciso cosa affrontare, gara ad Orzivecchi, allenamento solitario di un’ora, riposo…
Dopo il tranquillo, ma solo apparentemente, Monday Night estivo, da Martedì fino ad oggi mi sono accodato ai torinesi adottivi Lello e Tommi, seguendo la loro tabella, per cercare di avvicinare il muro delle 3 ore che loro hanno già brillantemente scavalcato.

E quindi Martedì nel tardo pomeriggio sono stati 40 minuti di allenamento lipidico, Mercoledì un circuito composto da skip, andature, squat, affondi e allunghi seguiti da un altro allenamento in scioltezza per 10.5 km e 12 ripetute sui 100 metri nella mattinata odierna.

Come sto? Le gambe sono imballate, tanto, come non lo erano da sempre per quello che mi ricordo, visto che mi sembrava di essere oramai in costante forma. E adesso invece faticano a seguire la testa, mentre i glutei si fanno sentire costantemente, quando mi alzo dal letto, dalla sedia, quando salgo in bici, quando cammino o faccio le scale. Merito o colpa degli squat, i muscoli del posteriore probabilmente erano quelli che più risentivano, esteticamente e non solo, degli allenamenti di quest’anno, della perdita di peso, della nuova forma fisica.

Ecco, se penso adesso a correre una maratona, mi sembra impossibile, a prescindere dal tempo di percorrenza, mi sembra proprio una cosa infattibile, è ciò che mi ronza in testa mentre faccio riscaldamento, mentre fatico sotto questo sole.
Ma Chicago è lontana, anche se non troppo, e io ancora non ho prenotato né volo né alloggio, e quindi mentre sento il richiamo fastidioso delle mie gambe, pedalando in città, sotto sotto mi sento fiducioso, soddisfatto, ottimista. O forse lo dico per tenere il morale alto. Ma poi penso che sto lavorando bene e queste sensazioni non sono sintomi negativi, sono spinte, motivazioni.
E comunque va bene così, c’è tutta un’estate lodigiana per me, Tommi, Lello. Per viaggiare c’è ancora tempo!!!

m.

P.S.: In 10 giorni di allontanamento obbligato dall’iPad, ho letto 3 libri. 2 di questi, a tema sportivo, sono consigliatissimi:
Open di Andre Agassi, la sua vita forzatamente tennistica, le sue sfide con Sampras, con il padre, con se stesso, una lettura interessante, seppure con qualche parte stucchevole, soprattutto per ciò che riguarda le sue due storie d’amore più importanti.
Basket, uomini e altri pianeti di Ettore Messina, diario di una stagione da assistant coach per i Los Angeles Lakers del principale allenatore italiano di basket. Non solo il resoconto di una fantastica esperienza sportiva e umana, ma anche spunti filosofici sulla gestione di un gruppo, sulla leadership sportiva, sulle motivazioni.
E appena iniziato, nomino un terzo libro, La Cina in Vespa di Giorgio Bettinelli, l’ultimo suo viaggio, nei territori dell’Impero Celeste. Una lettura adatta ad un’estate totalmente casalinga.

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Sudate sì, ma con un po’ di stile!

Ogni occasione è buona per rifarsi il guardaroba. E quello sportivo non fa eccezione.

Per chi come me ha sempre pensato che la corsa fosse uno sport “povero” e che bastassero un paio di scarpe qualsiasi per scendere in pista, è presto arrivata la smentita.

D’altronde basta qualche tentativo per accorgersene: la vecchia canotta di cotone che hai riesumato dall’armadio non va bene, si impregna di sudore con pessimi risultati estetici e raffreddori assicurati. Per non parlare delle scarpe…se non sono comode e leggere rischi di stramazzare al suolo dopo pochi passi.

corsa_fashion

Poi, come sanno bene le donne, ogni scusa è quella giusta per comprare qualcosa di nuovo. Così arriva presto il momento di riservare uno scomparto dell’armadio ai nuovi acquisti, tra maglie, canotte, pantaloncini, calzini, giacche anti-congelamento e molto altro.

Soprattutto per chi lavora nella capitale dello shopping, a pochi passi dal Nike Store e da molti altri negozi non propriamente low cost, è facile farsi tentare con la scusa di qualche offerta speciale o promozione, ma soprattutto con l’illusione che i calzoncini con la taschina e gli slip incorporati siano davvero indispensabili.

Devono aver avuto la mia stessa tentazione le runner che si vedono in pausa pranzo tra gli sterrati del Parco Indro Montanelli. Poco competitive, ma molto trendy…le amanti della corsa milanese sono sempre abbinate e prediligono canotte e calzoncini Nike dai colori fluo, anche se la Kalenji inizia a spopolare.

Con un panino in una mano e una macedonia nell’altra, le vedo passare dalla mia posizione privilegiata di spettatrice sazia e inamovibile, mentre loro si fanno strada sotto il sole cocente tra dogsitter, scolaresche e vucumprà.

Molto meno trendy i runner, a loro i pantaloncini così sgambati e le maglie sbracciate proprio non donano.

Il punto è questo, la voglia di fare shopping non è mai proporzionale a quella di sudare e di far fatica. Troppo facile dar libero sfogo alla prima, molto più complicato cedere alla seconda mettendo da parte le solite scuse. Trovarne sempre di nuove è una delle mie specialità.

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Tre Campanili 2013

La montagna è come un amore: se sei respinto, è meglio tornare indietro e non insistere.
                                                                                                       Christian Kuntner

Iniziava con questa citazione, un anno fa, il mio racconto sulla tre campanili 2012. Era la mia seconda gara in montagna, affrontata senza essere pienamente a conoscenza di cosa trovarmi davanti, di come comportarmi dinnanzi a queste salite, a questi sentieri montani.

Io, Lello e Carlo

Io, Lello e Carlo

E qui con Brisk!

…e con Brisk!

Quest’anno però sono un podista differente, migliore, mentalmente prima che fisicamente e diverso è stato il mio approccio, differenti le mie sensazioni durante la tre campanili.Il risultato è migliore cronometricamente, ho abbassato di 7 minuti il tempo di percorrenza del 2012, chiudendo in 2h03’01” rispetto alle due ore e dieci minuti precedenti, ma sono state le sensazioni, è stato proprio il cammino ad essere più piacevole, anche durante tutta la fatica. Nel primo sentiero, dopo 6 km su strada asfaltata, non subisco come l’anno scorso, canto mentalmente Stairway to heaven, e procedo al mio ritmo accompagnato da una bottiglietta d’acqua. Memore dell’esperienza de 2012, dal primo ristoro fino al traguardo, avrò sempre da bere con me, anche quest’anno fa caldo, e qualche liquido un po’ fresco è un sollievo assoluto nei momenti più duri.

Il ritratto della salute

Il ritratto della salute

Affronto i km in saliti con la testa leggera, concentrata solo sul mio corpo, sulle sensazioni fisiche. Finchè il mio pensiero non si arresta su un’idea, sull’assenza di esso. Correre in montagna azzera i pensieri. Ma è un’assenza positiva, temporanea, sembra quasi una ricarica mentale. Mi fa sentire bene. Mi fa venire voglia di riprovarci, di pensare a nuove “imprese”, al Magraid, alla Marathon des sables, a sogni e progetti futuri.
E poi è tutta discesa, a rotta di collo, supero tutti quelli che vedo davanti a me, mi sembra di sentire Chris Cornell cantare Ty Cobb, e scendo in picchiata per 6 km abbondanti! Mi sento inarrestabile, flirto un po’ con la barriera delle 2 ore, ma è qualcosa che attualmente mi è irraggiungibile, va bene così, anche perchè ho dato veramente il massimo in salita, e meglio di così in discesa non si può fare!

L’arrivo è quasi un miraggio quando termina l’ultima discesa, ma c’è da tornare indietro per qualche centinaio di metri, prima di trovarsi di fronte il gonfiabile finale. Lì sento di non averne più molto, le gambe risentono della lunga picchiata e finisco non al mio massimo. E’ così che deve andare, e va benissimo!

Il ritratto della salute - bis

Il ritratto della salute – bis

Lunedì, primo Monday Night dell’anno per me, siamo in 8 a correre, mancano Lello e Tommi, ma vengono sostituiti più che degnamente da Daniele e Alan, quest’ultimo al suo primo Monday con gli spilli, e autore di una prestazione eroica, con un grosso impegno, molta fatica e poche parole!!!!
E Gigi e Bender che ci seguono in bici.

E per tutte queste cose correre mi fa stare bene!!!

m.

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Prepararsi ad un’altra prima volta

Come dice qualcuno, questo è il mio periodo migliore dell’anno, quello dove mi diverto veramente a fare sport, a fare fatica, a fare di tutto e di più. E’ la stagione del triathlon.

Passo le mie giornate nell’attesa del momento per fare un allenamento. Non ho piani di allenamento precisi, è il mio corpo che decide cosa fare per migliorarsi e lascio a lui le decisioni. A volte capita di uscire all’alba a correre o in bici e ritrovarsi alla sera in vasca a nuotare o a correre ancora, oppure uscire in bici e una volta rientrati infilarsi le scarpette e incominciare a correre, capita anche di andare in bici a nuotare e poi via a pedalare per un po’ di km. Pensate alla dipendenza che crea la corsa…ecco ora moltiplicatela x 3!!!!

L’ultima volta che avevo scritto di Triathlon era per raccontarvi la mia prima esperienza con una muta, invece ieri ho partecipato, come l’anno scorso, al Campus Triathlon Sprint di Parma. Nel mezzo però ci sarebbe da dire di un’altra mia prima volta, quella del nuoto in acque libere. Avevo omesso di raccontarla per volontà forse perché quel giorno me lo ricordo meno per il nuoto ma di più per il fatto che mi sono ritirato per colpa di una foratura!!!

Ma è proprio per colpa di quella foratura che i miei allenamenti si sono intensificati, con l’obbiettivo di un’altra prima volta…

Partecipare ad un Triathlon Olimpico

La scelta è caduta sul triathlon Garmin Trio di Cernobbio in programma il 4 agosto.

Diciamo che mi sono iscritto un po’ d’istinto e un po’ per rabbia la sera stessa del mio ritiro forzato per colpa della bici e dopo 10 minuti che l’avevo fatto mi ero già pentito. Cavolo avevo fatto giusto uno sprint quest’anno e in uno avevo appena fatto solo la parte di nuoto. Qui si tratta di dover preparare il doppio delle distanze rispetto allo sprint in tutte le discipline. Quindi invece dei soliti 750m di nuoto, i 20km di bici e i 5km di corsa devo prepararmi a fare 1500m di nuoto, 40km in bici e 10km di corsa.

Distanze che prese singolarmente non fanno paura, ma nel triathlon si sa, si fanno tutte di fila e qualche dubbio sulla fattibilità nella mia testa ha incominciato a girare subito. Ma non sono un tipo che si arrende facilmente ed ho accettato la nuova sfida, un’altra prima volta.

La gara di ieri è quindi diventata una tappa di avvicinamento all’evento principale. L’obbiettivo scherzoso di ieri era quello di finire la gara magari evitando le buche in bici e conseguenti forature. L’obbiettivo vero, quello serio, era di migliorare il tempo dell’anno scorso che era di 1h8′.

La differenza principale rispetto all’anno scorso che non sarei partito più in ultima batteria(a Parma si nuota in piscina) in quanto non sono più un amatore, sono partito comunque in 10a batteria perché amatore o no…non sono un fenomeno!!!

Gara quasi perfetta, nuoto nella norma ma facendo molta meno fatica del solito. Il cambio per andare in bici è avvenuto senza particolari intoppi(per forza non c’era la muta da togliere!!!). La parte in bici sembrava essere partita nel peggiore dei modi: da solo e con il vento a rompere le scatole, per fortuna dopo 3/4km vengo raggiunto da altri 3 atleti a cui mi aggancio e faccio con loro i restanti km della frazione in bici risparmiando molte energie. Al secondo cambio sono riuscito a guadagnare secondi scendendo dalla bici già senza le scarpette, quindi riuscendo a correre alla mia postazione in modo più agevole e dovendo solo infilarmi le scarpe per correre. Per quanto riguarda la corsa mi ero prefissato di correre i 4.7km a 4’05”, purtroppo ho chiuso a 4’08” di media per colpa di una piccola crisi di caldo nel 2° km(erano le 13.30 e si superavano i 30 gradi). Crisi scacciata grazie alla doccia con canna e acqua gelida gentilmente concessa da un addetto al ristoro!!!

Tempo finale 1h05’26”….Entrambi gli obbiettivi, scherzoso e serio, raggiunti!!!

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Un particolare ringraziamento ai miei compagni di viaggio di ieri: Massimo e Francesca i quali hanno concluso il triathlon al 5° posto tra gli amatori il primo e 4a assoluta e 1a di categoria amatori tra le donne nel duathlon la seconda!!!

Un’altro passo per un’altra prima volta è stato fatto!!!
Alla prossima
BaKo

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…e ora qualcosa di completamente diverso

Per una volta vado fuori tema, ma Wimbledon è Wimbledon, il tempio tennistico per antonomasia e io ho appena assistito ad un incontro memorabile, Lisicki Vs. Radwanska nella semifinale del torneo femminile.
Lisicki che aveva eliminato Serena, che ama Wimbledon alla follia nonostante la sua allergia per l’erba. Quest’anno per la quarta volta eliminava la campionessa del Roland Garros recente, e per la seconda volta arrivava fino alle semifinali. Non so perchè, ma da subito ho avuto una passione tennistica per lei, per il suo gioco e per il suo atteggiamento in campo, niente grida durante gli scambi, molti sorrisi, in controtendenza rispetto a quello che si vede solitamente.
Oggi è stata la sua partita, Radwanska sembrava lasciarsi trascinare dalla corrente, e nel primo set era in balia delle accelerazioni, dei servizi potenti, del diritto della tedesca. E Sabine non si fermava all’inizio del secondo set, subito un break, una palla per andare 2-0 e annichilire la sua rivale… e qui la psicologia, campo quasi sempre imperscrutabile soprattutto nel tennis femminile, inizia a giocare brutti scherzi. Lisicki disfa tutto quello di buono che aveva fatto, non mantiene più un servizio per tutto il secondo set, rende inutile il primo controbreak e perde 6-2 il set!
E il terzo non sembra differente, va sotto di un 3-0 leggero, continua a sbagliare, non mette una prima che sia una e vince solo il 36% dei punti giocati sul suo secondo servizio, sembra spacciata! E qui come novella Arianna, dopo aver disfato, rifa la sua tela, si porta sul 3-3, ritorna a comandare il gioco, mentre la Radwanska si limita ad aspettare, ad aspettare le giocate e gli errori della sua avversaria. Sarà forse una condizione non impeccabile, ma la polacca non sembra aggredire l’incontro, nonostante la sua classe, i suoi colpi particolari, le sue variazioni, e Lisicki macina colpi, errori, va avanti di un break sul 5-4 e si trova a servire per il set. Non riesce a chiudere, concede 3 palle break prima di perdere il servizio, e per due game insegue, si aggrappa all’incontro. Appena prima di breakkare nuovamente sul 7-7 e ritrovarsi a servire per chiudere 9-7.
Questa volta trova tutta la potenza e la precisione dei suoi colpi, come nel primo set, chiude al secondo match point, si sdraia sull’erba londinese e si guadagna meritatamente la finale contro la Bartoli!

Sabine FTW!

Sabine FTW!

E io sono contento, quasi un po’ disidratato, come se in campo ci fossi stato anche io, e mi servirà una bella corsa, un fartlek con Lello per smaltire tutta l’adrenalina!!!

Mi sono riproposto l’anno prossimo di andare a Londra durante Wimbledon, e fare di tutto per assistere a qualche incontro! Chi vuole accompagnarmi è ben accetto!!!

m.

P.S.: Come si fa a non amarla???

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Road to Turin

E’ Luglio, si ricomincia.

La scusa che giugno è un mese di scarico e di recupero non regge più.

Si iniziano a fare i primi programmi. E gli allenamenti diventano mirati.

Si registrano le sessioni e si confrontano con quelle dell’anno passato; si annota tutto, sensazioni, tempi, clima, tassi di umidità, peso.

Non c’è nulla di più soddisfacente che pianificare il proprio avvicinamento ad un importante evento.

Il bello di un viaggio non è la meta, ma quello che fa per arrivarci; nel mio caso, la meta è Torino, 17 novembre, 42,195 km.

E nel mezzo ci sono tappe intermedie interessanti…vedi Amsterdam!

Pianificazione Autunnale

Pianificazione Autunnale

In questo modo, anche gli allenamenti più duri prendono significato, si fa qualche rinuncia con più convinzione, si impara ad essere meno pigri…

Voi avete già programmato?

L.

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La canotta degli Spilli crea delle aspettative

Quando i tuoi amici e il tuo ragazzo parlano costantemente di gare, maratone e scarpe da corsa, prima o poi ci finisci dentro anche tu.

Non con la stessa passione ossessivo-compulsiva, ma con una certa voglia di buttarti in qualcosa di nuovo e di metterti alla prova. Perché ora? Forse perché, mai come adesso, ho capito che tutto ciò che vorrei e che finora ho dato per scontato, lo devo ancora conquistare con tanta fatica e infinita forza di volontà. La stessa che vedo in alcune persone che ho intorno – che ce la mettano nello sport, nel lavoro o in altro non fa poi molta differenza.

Così mi sono data l’obiettivo della Energizer Run anche per dare un senso agli allenamenti primaverili con mister Verdelli e per sfoggiare finalmente la canotta degli Spilli, a riposo nell’armadio da quando l’avevo comprata l’estate scorsa.

Ed eccomi in pieno centro a Milano a cercare di stare dietro a Monia (che poi ho rivisto solo all’arrivo) e, al tempo stesso, di non essere travolta dalla folla o finire contro un albero. Lì la canotta degli Spilli, al buio e tra centinaia di maglie, è passata piuttosto inosservata. Solo un gruppo di ragazzi, vedendo il nome stampato, ha iniziato a fare il tifo per me, che intanto me la ridevo sotto i baffi, non avendo il fiato per farlo per davvero.

Pulirun

Tutta un’altra storia la Pulirun, dove le donne in gara erano ben poche, sebbene agguerrite. Tra la curiosità di chi non aveva mai sentito nominare il gruppo e le aspettative di chi lo conosce fin troppo bene, mi sono sentita un po’ osservata. Come per dire “Ah sei una Spilla? Adesso vediamo cosa sai fare!”.

Di sicuro chi si aspettava una versione femminile di Zaffani sarà rimasto deluso … ma io, arrivata al cartello che segnalava lo sprint finale dei 5 km, ho provato una soddisfazione rara. A fine corsa, il cronometro segnava 29’37”: un piccolo risultato rispetto ai tempi degli Spilli, ma pur sempre un inizio.
E chi lo sa, potrei anche lanciarmi in una staffetta, ma di strada ne devo fare ancora tanta …

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Monday Night 2013

Si riparte!

Ritrovo ore 21.30, via San  Bassiano, all’altezza dell’oratorio.

Save the date!!!

Chi può partecipare?

Tutti possono partecipare, nessuno vi tirerà il collo.

Forza, che tanto alla TV non c’è nulla da vedere il lunedì.

E al Calicantus ci sono sempre le stesse facce…

P.S. Attenzione! Non è un evento FIDAL. Nessuna vaccinazione obbligatoria. Per un uso prolungato, consultare Zaffani Marco.