Un fastidioso ottimismo

TGIF


Canta così la mia “amata” Katy Perry, e mi accodo dopo 5 giorni filati di allenamenti, in vista di un sabato di riposo fisico e di una domenica in cui ancora non ho deciso cosa affrontare, gara ad Orzivecchi, allenamento solitario di un’ora, riposo…
Dopo il tranquillo, ma solo apparentemente, Monday Night estivo, da Martedì fino ad oggi mi sono accodato ai torinesi adottivi Lello e Tommi, seguendo la loro tabella, per cercare di avvicinare il muro delle 3 ore che loro hanno già brillantemente scavalcato.

E quindi Martedì nel tardo pomeriggio sono stati 40 minuti di allenamento lipidico, Mercoledì un circuito composto da skip, andature, squat, affondi e allunghi seguiti da un altro allenamento in scioltezza per 10.5 km e 12 ripetute sui 100 metri nella mattinata odierna.

Come sto? Le gambe sono imballate, tanto, come non lo erano da sempre per quello che mi ricordo, visto che mi sembrava di essere oramai in costante forma. E adesso invece faticano a seguire la testa, mentre i glutei si fanno sentire costantemente, quando mi alzo dal letto, dalla sedia, quando salgo in bici, quando cammino o faccio le scale. Merito o colpa degli squat, i muscoli del posteriore probabilmente erano quelli che più risentivano, esteticamente e non solo, degli allenamenti di quest’anno, della perdita di peso, della nuova forma fisica.

Ecco, se penso adesso a correre una maratona, mi sembra impossibile, a prescindere dal tempo di percorrenza, mi sembra proprio una cosa infattibile, è ciò che mi ronza in testa mentre faccio riscaldamento, mentre fatico sotto questo sole.
Ma Chicago è lontana, anche se non troppo, e io ancora non ho prenotato né volo né alloggio, e quindi mentre sento il richiamo fastidioso delle mie gambe, pedalando in città, sotto sotto mi sento fiducioso, soddisfatto, ottimista. O forse lo dico per tenere il morale alto. Ma poi penso che sto lavorando bene e queste sensazioni non sono sintomi negativi, sono spinte, motivazioni.
E comunque va bene così, c’è tutta un’estate lodigiana per me, Tommi, Lello. Per viaggiare c’è ancora tempo!!!

m.

P.S.: In 10 giorni di allontanamento obbligato dall’iPad, ho letto 3 libri. 2 di questi, a tema sportivo, sono consigliatissimi:
Open di Andre Agassi, la sua vita forzatamente tennistica, le sue sfide con Sampras, con il padre, con se stesso, una lettura interessante, seppure con qualche parte stucchevole, soprattutto per ciò che riguarda le sue due storie d’amore più importanti.
Basket, uomini e altri pianeti di Ettore Messina, diario di una stagione da assistant coach per i Los Angeles Lakers del principale allenatore italiano di basket. Non solo il resoconto di una fantastica esperienza sportiva e umana, ma anche spunti filosofici sulla gestione di un gruppo, sulla leadership sportiva, sulle motivazioni.
E appena iniziato, nomino un terzo libro, La Cina in Vespa di Giorgio Bettinelli, l’ultimo suo viaggio, nei territori dell’Impero Celeste. Una lettura adatta ad un’estate totalmente casalinga.

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