Nuovi stimoli

È passata una sola settimana, ma sembrano mesi, da quando ho partecipato al Garmin Trio di Cernobbio. L’adrenalina prodotta grazie a questa gara mi ha tenuto compagnia fino a ieri. È stata una bellissima, forse un po’ calda, esperienza sportiva.

Tutto è iniziato il sabato sera quando sono tornato dai 15 giorni di villeggiatura e ho svuotato la macchina dai bagagli ed è rimasta su solo la bici, li ho capito che era arrivato il grande giorno ed un po’ di sana tensione sportiva ha iniziato a girarmi intorno. Il mattino seguente a farmi da supporter sono venuti Giorgio e Michele e di buon ora ci siamo messi in viaggio. Il brutto delle gare di triathlon è che devi essere alla zona cambio con largo anticipo, questa cosa non è il massimo, fa si che ci si stanchi di noia, figuratevi i poveri supporter al seguito.

La gara ha avuto inizio alle 13 nella darsena di villa Erba con batterie che partivano ogni 5 minuti, io ovviamente ero nell’ultima. Al suono della sirena si è incominciato a nuotare nel lago e posso garantirvi che nei primi 200m la tentazione di ritirarmi è stata forte, tutta quella gente a destra, a sinistra e ogni tanto pure sopra non mi permetteva di nuotare in modo tranquillo e ogni volta che tiravo fuori la testa per respirare invece di aria mandavo giù acqua. Dopo la prima boa ho quindi deciso di defilarmi, questo mi ha permesso di nuotare in modo rilassato l’unica cosa che alla fine ho fatto 200m in più rispetto ai 1500 della gara. Il tempo cronometrico non è stato un granché ma visto come era iniziata la mia gioia è stata quella di uscire dall’acqua. Il cambio per la bici non ha avuto intoppi e fuori dalla zona cambio ho visto i miei supporter incitarmi, salto in sella e via con la parte in bici, il percorso non era dei più semplici molti saliscendi e qualche salita da fare con il rapporto leggero ma ad essere sincero l’ho trovato bellissimo. Ho pedalato in modo rilassato trovando qua e la compagni per fare gruppo e alla fine mi sono ritrovato di nuovo alla zona cambio per la parte in corsa. Qui è iniziato il calvario non causato da stanchezza ma dal caldo torrido delle 15, il percorso era pure carino, un circuito da ripetere 3 volte con passaggio all’interno del giardino di villa Erba, ma alcuni tratti sotto il sole, che in quel momento faceva segnalare una temperatura di 38 gradi, sono stati fatali anche ad atleti/e con molta più esperienza di me. A quel punto, vista la situazione, la mia priorità è diventata quella di sopravvivere e arrivare alla fine e non cercare di rimanere sotto le 2h30′. A 2km dalla fine guardando l’orologio e facendo due calcoli e stime risultava un tempo finale di 2h31′ e mi è balzato in mente quel maledetto minuto che non mi ha permesso di stare sotto le 3h30′ alla maratona di Firenze. A questo punto non so cosa mi sia successo, ma la mia mente ha trovato forze inaspettate o forse la non voglia di NON fare un articolo di un mio fallimento cronometrico mi hanno spinto a correre l’ultimo km a 4’07” quando fino a quel momento andavo a 4’41”. L’arrivo in piazza a Cernobbio e la visione del cronometro hanno reso la giornata fantastica!!! 2h29’21” anche questa prima volta è andata!!!

Ma quindi cosa c’entra il titolo? Semplice….e adesso che faccio? Cosa mi darà la forza di alzarmi al mattino a correre o pedalare e alla sera a nuotare? Purtroppo il polo con gli elefanti ipotizzato in passato è di difficile attuazione in quanto non saprei dove parcheggiare il pachiderma, quindi è bastato andare su un sito ed iscriversi alla prima mezza maratona disponibile a settembre e visto che l’anno scorso noi spilli eravamo presenti, perché non provare a ricorrere a Parma? Quindi da oggi si inizia a correre un pochino di più, non abbandonando la bici e il nuoto, perché un altro obbiettivo è dietro l’angolo anche se questa volta non sarà una prima volta!!!

Alla prossima
BaKo

Se vi va potete guardare il servizio fotografico realizzato dal Cek qui

Prepararsi ad un’altra prima volta

Come dice qualcuno, questo è il mio periodo migliore dell’anno, quello dove mi diverto veramente a fare sport, a fare fatica, a fare di tutto e di più. E’ la stagione del triathlon.

Passo le mie giornate nell’attesa del momento per fare un allenamento. Non ho piani di allenamento precisi, è il mio corpo che decide cosa fare per migliorarsi e lascio a lui le decisioni. A volte capita di uscire all’alba a correre o in bici e ritrovarsi alla sera in vasca a nuotare o a correre ancora, oppure uscire in bici e una volta rientrati infilarsi le scarpette e incominciare a correre, capita anche di andare in bici a nuotare e poi via a pedalare per un po’ di km. Pensate alla dipendenza che crea la corsa…ecco ora moltiplicatela x 3!!!!

L’ultima volta che avevo scritto di Triathlon era per raccontarvi la mia prima esperienza con una muta, invece ieri ho partecipato, come l’anno scorso, al Campus Triathlon Sprint di Parma. Nel mezzo però ci sarebbe da dire di un’altra mia prima volta, quella del nuoto in acque libere. Avevo omesso di raccontarla per volontà forse perché quel giorno me lo ricordo meno per il nuoto ma di più per il fatto che mi sono ritirato per colpa di una foratura!!!

Ma è proprio per colpa di quella foratura che i miei allenamenti si sono intensificati, con l’obbiettivo di un’altra prima volta…

Partecipare ad un Triathlon Olimpico

La scelta è caduta sul triathlon Garmin Trio di Cernobbio in programma il 4 agosto.

Diciamo che mi sono iscritto un po’ d’istinto e un po’ per rabbia la sera stessa del mio ritiro forzato per colpa della bici e dopo 10 minuti che l’avevo fatto mi ero già pentito. Cavolo avevo fatto giusto uno sprint quest’anno e in uno avevo appena fatto solo la parte di nuoto. Qui si tratta di dover preparare il doppio delle distanze rispetto allo sprint in tutte le discipline. Quindi invece dei soliti 750m di nuoto, i 20km di bici e i 5km di corsa devo prepararmi a fare 1500m di nuoto, 40km in bici e 10km di corsa.

Distanze che prese singolarmente non fanno paura, ma nel triathlon si sa, si fanno tutte di fila e qualche dubbio sulla fattibilità nella mia testa ha incominciato a girare subito. Ma non sono un tipo che si arrende facilmente ed ho accettato la nuova sfida, un’altra prima volta.

La gara di ieri è quindi diventata una tappa di avvicinamento all’evento principale. L’obbiettivo scherzoso di ieri era quello di finire la gara magari evitando le buche in bici e conseguenti forature. L’obbiettivo vero, quello serio, era di migliorare il tempo dell’anno scorso che era di 1h8′.

La differenza principale rispetto all’anno scorso che non sarei partito più in ultima batteria(a Parma si nuota in piscina) in quanto non sono più un amatore, sono partito comunque in 10a batteria perché amatore o no…non sono un fenomeno!!!

Gara quasi perfetta, nuoto nella norma ma facendo molta meno fatica del solito. Il cambio per andare in bici è avvenuto senza particolari intoppi(per forza non c’era la muta da togliere!!!). La parte in bici sembrava essere partita nel peggiore dei modi: da solo e con il vento a rompere le scatole, per fortuna dopo 3/4km vengo raggiunto da altri 3 atleti a cui mi aggancio e faccio con loro i restanti km della frazione in bici risparmiando molte energie. Al secondo cambio sono riuscito a guadagnare secondi scendendo dalla bici già senza le scarpette, quindi riuscendo a correre alla mia postazione in modo più agevole e dovendo solo infilarmi le scarpe per correre. Per quanto riguarda la corsa mi ero prefissato di correre i 4.7km a 4’05”, purtroppo ho chiuso a 4’08” di media per colpa di una piccola crisi di caldo nel 2° km(erano le 13.30 e si superavano i 30 gradi). Crisi scacciata grazie alla doccia con canna e acqua gelida gentilmente concessa da un addetto al ristoro!!!

Tempo finale 1h05’26”….Entrambi gli obbiettivi, scherzoso e serio, raggiunti!!!

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Un particolare ringraziamento ai miei compagni di viaggio di ieri: Massimo e Francesca i quali hanno concluso il triathlon al 5° posto tra gli amatori il primo e 4a assoluta e 1a di categoria amatori tra le donne nel duathlon la seconda!!!

Un’altro passo per un’altra prima volta è stato fatto!!!
Alla prossima
BaKo