9,4 + 12,3 = 21,7 km

 La mia partecipazione alla  Milano Fit Marathon ha creato un hype inaspettato.
A questo punto, un articolo sul blog, potrebbe giustificare da solo la fine del Mondo. I Maya non si offendano.

Non ricordavo esistessero le 6:25 della domenica mattina. Generalmente le 10:00 del settimo giorno della settimana coincidono con l’alba.
La sveglia parte. “3’s & 7’s“, programmata sul cellulare, si fa subito sentire.
Avrei preferito svegliarmi attorniato dalle ragazze del video, ma tant’è…
A fatica, mi alzo dal letto, e comincio a deambulare per la casa come uno zombie. Le 4 ore scarse di sonno si sono fatte sentire.
Colazione con acqua e 4 sfoglie -dettaglio che si rivelerà fondamentale qualche ora dopo- e via, con addosso la tuta dell’Inter, verso casa di Bako.
Per le 7:24 mi presento davanti a casa sua, dove Michi ci stava aspettando per la partenza in auto.

Il viaggio prosegue senza intoppi e per le 8:10 siamo all’Idroscalo. Con un anticipo di circa 2 ore sulla partenza.

Data la gran mole di tempo a nostra disposizione, andiamo al gazebo per recuperare i nostri pettorali evitando la fila (che, visti i circa 300 partecipanti, non è mai esistita).
Bako e Michele ritirano il pettorale senza problemi. Quando arrivo io, qualche benpensante decide di staccare il compressore facendo sgonfiare sulla mia testa il gazebo.

Quando sarai al cospetto di Dio, lui ti chiederà il tempo della DeeJay Ten*

In quel momento, le parole pronunciate soltanto una settimana prima da Tommi, cominciarono a rimbombarmi nella testa. Facendomi capire che non sarebbe stata una giornata da ricordare…

Roma, 20 ottobre 1951 – Milano Fit Marathon, 14 ottobre 2012

Ritiriamo le sacche. Al loro interno c’erano 2 magliette di cotone, una spugna (col tempo che c’era, sarebbe proprio servita in gara…), il numero di ottobre di Marathon e 34€ di buoni dal McDrive.
Scendiamo negli spogliatoi, ci cambiamo, depositiamo le borse e cominciamo il riscaldamento pre-gara.
Tra una corsetta, un allungo ed un po’ di stretching, Michi mi fa notare una presenza piuttosto nota nell’ambiente interista, ovvero Claudio “CR70” Ranieri. Poi deceduto in circostanze misteriose…

Arrivano le 10:00 e tutti sono ai blocchi di partenza e…via!
Con grande disonestà nei miei stessi confronti, vista la condizione fisica non proprio al top, scelgo di tenere lo stesso passo di Michi, che gentilmente si è offerto di farmi da pacer. Bako intanto era ben lanciato verso il tempone di 1h:29′:18″.

Tutto sommato, riesco a mantenere un buon ritmo, per i primi 8 km, ma poi…

Buon passo, poi il crollo.

Terminato il primo giro, tento affannosamente di rifocillarmi bevendo un po’ di acqua al ristoro posizionato alla fine del rettilineo. Pessima idea.
L’acqua fresca aveva innescato una bomba, così, menomato dai crampi alla pancia, tento un pit stop al cesso più vicino. Resistere era impossibile. O da pazzi. Chi reggerebbe altri 12km con una zavorra del genere? E, comunque, anche a piloti affermati come Raikkonen è accaduto qualcosa di simile. Anche se non in gara.

Liberatomi della zavorra, riprendo la gara incazzato come una iena. Saranno stati forse i legumi con würstel+pane+3 noci+yogurt con cereali+colazione a base di sfoglie a farmi questo? Mah…
Ovviamente, durante la pausa, il mio iPod perde il segnale del sensore. Così ripresi con una nuova sessione.

Per i primi km del secondo tratto, questa incazzatura, sembrava darmi una spinta in più, ma il mio stato di forma e le poche ore di sonno erano destinate a pesare sul rendimento…

L’affannosa corsa verso il traguardo.

Fino al 16° km le gambe  tengono, poi cominciano ad indurirsi e la corsa si fa più contratta.
Ringraziando quello stronzo di Zeus, infine, comincia a piovere sempre più forte e, man mano che mi avvicinavo al traguardo, dovevo cercare di mantenere la concentrazione necessaria per poter terminare la gara. Ne andava della mia credibilità, e siccome non mi chiamo Antonio Conte, ho fatto il mio dovere ed ho concluso con un deprimente 1h:47′:11″.

Ritiro la mia medaglia dalla ragazza dai capelli rossi, lascio il chip, prendo la maglia e la borsa e mi dirigo verso gli spogliatoi col morale un po’ a terra. Gli altri due Spilli erano già lì da tempo e, solo dopo la mia spiegazione, capirono la situazione in cui mi ero andato a cacciare. E furono comprensivi, visto che 1:47 è anche l0 stesso tempo della prima mezza maratona di Bako…

Al ritorno, colona sonora: The Lofthers. Per l’acqua presa, temevo mi venisse un’inflowenza!

*La settimana scorsa sono stato escluso dalla DeeJay Ten perché è stato superato il limite di iscritti. E perché sono stato un pirla ad aspettare l’ultimo giorno.

3 thoughts on “9,4 + 12,3 = 21,7 km

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