Never nervous

Che linguaggio del corpo!!!

Che linguaggio del corpo!!!

Pervis Ellison è stata la prima scelta assoluta NBA nel 1989, campione NCAA con Louisville tre anni prima. Soprannominato ‘Never Nevous’ inizialmente perchè freddo nei momenti decisivi, si è rivelata una delle peggiori, se non LA PEGGIORE, chiamata numero uno di un draft, roba che Bargnani in confronto è un’hall of famer! Olowokandi no, lui inarrivabile!
Beh, che c’entra tutto questo preambolo con gli spilli, con la corsa o con qualsivoglia altro argomento? Qualcuno mi ha chiesto stamattina se iniziassi ad essere nervoso per Chicago, e senza dubbio alcuno, ho risposto che proprio nervoso non sono.
Mi sento bene, spero non ancora al top della forma, ma gli allenamenti stanno pagando. Ripetute, lipidici, fartlek, allenamenti con variazioni, di certo non mi sto annoiando, a volte faccio una fatica che non ricordavo, ma arrivo sempre in fondo, assieme a Lello, o nel monday night, o da solo come quando la sveglia suona e io la rimando per riaddormentarmi e mi ritrovo a dover correre di pomeriggio.
Intanto sono stabilmente sceso sotto i 70 kg, l’ultima volta che ricordo fosse stato così avevo 17 anni, ma all’epoca era facile, adesso non lo è, ma dà soddisfazione vedere premiati i proprio sforzi anche in questo senso. Non ho gli addominali dello Zaffo, ma non sono così male lo stesso! 😉

Stasera farò 15 ripetute sui 100m, dopo 4 km di riscaldamento, un allenamento corto e intenso, senza dover stare fuori troppo tempo, dopo le ripetute di martedì sui 1000 con Lello, il lipidico a 4’14” (che dovrebbe essere il ritmo maratona) di ieri, in attesa della fatica domenicale, 3 km a 3’50” seguiti da uno a 4’50” (che poi di solito si assesta sui 4’35”), il tutto ripetuto 3 volte. (Qualcosa di simile a quello che viene descritto in questo video, con il solito trasporto, da Fulvio Massini)

No. Più ci penso e più sento di non essere nervoso, sono solo voglioso. Voglioso di allenarmi ancora per questo mese e mezzo che manca, voglioso di salire sull’aereo, sperando di non perdere la coincidenza a Schiphol. E poi cambiare fuso orario, essere al buio quando in Italia è mezzogiorno, mangiare in qualche diner, salire sulla Willis Tower e sullo skydeck!
"I'm over the edge what can I do?"

E in fondo se alla fine il cronometro segnerà 3h02′ invece che 2h59′ sarò comunque contento, voleva dire che non era ancora il momento. E per tornare al basket, con cui questo post ha avuto inizio, rimanendo a Chicago, qualcuno diceva:
“I can accept failure, everyone fails at something. But I can’t accept not trying.”

I’ll try my best!

m.

P.S.: Elly, grazie per la domanda e lo spunto indiretto per questo post. Davvero non posso che continuare a farti i complimenti per i tuoi risultati podistici, mi hai davvero stupito!  E continua così verso i 19’59”!!!

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