#RunnerProblems

'Mi tocca correre di nuovo oggi!'

‘Mi tocca correre di nuovo oggi!’

Per contare le volte in cui il Garmin ha perso il segnale gps durante una corsa negli ultimi 2 mesi non bastano più le dita di una mano. Per il momento l’infausto evento non è mai capitato in occasione di una gara ma ‘solamente’ nel bel mezzo di allenamenti, il fastidio però di doversi fermare, aspettare, spegnere il dispositivo, aspettare nuovamente che si riavvii, per poi partire spesso senza il riscontro cronometrico è parecchio reale e influisce almeno all’inizio sulla qualità e quantità della corsa.

Siccome le cose non accadono per caso, o quantomeno io cerco di dar loro una spiegazione, mi ritrovo a filosofeggiare sulla questione e a creare una lista di problematiche scherzosamente serie a cui si può andare incontro quando si intraprende un percorso podistico:

  • se un runner si allena e il gps non segnala il chilometraggio, l’allenamento serve?
  • quando si è in canotta in una giornata fredda è preferibile attendere la partenza di una gara all’aperto o in un wc chimico usato plurime volte?
  • all’immancabile domanda su quando correrai la maratona di New York si deve sempre rispondere con il sorriso sulle labbra?
  • vale la pena spendere soldi per farsi un piercing in zone coperte e spenderne ancora di più in cerotti per proteggersi ogni volta che si deve correre?
  • doversi iscrivere alle maratone per il 2015, quando comunque del doman non v’è certezza.

Manterrò il riserbo sul fatto che i problemi sopraelencati abbiano una base autobiografica o siano inventati di sana pianta, la lista credo sia comunque destinata ad ampliarsi…

… e quali sono i vostri #RunnerProblems ?

m.

Non è sempre Domenica

Per fortuna si corre anche il Venerdì. Di sera per lo più, magari in qualche paesello della Bergamasca più precisamente a Romano di Lombardia.

Ma andiamo con ordine: se avete letto i post prima di questo vi sarete accorti che io sono uno degli spilli che ha partecipato alla Cariparma Running meno di una settimana fa, tra l’altro migliorando, non di poco, il mio personale sulla distanza della Mezza Maratona.

Quindi i piani originali di questa settimana erano quelli di nuotare tanto e correre poco e piano per recuperare dalle fatiche emiliane e per poi provare a raggiungere l’obbiettivo di scendere sotto i 40′ sui 10km alla Innovation Running il 22 settembre (venite a farla il ricavato verra devoluto in beneficenza).

Ma si sa, io e i piani di allenamento andiamo poco d’accordo, quindi è bastato un messaggio pubblicato da Lello su Facebook che riguardava una gara competitiva sui 10km qua vicino a Lodi per farli saltare. Visto che avevo in programma una corsetta lenta più o meno di quella distanza mi sono fatto attrarre dal chip+pettorale che rendono la corsa ancora più emozionante. Peccato che Lello, colui che l’ha proposta, alla fine non sia venuto e nessun altro spillo mi abbia seguito, quindi mi ritrovo l’unico spillo alla partenza di questa gara.

La gara si svolge nel centro della città e si snoda su un percorso di 5km da ripetere due volte, allo start fissato per le 20.30 siamo all’incirca 200 partecipanti tra cui anche professionisti. Puntuali si parte e ovviamente l’idea di correre piano, la quale era già svanita nel momento in cui avevo indossato la canotta con il pettorale, ha lasciato spazio alla foga di voler almeno provarci a raggiungere l’obbiettivo. Il primo km l’ho corso in 3’39” ben sopra a quel 3’59” di passo medio che mi sarebbe servito per fare il tempone, il primo km va sempre così, ma vedendo pian piano i tempi dei km successivi mi rendo conto che forse è la serata buone e quindi decido di spingere il più possibile sperando di non avere un crollo fisico. Al passaggio del 5km, che corrispondeva alla fine del primo giro, vedo mia moglie e i miei figli che mi applaudono e mi incitano, questo mi da un’ulteriore spinta, anche perchè sono molto rare le volte in cui riesco a portarmi dietro la famiglia e in quelle poche volte che capita ci tengo a far bella figura davanti ai bimbi, far vedere loro che con la fatica si possono ottenere grandi soddisfazioni. Forse sono ancora piccoli e non lo capiranno subito ma questa cosa mi spinge a far bene e il 2° giro nonostante la fatica inizia a farsi sentire il cronometro risponde sempre bene e la convinzione che il risultato finale sarà ottimo ormai è indelebile nella mia mente. Quando vedo il gonfiabile del traguardo tiro fuori le ultime energie, lo supero, premo il pulsante sul gps ma non lo guardo subito, mi fermo impietrito con le mani sulle ginocchia e cerco di riprendere fiato, non ne avevo proprio più.

Una decina di respiri fatti bene e sono ancora in piedi, ora posso guardarlo e riguardarlo altre 10000 volte e quel tempo rimane sempre lo stesso, li sul display, 38’02” incredibile mai avrei pensato come prima cosa vedendo il risultato quello che sto per scrivere:

“Mannaggia 3″ in meno ed ero sotto i 38′”

Non ci posso far niente non riesco mai ad accontentarmi, beh ho già trovato lo stimolo per provare a migliorami ancora!!!

A parte tutto dopo aver fatto la doccia e aver mangiato al “Gnocchi Party” organizzato per l’occasione mi sono resoconto di ciò che avevo fatto, in meno di una settimana ho ottenuto risultati che 10 giorni fa mai avrei creduto o sperato di fare!!!

Mi godo il momento finche dura e manifesto tutta la mia gioia come si vede benissimo dalla foto!!!

2013-09-13-240

Ah i 10000 sotto i 40′ entrano di diritto nella mia rubrica “La prima Volta” 🙂

P.S. Questo articolo è stato gentilmente concesso dal mio stato di euforia che non mi fa addormentare!!!

Nuovi stimoli

È passata una sola settimana, ma sembrano mesi, da quando ho partecipato al Garmin Trio di Cernobbio. L’adrenalina prodotta grazie a questa gara mi ha tenuto compagnia fino a ieri. È stata una bellissima, forse un po’ calda, esperienza sportiva.

Tutto è iniziato il sabato sera quando sono tornato dai 15 giorni di villeggiatura e ho svuotato la macchina dai bagagli ed è rimasta su solo la bici, li ho capito che era arrivato il grande giorno ed un po’ di sana tensione sportiva ha iniziato a girarmi intorno. Il mattino seguente a farmi da supporter sono venuti Giorgio e Michele e di buon ora ci siamo messi in viaggio. Il brutto delle gare di triathlon è che devi essere alla zona cambio con largo anticipo, questa cosa non è il massimo, fa si che ci si stanchi di noia, figuratevi i poveri supporter al seguito.

La gara ha avuto inizio alle 13 nella darsena di villa Erba con batterie che partivano ogni 5 minuti, io ovviamente ero nell’ultima. Al suono della sirena si è incominciato a nuotare nel lago e posso garantirvi che nei primi 200m la tentazione di ritirarmi è stata forte, tutta quella gente a destra, a sinistra e ogni tanto pure sopra non mi permetteva di nuotare in modo tranquillo e ogni volta che tiravo fuori la testa per respirare invece di aria mandavo giù acqua. Dopo la prima boa ho quindi deciso di defilarmi, questo mi ha permesso di nuotare in modo rilassato l’unica cosa che alla fine ho fatto 200m in più rispetto ai 1500 della gara. Il tempo cronometrico non è stato un granché ma visto come era iniziata la mia gioia è stata quella di uscire dall’acqua. Il cambio per la bici non ha avuto intoppi e fuori dalla zona cambio ho visto i miei supporter incitarmi, salto in sella e via con la parte in bici, il percorso non era dei più semplici molti saliscendi e qualche salita da fare con il rapporto leggero ma ad essere sincero l’ho trovato bellissimo. Ho pedalato in modo rilassato trovando qua e la compagni per fare gruppo e alla fine mi sono ritrovato di nuovo alla zona cambio per la parte in corsa. Qui è iniziato il calvario non causato da stanchezza ma dal caldo torrido delle 15, il percorso era pure carino, un circuito da ripetere 3 volte con passaggio all’interno del giardino di villa Erba, ma alcuni tratti sotto il sole, che in quel momento faceva segnalare una temperatura di 38 gradi, sono stati fatali anche ad atleti/e con molta più esperienza di me. A quel punto, vista la situazione, la mia priorità è diventata quella di sopravvivere e arrivare alla fine e non cercare di rimanere sotto le 2h30′. A 2km dalla fine guardando l’orologio e facendo due calcoli e stime risultava un tempo finale di 2h31′ e mi è balzato in mente quel maledetto minuto che non mi ha permesso di stare sotto le 3h30′ alla maratona di Firenze. A questo punto non so cosa mi sia successo, ma la mia mente ha trovato forze inaspettate o forse la non voglia di NON fare un articolo di un mio fallimento cronometrico mi hanno spinto a correre l’ultimo km a 4’07” quando fino a quel momento andavo a 4’41”. L’arrivo in piazza a Cernobbio e la visione del cronometro hanno reso la giornata fantastica!!! 2h29’21” anche questa prima volta è andata!!!

Ma quindi cosa c’entra il titolo? Semplice….e adesso che faccio? Cosa mi darà la forza di alzarmi al mattino a correre o pedalare e alla sera a nuotare? Purtroppo il polo con gli elefanti ipotizzato in passato è di difficile attuazione in quanto non saprei dove parcheggiare il pachiderma, quindi è bastato andare su un sito ed iscriversi alla prima mezza maratona disponibile a settembre e visto che l’anno scorso noi spilli eravamo presenti, perché non provare a ricorrere a Parma? Quindi da oggi si inizia a correre un pochino di più, non abbandonando la bici e il nuoto, perché un altro obbiettivo è dietro l’angolo anche se questa volta non sarà una prima volta!!!

Alla prossima
BaKo

Se vi va potete guardare il servizio fotografico realizzato dal Cek qui