Happiness only real when shared

La citazione che fa da titolo a questo post penso la conosciate tutti, un film che avrà visto il 90% di coloro che va al cinema almeno una volta l’anno. Un film che se permettete, ho trovato un po’ sopravvalutato, o quantomeno mal interpretato da buona parte di chi l’ha eletto a icona di un certo tipo di vita.
Comunque, questo non è il senso di ciò che voglio scrivere,

manca un giorno alla partenza per Chicago, domani mattina alle 9 un aereo mi porterà ad Amsterdam, e se Alitalia non si metterà in mezzo a rovinare il mio rigoroso programma, da lì volerò in direzione Windy City.
L’ho aspettata da tanto, questa vacanza, questa corsa, e come sempre mi ritrovo ad essere un po’ teso prima della partenza. Forse a questo concorre anche la scelta di viaggiare all’insegna del risparmio, con un alloggio in camerata da 8 in un ostello nei pressi del Wrigley Field, una sistemazione in singola mi sarebbe costata ulteriori 500€, invece in questo modo, potrò permettermi anche di ‘regalarmi’ GTA V una volta ritornato in Italia!!!

In tutto questo, ancora non ho dato un senso al titolo, semplicemente per quanto felice, eccitato, carico per questo viaggio, so in anticipo che mi mancherà la presenza di qualcuno vicino in questi 5 giorni. Un amico, un compagno di corse, qualcuno con cui condividere l’eventuale gioia pre e post-gara, la bellezza della città sul lago, della sua architettura.
Mi è capitato di prefigurare come potrebbe andare la mia gara, e mentre correvo, sentivo che la gioia scaturita da un eventuale buon risultato avrebbe meritato un abbraccio con qualcuno alla fine dei 42 km. Non ci sarà immediatamente, terrò certe situazioni per il mio ritorno!
E se qualcuno comunque vuole condividere con me questi momenti, qui può iscriversi agli aggiornamenti in tempo reale sulla mia prestazione: https://register.athletetracking.net/bacm/index.html
I social network permettono di condividere virtualmente gioie e dolori!

E poi Chicago in quei giorni sembra offrire veramente tanto. Venerdì sera mi sono già impegnato, i Chicago Blackhawks mi sono sembrati un ottimo spettacolo e quindi andrò allo United Center a vedere la loro sfida contro i New York Islanders, di hockey ne capisco proprio poco, ma credo che lo spettacolo meriti a prescindere!
E poi il lunedì è il Columbus Day e presumo ci sarà una parata, senza contare il fatto che nei miei giorni di permanenza suonano pure i Franz Ferdinand (come del resto l’estate scorsa quando ero sempre a Chicago), i Tame Impala, persino gli Hanson!!! Per due serate di fila alla House of Blues!!!

La maratona sembra passare in secondo piano di fronte a questi eventi, ma resta il mio interesse principale.
L’obiettivo attualmente è quello di finirla nei primi 1000, non dico quale sia il tempo di percorrenza, forse non mi sono nemmeno fatto una vera idea di quanto adesso possa valere, sto oscillando come un funambolo. Preferirei non cadere.

Nel frattempo Domenica il territorio pavese si è dimostrato nuovamente amico, cancellando la delusione parmense. Nell’ultimo test pre-Chicago ho ottenuto il mio PB sulla mezza, 1h25’06”. Non so se possa essere di buon auspicio o sia stato un errore strategico, tra 4 giorni lo sapremo.

Non ero così magro dalla quarta superiore...

Non ero così magro dalla quarta superiore…

m.

Dark/Light

E’ appena cominciata Azarenka Vs. Williams, finale femminile degli US Open, sono sul divano a seguirla distrattamente, e intanto cerco un po’ di sbollire la delusione parmense di oggi.

Trova gli spilli alla partenza

Trova gli spilli alla partenza (soluzione alla fine del post)

E’ la prima in questo 2013, che fin’ora era stato totalmente positivo per i risultati ottenuti. Oggi invece non era giornata, forse avrei dovuto capirlo da un cattivo presagio mentre facevo colazione prima dell’alba, forse il brutto scherzo l’ha giocato la tensione, presente come non mai nei momenti precedenti la partenza.
In fondo questa era (e resta) solo una tappa di avvicinamento al bersaglio grosso, ma l’idea che fosse necessario chiudere oggi intorno agli 84′ per rendere più concreta la possibilità di correre una maratona entro le 3 ore mi ha portato a caricare fortemente la vigilia, a sentirla in maniera esagerata, e tutto si muoveva in direzione opposta rispetto al mio senso di marcia.

In partenza il GPS Nike non si connette ai satelliti, e continua a cercarli per più di un km dallo sparo, e mi ritrovo a correre totalmente a caso, con un occhio costantemente al polso destro. Roberto mi dice che viaggiamo intorno ai 3’51″/km, ma non riesco proprio a interiorizzare il passo, finchè il segnale viene trovato, e qui devo ricalibrare il mio pensiero su nuove distanze e un tempo che non sarà quello effettivo di gara. Intanto vado, le gambe sembrano esserci, ci sono mille curve, saliscendi e trovare un ritmo costante non è facile. Ma il GPS continua a non collaborare, dà valori che mi stupiscono, 22″ di differenza tra un km e l’altro, valori troppo sballati, la testa non si alleggerisce come altre volte, ma riesco a non dargli peso. E poi c’è un percorso che è davvero impegnativo, non c’è un rettilineo, sembra non esserci mai una parte in piano e al nono km arriva il colpo di grazia, una lunghissima, infinita salita che affronto esagerando, appena dopo essermi detto che mi sentivo in un momento positivo. Mentre pensavo che dovevo conservarmi, le gambe decidevano autonomamente di non farlo e superata la salita del 10° km, lungo il rettilineo di metà gara, il fegato (nella mia ignoranza pensavo la milza) e gli addominali laterali non davano tregua. Una fitta forte mi dava il colpo di grazia, il rallentamento diventa uno stop, 10 secondi di indecisione e poi la scelta è definitiva, Bako mi passa mentre io cammino, stacco il pettorale dalla canotta ed esco dal percorso.
Non era giornata, non avrei chiuso intorno all’1h24′, la delusione ci sarebbe stata comunque, non poteva esserci altra decisione!

Però non è tutto nero, le gambe faticavano, ma c’erano, reggono lo sforzo. Domenica ho il lungo, 33km, e probabilmente è un test più attendibile in vista di Chicago. E in fondo siamo ancora in Settembre, c’è ancora da allenarsi e dalle cadute non si può fare altro che rialzarsi!

E in tutto questo non posso che fare i complimenti al Bako che sa sfruttare il suo momento migliore dell’anno, con una grande prestazione, e anche Tommi, sperava di andare più veloce, ma fare meglio di così non era concepibile oggi…
… e ringraziare Nastasia e Rosa, che si sono prese cura dei miei muscoli, prima e dopo la fatica. Forse ero così soddisfatto del massaggio alla partenza che ho preferito non rimandare troppo l’arrivo e le cure! Grazie davvero, e (se lo leggete) in bocca al lupo per la fine degli studi!

m.

P.S.: E infine ecco la soluzione al quiz fotografico:

E Tommi...?

E Tommi…?