Un mese fa

E’ passato già un mese da Chicago, le continue voci emotive si sono assopite, ma basta poco a risvegliarle.
Quelli passati sulle rive del lago Michigan sono stati 5 giorni intensi, felici, culminati con la gioia di un obiettivo sognato e raggiunto;
questo è il mio ricordo fotografico, sperando che sia di buon auspicio per Tommi e Lello in vista di Torino! (scusate per la confusione dell’articolo, ma impaginare tutte queste foto su wordpress va oltre la mia conoscenza)

In partenza da Malpensa

In partenza da Malpensa

La pizza di Giordano's è stato un ottimo carburante. E anche James, a modo suo, mi ha spronato!

La pizza di Giordano’s è stato un ottimo carburante. E anche James, a modo suo, mi ha spronato!

Skydeck, with my toes on the air it's such a lovely view

Skydeck, with my toes on the air it’s such a lovely view

L'annuale pellegrinaggio

L’annuale pellegrinaggio

Beato tra le Blackhawks Ice Crew

Beato tra le Blackhawks Ice Crew

Visioni propiziatorie

Visioni propiziatorie

Mettere le mani avanti

Mettere le mani avanti

To early mornings!!!

To early mornings!!!

Con la Hancock Tower sullo sfondo

Con la Hancock Tower sullo sfondo

'Ho visto la luce'

‘Ho visto la luce’

Con il cervello in pappa

Con il cervello in pappa

Il raggiungimento dell'obiettivo

Il raggiungimento dell’obiettivo

Happiness

Happiness

Happiness part 2

Happiness part 2

La birra più 'dolce' che io abbia mai bevuto

La birra più ‘dolce’ che io abbia mai bevuto

Festeggiamenti al fagiolone

Festeggiamenti al fagiolone

Diario di bordo

Diario di bordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
m.

Happiness only real when shared

La citazione che fa da titolo a questo post penso la conosciate tutti, un film che avrà visto il 90% di coloro che va al cinema almeno una volta l’anno. Un film che se permettete, ho trovato un po’ sopravvalutato, o quantomeno mal interpretato da buona parte di chi l’ha eletto a icona di un certo tipo di vita.
Comunque, questo non è il senso di ciò che voglio scrivere,

manca un giorno alla partenza per Chicago, domani mattina alle 9 un aereo mi porterà ad Amsterdam, e se Alitalia non si metterà in mezzo a rovinare il mio rigoroso programma, da lì volerò in direzione Windy City.
L’ho aspettata da tanto, questa vacanza, questa corsa, e come sempre mi ritrovo ad essere un po’ teso prima della partenza. Forse a questo concorre anche la scelta di viaggiare all’insegna del risparmio, con un alloggio in camerata da 8 in un ostello nei pressi del Wrigley Field, una sistemazione in singola mi sarebbe costata ulteriori 500€, invece in questo modo, potrò permettermi anche di ‘regalarmi’ GTA V una volta ritornato in Italia!!!

In tutto questo, ancora non ho dato un senso al titolo, semplicemente per quanto felice, eccitato, carico per questo viaggio, so in anticipo che mi mancherà la presenza di qualcuno vicino in questi 5 giorni. Un amico, un compagno di corse, qualcuno con cui condividere l’eventuale gioia pre e post-gara, la bellezza della città sul lago, della sua architettura.
Mi è capitato di prefigurare come potrebbe andare la mia gara, e mentre correvo, sentivo che la gioia scaturita da un eventuale buon risultato avrebbe meritato un abbraccio con qualcuno alla fine dei 42 km. Non ci sarà immediatamente, terrò certe situazioni per il mio ritorno!
E se qualcuno comunque vuole condividere con me questi momenti, qui può iscriversi agli aggiornamenti in tempo reale sulla mia prestazione: https://register.athletetracking.net/bacm/index.html
I social network permettono di condividere virtualmente gioie e dolori!

E poi Chicago in quei giorni sembra offrire veramente tanto. Venerdì sera mi sono già impegnato, i Chicago Blackhawks mi sono sembrati un ottimo spettacolo e quindi andrò allo United Center a vedere la loro sfida contro i New York Islanders, di hockey ne capisco proprio poco, ma credo che lo spettacolo meriti a prescindere!
E poi il lunedì è il Columbus Day e presumo ci sarà una parata, senza contare il fatto che nei miei giorni di permanenza suonano pure i Franz Ferdinand (come del resto l’estate scorsa quando ero sempre a Chicago), i Tame Impala, persino gli Hanson!!! Per due serate di fila alla House of Blues!!!

La maratona sembra passare in secondo piano di fronte a questi eventi, ma resta il mio interesse principale.
L’obiettivo attualmente è quello di finirla nei primi 1000, non dico quale sia il tempo di percorrenza, forse non mi sono nemmeno fatto una vera idea di quanto adesso possa valere, sto oscillando come un funambolo. Preferirei non cadere.

Nel frattempo Domenica il territorio pavese si è dimostrato nuovamente amico, cancellando la delusione parmense. Nell’ultimo test pre-Chicago ho ottenuto il mio PB sulla mezza, 1h25’06”. Non so se possa essere di buon auspicio o sia stato un errore strategico, tra 4 giorni lo sapremo.

Non ero così magro dalla quarta superiore...

Non ero così magro dalla quarta superiore…

m.

3 settimane…

Dov’eravamo rimasti?
Personalmente qui, a Parma l’8 Settembre e alla mia prima delusione podistica del 2013. Da quel giorno gli allenamenti sono proseguiti, in questo mese che mi sta separando dalla Chicago Marathon, spesso solitari, tra ripetute, lipidici, qualche gara, un lungo (uno solo, vedrò di farmelo bastare!).

Sono ritornato a stare bene, forse. Forse un po’ scarico, sicuramente meno ottimista per ciò che riguarda la caduta del muro (delle 3 ore), ma consapevole di valere un buon tempo, un tempo migliore di Milano ad Aprile.

La settimana post-Parma è stata dura, il giorno dopo ho cercato di correre 14 km in un’ora, riuscendoci, seppure con una pausa a metà percorso. Le tossine del giorno prima, la voglia di fare che porta a strafare, tutto ha concorso a non sentirmi al meglio; e peggio ancora mi sono sentito il giorno delle ripetute, un 1000m seguito da un 2000m e un 3000m per poi finire diminuendo le distanze. Ancora 2000 e 1000 con quest’ultima ripetuta che finiva riproponendo lo stesso dolore che mi aveva bloccato a Parma. Cosa mi stava succedendo? Avevo esagerato con la velocità? Non sapevo come interpretare questo segnale, so solo che mi aveva tolto un po’ di voglia e un po’ di forza, Venerdì avevo ceduto e mollavo Tommi e Lello durante un progressivo.
Era la seconda volta in meno di 7 giorni, di certo non il modo migliore per preparare gambe e testa ad una maratona.

Domenica 15 era il giorno che mi avrebbe detto qualcosa in più sul mio stato di forma. Volevo correre 30 km, 3 frazioni della Lodi Relay Marathon organizzata da MLFM. Sapevo che potevo contare sull’aiuto di Lello per due frazioni e su Roberto per l’ultima, loro stanno meglio di me, e appoggiarsi a qualcuno quando le cose non vanno nel modo migliore serve sempre. Ho chiuso in 2h12′, girando ad un passo medio di 4’24”, non vicinissimo ai 4’15” necessari per raggiungere il bersaglio grosso, però il percorso era complesso, con parecchio sterrato, curve, salite e so che qualche secondo a km posso limarlo ancora. E poi ho chiuso a 3’56” l’ultimo km, le forze ci sono e la testa ha ripreso a girare con le gambe.

In settimana un allenamento da 3 ripetute sui 3000 m è stato un bel banco di prova per saggiare la mia resistenza alla fatica, ed è stato superato discretamente. Negli ultimi 3 km combattevo con un quadricipite che sentiva fastidio, ma non ho mollato, cercando di chiudere la ripetuta in 12′. La testa fortunatamente è rimasta al suo posto!

Ieri al posto di un medio da 20 minuti ho sfruttato “Il giro delle 3 chiese” ad Offanengo per competere sui 6km abbondanti. E il risultato mi soddisfa, chiudendo in 23’02”, con un passo di 3’47” e soprattutto senza dolori vari.

Chicago si avvicina, domani 10000 a Milano alla Innovation Running, magari se riesco ci aggiungo altri 10 km per continuare la preparazione. Mi sto rimettendo in carreggiata, non c’era altra possibilità!

m. 

Never nervous

Che linguaggio del corpo!!!

Che linguaggio del corpo!!!

Pervis Ellison è stata la prima scelta assoluta NBA nel 1989, campione NCAA con Louisville tre anni prima. Soprannominato ‘Never Nevous’ inizialmente perchè freddo nei momenti decisivi, si è rivelata una delle peggiori, se non LA PEGGIORE, chiamata numero uno di un draft, roba che Bargnani in confronto è un’hall of famer! Olowokandi no, lui inarrivabile!
Beh, che c’entra tutto questo preambolo con gli spilli, con la corsa o con qualsivoglia altro argomento? Qualcuno mi ha chiesto stamattina se iniziassi ad essere nervoso per Chicago, e senza dubbio alcuno, ho risposto che proprio nervoso non sono.
Mi sento bene, spero non ancora al top della forma, ma gli allenamenti stanno pagando. Ripetute, lipidici, fartlek, allenamenti con variazioni, di certo non mi sto annoiando, a volte faccio una fatica che non ricordavo, ma arrivo sempre in fondo, assieme a Lello, o nel monday night, o da solo come quando la sveglia suona e io la rimando per riaddormentarmi e mi ritrovo a dover correre di pomeriggio.
Intanto sono stabilmente sceso sotto i 70 kg, l’ultima volta che ricordo fosse stato così avevo 17 anni, ma all’epoca era facile, adesso non lo è, ma dà soddisfazione vedere premiati i proprio sforzi anche in questo senso. Non ho gli addominali dello Zaffo, ma non sono così male lo stesso! 😉

Stasera farò 15 ripetute sui 100m, dopo 4 km di riscaldamento, un allenamento corto e intenso, senza dover stare fuori troppo tempo, dopo le ripetute di martedì sui 1000 con Lello, il lipidico a 4’14” (che dovrebbe essere il ritmo maratona) di ieri, in attesa della fatica domenicale, 3 km a 3’50” seguiti da uno a 4’50” (che poi di solito si assesta sui 4’35”), il tutto ripetuto 3 volte. (Qualcosa di simile a quello che viene descritto in questo video, con il solito trasporto, da Fulvio Massini)

No. Più ci penso e più sento di non essere nervoso, sono solo voglioso. Voglioso di allenarmi ancora per questo mese e mezzo che manca, voglioso di salire sull’aereo, sperando di non perdere la coincidenza a Schiphol. E poi cambiare fuso orario, essere al buio quando in Italia è mezzogiorno, mangiare in qualche diner, salire sulla Willis Tower e sullo skydeck!
"I'm over the edge what can I do?"

E in fondo se alla fine il cronometro segnerà 3h02′ invece che 2h59′ sarò comunque contento, voleva dire che non era ancora il momento. E per tornare al basket, con cui questo post ha avuto inizio, rimanendo a Chicago, qualcuno diceva:
“I can accept failure, everyone fails at something. But I can’t accept not trying.”

I’ll try my best!

m.

P.S.: Elly, grazie per la domanda e lo spunto indiretto per questo post. Davvero non posso che continuare a farti i complimenti per i tuoi risultati podistici, mi hai davvero stupito!  E continua così verso i 19’59”!!!

Un fastidioso ottimismo

TGIF


Canta così la mia “amata” Katy Perry, e mi accodo dopo 5 giorni filati di allenamenti, in vista di un sabato di riposo fisico e di una domenica in cui ancora non ho deciso cosa affrontare, gara ad Orzivecchi, allenamento solitario di un’ora, riposo…
Dopo il tranquillo, ma solo apparentemente, Monday Night estivo, da Martedì fino ad oggi mi sono accodato ai torinesi adottivi Lello e Tommi, seguendo la loro tabella, per cercare di avvicinare il muro delle 3 ore che loro hanno già brillantemente scavalcato.

E quindi Martedì nel tardo pomeriggio sono stati 40 minuti di allenamento lipidico, Mercoledì un circuito composto da skip, andature, squat, affondi e allunghi seguiti da un altro allenamento in scioltezza per 10.5 km e 12 ripetute sui 100 metri nella mattinata odierna.

Come sto? Le gambe sono imballate, tanto, come non lo erano da sempre per quello che mi ricordo, visto che mi sembrava di essere oramai in costante forma. E adesso invece faticano a seguire la testa, mentre i glutei si fanno sentire costantemente, quando mi alzo dal letto, dalla sedia, quando salgo in bici, quando cammino o faccio le scale. Merito o colpa degli squat, i muscoli del posteriore probabilmente erano quelli che più risentivano, esteticamente e non solo, degli allenamenti di quest’anno, della perdita di peso, della nuova forma fisica.

Ecco, se penso adesso a correre una maratona, mi sembra impossibile, a prescindere dal tempo di percorrenza, mi sembra proprio una cosa infattibile, è ciò che mi ronza in testa mentre faccio riscaldamento, mentre fatico sotto questo sole.
Ma Chicago è lontana, anche se non troppo, e io ancora non ho prenotato né volo né alloggio, e quindi mentre sento il richiamo fastidioso delle mie gambe, pedalando in città, sotto sotto mi sento fiducioso, soddisfatto, ottimista. O forse lo dico per tenere il morale alto. Ma poi penso che sto lavorando bene e queste sensazioni non sono sintomi negativi, sono spinte, motivazioni.
E comunque va bene così, c’è tutta un’estate lodigiana per me, Tommi, Lello. Per viaggiare c’è ancora tempo!!!

m.

P.S.: In 10 giorni di allontanamento obbligato dall’iPad, ho letto 3 libri. 2 di questi, a tema sportivo, sono consigliatissimi:
Open di Andre Agassi, la sua vita forzatamente tennistica, le sue sfide con Sampras, con il padre, con se stesso, una lettura interessante, seppure con qualche parte stucchevole, soprattutto per ciò che riguarda le sue due storie d’amore più importanti.
Basket, uomini e altri pianeti di Ettore Messina, diario di una stagione da assistant coach per i Los Angeles Lakers del principale allenatore italiano di basket. Non solo il resoconto di una fantastica esperienza sportiva e umana, ma anche spunti filosofici sulla gestione di un gruppo, sulla leadership sportiva, sulle motivazioni.
E appena iniziato, nomino un terzo libro, La Cina in Vespa di Giorgio Bettinelli, l’ultimo suo viaggio, nei territori dell’Impero Celeste. Una lettura adatta ad un’estate totalmente casalinga.

Give me a good reason (part 2)

Avevo chiesto qui di darmi una buona ragione per non provare la fortuna con la lottery per la Chicago Marathon, e non ero stato convinto.
Ho fatto la cazzata e mi ero pre-iscritto, non sapendo che solamente altri 35999 avrebbero cercato uno dei 15000 pettorali ancora disponibili. La dea bendata questa volta mi ha baciato, ora ho due giorni di tempo per decidere di completare la registration, investire 200$ e iscrivermi definitivamente.

Solo che io avrei voluto avere altri progetti per la seconda metà del 2013, progetti che non riguardavano la corsa. Già sognavo un viaggio in solitaria in Indonesia per Novembre, finalmente lontano dai pensieri nel mese che più di tutti ho in odio!!!

Come complicarsi la vita, questa iscrizione sembra quasi come auto boicottarsi, e ora non so cosa scegliere…

ChicagoMarathon09
Tornare nella Windy City, girare nuovamente nel loop, costeggiare il lago Michigan…

BOA_01
… oppure Bali, Giava, Sumatra, Jakarta…

Cosa dovrei fare secondo voi?

M.

P.S.: Pregasi far arrivare le risposte entro il 14-03-2013