‘Non ho abbastanza talento per correre e sorridere allo stesso tempo.’

Padova è qui vicina, e io in realtà non sento dentro quella voglia di faticare che mi ha accompagnato prima delle mie migliori gare. Sento di averla lasciata indietro ai giorni prima della Roma-Ostia, chiusa nel raffreddore e nel mal di gola e in una salita esageratamente lunga a metà della gara.
Andrà come andrà Padova, non l’ho preparata in modo da ottenere il PB ma potrò godermi i due giorni di festa, seguirò Roberto finchè riuscirò e poi mi accontenterò di stare sotto l’ora e 30′.

Servono nuovi stimoli a riprendere il discorso podistico del 2013, ho lasciato da parte l’idea di abbandonare i 42 km per quest’anno e credo che cercherò la mia rivincita in terra toscana a novembre, soprattutto per migliorarmi nella mezza maratona, ottenendo il massimo dal cammino che porta alla maratona.
Forse ieri un primo passo, mentale, è stato fatto: grazie a Ilaria e Simona, al loro invito a vedere uno spettacolo teatrale al Piccolo Teatro Studio Melato dedicato a Emile Zatopek, la locomotiva umana.

Uno spettacolo intenso, la storia di colui che ha vinto nella stessa olimpiade i 5000, i 10000 e la maratona, un record ineguagliato. Una storia che si interseca con gli eventi di un paese con una storia drammatica, la primavera di Praga del 1968, Dubcek e il manifesto delle 2000 parole, da lui firmato e che gli è costato la degradazione dall’esercito, l’espulsione dal Partito Comunista. Lui campione olimpico, gloria della Cecoslovacchia era costretto a fare lo spazzino, a lavorare nelle miniere di uranio.

Volo 903. Emil Zatopek: il viaggio di un atleta è uno spettacolo emozionante, c’è tutta la fisicità del teatro, simile a quella della corsa, un gesto così semplice e naturale che porta a conseguenze così emozionanti, la corsa come libertà, anche nel dramma di questo uomo.

Anche questo è un modo per ritrovare i giusti stimoli.

 

m.

Conquisterò il mondo

Non son impazzito, un pochino forse si, ma non del tutto. Non mi sono nemmeno venute manie Napoleoniche, è solo che stamattina dovevo trovare una scusa per aver voglia di correre.

Come tutte le domeniche mattine mi sveglio di buon ora per la solita corsa in compagnia di Giorgio, con la differenza che oggi Giorgio non ci sarebbe stato. La sua assenza è da attribuire ad un infortunio, come dice lui, o dal fatto che la sera prima abbia dato il meglio di se in un noto locale milanese, come testimoni raccontano.

Sta di fatto che avrei dovuto correre da solo…

Dove andare? Quale strada prendere? sono state le domande che mi sono posto mentre il Gps cercava il segnale. Si perché  il problema del runner è la monotonia dei percorsi. Fare sempre lo stesso giro diventa noioso, pensate che ormai mi rifiuto di correre sulle strade dove ho macinato km di allenamento per preparare la mia prima maratona qualche anno fa, giuro non ce la faccio proprio a rifarli. Quindi l’obbiettivo di stamattina era quello di cercare di andare dove non fossi mai passato. Ammetto che Lodi non è per niente una grande città, ma sono soddisfatto per esser riuscito a trovare qualcosa di nuovo da calpestare e conquistare con le mie scarpe.

La soddisfazione e la presa di coscienza della nuova conquista la si ottiene una volta arrivati a casa appena si scarica sul proprio computer la corsa fatta. Vedere quella riga rossa sulla cartina che si muove e passa sulle strade percorse da proprio un senso di conquista. Le migliori sono quelle delle gare in città dove non si corre regolarmente. Io ogni tanto vado a rivedermi le corse fatte a Roma, Verona e pure Milano.

La cosa migliore sarebbe poter vedere le corse di tutti e perché no scoprire che il mondo intero sia stato conquistato dai Runners.

Ci sono altri che invece vogliono conquistare il mondo stando comodamente seduti…

e ci fanno pure i campionati

What do I want? – RomaOstia 2014

Mi sono chiesto nel corso delle passeggiate romane quale sia stato il motivo per cui non ho raggiunto il mio obiettivo, mi sto ancora chiedendo dove stia andando il mio impegno podistico.

La seconda domanda è venuta naturalmente dopo aver osservato il programma di allenamento che stanno seguendo Tommi e Lello. Io attualmente non ho nelle gambe i loro risultati, non li metto nemmeno nei miei obiettivi più a breve termine, e nemmeno penso di volermi allenare 6 volte a settimana, con uscite mai inferiori all’ora e 20′. Non è realmente quello che voglio ottenere dalla corsa.

Però l’idea di scendere sotto l’ora e 25′ nella mezza oramai è fissa in testa, sicuramente meno ossessivamente del muro delle 3h sulla maratona, e forse per questo il risultato non è stato raggiunto.
Mentre ero in corsa durante la Roma-Ostia, soprattutto dopo la salita spaccagambe di metà gara, il mantra che mi ripetevo sembrava una canzone di Christina Aguilera, ‘la mia testa non è pronta per quel risultato’.

Eppure un po’ ci ho creduto, all’inizio sicuramente, con i primi 5 km corsi sotto i 4’/km, e poi un po’ anche tra il 12esimo e il 17esimo quando la costante discesa mi faceva girare intorno ai 3’53”. Poi però le gambe hanno pagato il conto, ho raggiunto Gefter al 17esimo, ma non ho avuto la forza per stargli in scia e recuperare per lo sprint finale. Solo 3 km di discesa mi avrebbero permesso di abbassare il mio personale, e a nulla sono valse le mie preghiere per ottenere questo favore, mi sono dovuto accontentare di chiudere in 1h26’08” (anche se il mio orologio segnava 2 secondi in meno… Tommi, so che mi capirai).
Il vento freddo sul litorale di Ostia non mi permetteva di gustare il risultato, non ottimo, ma buono viste le premesse dell’ultima settimana. La mia voglia di mare non veniva soddisfatta viste le condizioni climatiche.

Perchè non ce l’ho fatta in fin dei conti? Sarà stata colpa di quella volta che ho interrotto il medio di 30′ prima dello scoccare dei 15 minuti? O colpa dell’ultima settimana da congestionato, con raffreddore, mal di gola, tosse e senza allenamenti? Oppure della salita tra il nono e l’undicesimo chilometro che non ho saputo affrontare se non affidandomi ad un ‘Angelo’ custode, corsa in 4’39/km , mazzata difficilmente recuperabile?
Direi che tutte e tre hanno contribuito, forse veramente è la testa non ancora pronta, che non mi spinge decisamente verso questo obiettivo.

Ma va bene così, forse è il momento di capire cosa realmente voglio adesso.

Spilli tricolori

Spilli tricolori

E poi  la corsa non era l’unico motivo del viaggio, girare per Roma è sempre affascinante, viaggiare per la prima volta da una vita con Robi e Gio, incontrare assidue lettrici del blog a cui finalmente dare un volto (tridimensionale), il suono delle loro voci, c’era molto di più di una gara. E tutto è stato spettacolare (a parte il tempo), grazie Roberto e Giorgio per la compagnia costante, non posso che dirvi ‘Hey!’ e che “nun sacce gnente”, grazie a Simona che ha sopportato 3 uomini, podisti per di più, per un weekend intero, grazie e complimenti a Francesca per il suo ottimo esordio e grazie Stefania per aver capito il mio “razzismo” di runner! E grazie anche a Mattia che con Giorgio si scambiavano il ruolo di pacer e di trainato, tra un po’ vi vedremo sotto i 90′ nella mezza, ne sono sicuro!
Parafrasando due note pensatrici italiche “oltre il risultato c’è di più!”

m.

'Cosa vuole questo qui?'

Simona says:’Cosa vuole questo qui?’

 

Una domenica da lepre…un anno dopo.

Febbraio è arrivato e come l’anno scorso è arrivato il momento della Romeo & Giulietta Half Marathon e sempre come l’anno scorso mi ritrovo, con gran piacere, a fare da lepre ad uno spillo.

Dopo l’ottimo risultato ottenuto alla Mezza di Crema in mia compagnia è giunto il momento per il Biscio di scendere sotto l’1h40′ sui 21097 metri.

Grande novità della domenica è il viaggio in pullman con destinazione Verona, la sensazione di essere tornati dei ragazzini che vanno in gita è stata piacevole. Di questo dobbiamo ringraziare i Podisti S.Bernardo per averci ospitato nonostante non fossimo membri della loro società.
Cinque gli spilli alla partenza, tre dei quali con un obiettivo ben preciso: migliorare il proprio personale sulla distanza. Michele invece ha altri piani per questa gara. Io, beh, ve l’ho scritto sopra.

Spilli multicolore alla partenza

Spilli multicolore alla partenza

Mentre gli altri partono a razzo, io e Giorgio(il Biscio) ci ritroviamo in mezzo alla ressa della griglia verde e passiamo dallo start quasi dopo 2′ dalla sparo e i primi 2/3 km si corrono abbastanza piano ma mi servono per verificare lo stato di forma del mio assistito. Capisco subito che fare 1h39’59” sarà fattibile quindi decido che si può osare e magari puntare a scendere sotto l’1h36′. A mio favore c’è che il GPS che ho prestato a Giorgio non segnala il passaggio corretto ai km quindi posso tranquillamente mentire sul passo che stiamo tenendo e invece del 4’44” promesso mi assesto sui 4’30″/4’35”. I primi 10km volano via senza grandi intoppi ma nella seconda metà iniziano le prime difficoltà, la stanchezza inizia a sentirsi nella testa di Giorgio e qui incomincio con i più svariati modi per incitarlo a non mollare.

Ecco i quelli che sono risultati i più efficaci:

Al 5° posto troviamo: “Dai cavolo stai andando a 4’30” se mantieni il passo a 4’31” o 4’37”, magari 4’33” chiudiamo a 1h e qualcosa che non è certo 1h40′, capito? ” Tradotto: bisogna dire numeri a caso. Tanto è talmente cotto che non sarà in grado di fare 1 +1 ma il sentire numeri lo spingerà a seguirti ancora per un po’

al 4° posto troviamo “Cavolo non puoi mollare ora, dopo tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare qua oggi, tutti dolori che hai dovuto sopportare, tutte le scarpe che hai consumato e il sudore che hai lasciato per strada!!!”. Puntare sulla parte emotiva nel mio caso ha funzionato ma si corre il rischio che il nostro compagno si fermi ed incominci a piangere come una bambino. Da usare con molta attenzione.

Al 3° posto tra le scuse per spingerlo a non mollare troviamo: “Hei ma come puoi stare dietro a quello? Peserà almeno il doppio di te e corre come una gazzella!” Efficace se la persona da incitare indossa normalmente jeans aderentissimi e fa della linea un punto di forza(Questa scusa sale prepotentemente al 1° posto se la persona da incitare è una donna)

Al 2° posto troviamo: “Scusa ma quello potrebbe essere mio nonno e sta davanti a noi”. Efficace, ma bisogna cercare l’anziano giusto. Da evitare quelli che indossano completini anni ’80, sono capaci di lasciarti li sul posto e di ritrovarli al traguardo felici e già cambiati.

al 1° posto indiscusso  “Hei guarda quella ragazza, carina vero? non vorrai mica farla andare via?”. Dopo questa mia moglie me le starà tirando sicuramente dietro… scusa ma l’ho fatto per una giusta causa!!!

Grazie a queste motivazioni siamo riusciti ad arrivare al 18° km  ma da li in poi è stato come scalare l’Everest. In effetti sapevo di aver tirato troppo per quelle che forse ora sono le sue possibilità ma rimanevo convinto che si poteva fare una grande gara.

Spero un giorno Giorgio possa raccontarvi di persona quale siano state le sensazioni provate in quei momenti, io ricordo solo un volto scavato dalla fatica che ormai non rispondeva alle mie sollecitazioni e che non vedeva l’ora di finire quella gara.

Lo sguardo di Giorgio non è cambiato nemmeno quando siamo entrati nell’Arena a meno di 200m dal traguardo e nemmeno superata la linea del traguardo. Solo dopo aver letto il responso cronometrico sul GPS(almeno questa cosa funzionava) sul suo volto si è stampato un sorriso e la prima cosa che mi ha detto è stata…. meglio non ripeterla va…facendo un riassunto più o meno è “Tu sei matto”

Grande Giorgio, 1h36’54” è un bel biglietto da visita per la Roma-Ostia. Ora sei pronto per correre una mezza da solo!!!

Qua secondo me non sapeva dov'era!!!

Qua secondo me non sapeva nemmeno dov’era!!!

Il minimo è stato festeggiare con uno spritz

Il minimo è stato festeggiare con uno spritz

Verona e la sua Arena

Verona e la sua Arena

Intanto faccio i complimenti a Lello e Tommy per aver ottenuto il loro personale. Cavolo 1h21′ è da runner seri!!!

Complimenti anche a Michele che, come racconta qua, ha rispettato la sua tabella di marcia!!!

Ed ora aspettiamo la Roma-Ostia!!!

Vigilia veronese

Ceno con del sushi da asporto, Tommi ha reso questo un rituale sin dalle sue prime maratone, e sinceramente visto il mio risultato alla Chicago Marathon anche solo scaramanticamente quasi quasi gli do ragione e continuo con il giapponese prima delle gare.
Non che domani alla Giulietta e Romeo half marathon io chieda chissà che, anzi. Lo ritengo solo un passo di avvicinamento a qualcos’altro che in realtà non ho ancora definito.

Ho esplicitato la mia tattica di gara, conto di correre la maratona tenendo un passo di 4’05” al km, intorno all’ora e 26′ quindi. Quantomeno l’idea è di rimanere con questo pasto costante nella prima parte di gara e poi mantenerlo anche nel finale, a meno che le gambe non vadano da sole.
Gli allenamenti non sono stati male questa settimana, ma mi manca l’ultimo cambio di passo; domenica scorsa il progressivo è terminato con gli ultimi 15′ a 4’04” e tanta fatica, non ne avevo per chiudere gli ultimi 5′ sotto i 4’/km. Arrivavo da un medio abortito a metà strada il venerdì, mentre le 5 ripetute sui 1000 non si sono discostate da quelle corse qualche settimana prima. Galleggio, senza grossi miglioramenti, senza tantissima voglia di faticare per adesso.
L’anno scorso a Verona avevo un rivale auto-impostomi, avevo un mantra, quest’anno c’è l’attesa per la RomaOstia del 2 Marzo.

E poi un po’ mi spiace non fare la notte in camper come l’anno scorso, la pizzata insieme al papà di Pelissier e l’esultanza fuori dal Bentegodi al gol di Thereau contro il Palermo. Quest’anno partenza in pullman con i podisti di San Bernardo che ci danno ospitalità, Zaffo e GioS. sostituiti quest’anno da Tommi e GioB… sembrerà tipo una gita scolastica!

E poi è l’occasione per sfoggiare una nuova divisa spilli, meglio gialla o bianca?

m.
Yellow or white?

Yellow or white?

I Love Parma

Parma è proprio una bella città,

Parma (Pärma in dialetto parmigiano) è una città di 190.522 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Emilia-Romagna.

Antica capitale del ducato di Parma e Piacenza (15451859), la città di Parma è antica sede universitaria e dal 2002 dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dal 1956 del Magistrato per il Po, oggi Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO), dal 1990 dell’Autorità di bacino del fiume Po (AdbPo). Dal 1994 vi ha pure la sua sede un distaccamento del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS), che si occupa delle indagini scientifiche riguardanti l’Italia Settentrionale. Inoltre hanno sede a Parma importanti istituti bancari quali la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza meglio nota come Cariparma e la Banca Monte Parma.

Producono un prosciutto che è la fine del mondo. È celebre in tutto il globo e si contraddistingue oltre per le peculiarità nutrizionali anche per la “corona”, il marchio che viene impresso a fuoco solo sull’originale.

Ok dopo queste splendide perle di saggezza, se non vi siete ancora suicidati o cliccato sulla x rossa in alto, parliamo di corsa…

L’anno scorso alla linea di partenza di questa prima mezza maratona settembrina c’erano ben 4 spilli

Mamma mia come eravamo giovani…ma era solo un anno fa!!!

e come l’articolo dell’anno scorso inizio dicendo che la Cariparma Running è diventato il mio appuntamento per il ritorno alla corsa vera e propria dopo un ‘estate esaltante a base di triathlon.

Quest’anno alla partenza la formazione degli spili cambia

Rispetto all’altra volta mancano Marco e Lello che hanno preso strade diverse: il primo è tornato a gareggiare in pista, il secondo vista l’esperienza dell’anno precedente ha preferito fare la gara da un’altra parte.

Michele è la novita dell’anno ma ho seri dubbi che lo rivedremo il prossimo anno.(leggi qui)

i veterani siamo Io e Tommy

foto 1

bella la nuova divisa..peccato sia poco comoda!!!

Una volta chiarita la lista degli spilli partecipanti arriva il momento di raccontarvi la mia gara…

A differenza di Tommy e Michele, io non ho nessuna maratona autunnale da preparare, quindi davanti a me si prospetta una stagione autunno/inverno fatta principalmente da mezze maratone e qualche 10km

Questa di Parma è appunto la prima della stagione e visto che in estate nella corsa mi ero preparato principalmente sui 10000 per il triathlon olimpico, nella mia testa mi ero dato semplicemente l’obbiettivo di migliorare il tempo dell’anno scorso di 1h35’20”,  ben lontano dal mio miglior tempo ottenuto a gennaio. Ma nelle ultime settimane in cui ho iniziato ad allenarmi di più sulla corsa mi sono accorto, purtroppo anche gli altri spilli, che riuscivo a ottenere risultati inaspettati. Questo ha cambiato un po’ l’obbiettivo della gara, ero in effetti obbligato a dover provare a migliorare il mio Personal Best. Purtroppo, come dicevo poco fa, anche gli altri Spilli si sono accorti di questo mio stato di forma e hanno iniziato indicarmi il tempo che dovevo raggiungere che per me rimaneva come un miraggio(1h25′). Questa cosa ammetto che mi ha messo un po’ di tensione prima della partenza.

Resta il fatto che ormai ero li in mezzo alle migliaia di partecipanti che avrebbero invaso le strade di Parma. Non vedevo l’ora di sentire lo sparo dello starter e di far partire le gambe.

Alle 9.30 precise si parte, quasi non ricordavo la foga del primo km, fatto quasi in apnea cercando di farsi spazio tra i soliti corridori lenti che si mettono nelle prime file, dopo il primo km corso con Michele a cui non era partito il GPS cerco di trovare il ritmo giusto del passo e del respiro, Micky mi dice di rallentare e non farmi prendere dalla foga e lo ascolto, in effetti quello era un ritmo troppo elevato. Dopo i primi 3km corsi sotto i 4’/km Michele aumenta e mi trovo da solo e come di solito faccio aspetto di vedere il tempo del 4°km per decidere la tattica da usare. Guardo il gps, sento le gambe che vanno bene e decido allora di provare a fare la prima metà di gara cercando di mantenere quel passo ovvero 4’/km, ritmo che non avevo mai tenuto neanche in una gara da 5km, e cercare di controllare il ritmo nella seconda metà. Scritto così sembra facile e soprattutto che sia un esperto runner, posso garantirvi che 9 su 10 non ci becco!!!

Sta di fatto che la prima metà ottengo ciò che mi sono prefissato e sento di stare ancora bene, l’unica cosa negativa è la sagoma di Michele ferma in lontananza che diventa sempre più vicina, lo passo e mi fa il gesto che non ce la fa mi sembra di capire che gli faccia male il fegato. Il km successivo lo passo pensando a Micky che forse ha tirato troppo e che la stessa cosa potesse capitare anche a me visto il ritmo che stavo tenendo. Per fortuna una leggera pioggia mi ha accompagnato nella seconda metà di gara dove ho si rallentato leggermente il ritmo ma dove anche il morale ha iniziato ad influire in modo positivo sulle mie gambe. Ogni km che passava l’orologio mi restituiva tempi sempre positivi e vedevo il traguardo avvicinarsi sempre di più. Gli ultimi 3km sono stati difficili, come già immaginavo, il mio ginocchio(sempre quello degli spilli) iniziava ad essere stanco ma questa volta ha vinto la mia testa e non mi sono fatto influenzare, ultimo km in salita due curve a sinistra ed eccolo li il gonfiabile del traguardo: 1h25’52”.

Con quei capelli sembro velocissimo 🙂

La mia gioia è stata immensa, avevo corso 21097m a 4’04″/km, ma ero ancora più felice per come la mia testa fosse stata una cosa sola con le mie gambe. E’ stata la prima volta dove tutto è andato come volevo.

Ovvio che per ottenere questo risultato devo ringraziare i miei compagni Spilli, sono loro che mi hanno convinto che potevo ottenere un risultato del genere.

P.S.: per la rubrica “La Prima Volta” devo segnalarvi che per la prima volta sono stato premiato in una gara podistica

foto 2

10° classificato nella categoria “Quasi Vecchi”

P.S. 2: Il giorno prima di corricchiare qua a Parma un’amica blogger di Roma è venuta in gita a Milano per partecipare alla Color Run, qui trovate un bel racconto e tante foto ovviamente colorate!!!

Blog and the city

P.S. 4235379 : Studi medici hanno scoperto la causa del dolore al fegato di Michele durante la gara.

L’errore dell’atleta è stato quello di ritirare la maglia del pacco gara di una taglia non corretta e il fatto che l’abbia indossata per più di 10 secondi ha causato, per colpa della pressione da essa fatta, danni irreparabili al fegato dello sfortunato corridore.

Quindi ragazzi non fatelo a casa vostra!!!

foto-4

Si è pure gonfiato per fare la foto aumentando i danni al proprio corpo.

Dark/Light

E’ appena cominciata Azarenka Vs. Williams, finale femminile degli US Open, sono sul divano a seguirla distrattamente, e intanto cerco un po’ di sbollire la delusione parmense di oggi.

Trova gli spilli alla partenza

Trova gli spilli alla partenza (soluzione alla fine del post)

E’ la prima in questo 2013, che fin’ora era stato totalmente positivo per i risultati ottenuti. Oggi invece non era giornata, forse avrei dovuto capirlo da un cattivo presagio mentre facevo colazione prima dell’alba, forse il brutto scherzo l’ha giocato la tensione, presente come non mai nei momenti precedenti la partenza.
In fondo questa era (e resta) solo una tappa di avvicinamento al bersaglio grosso, ma l’idea che fosse necessario chiudere oggi intorno agli 84′ per rendere più concreta la possibilità di correre una maratona entro le 3 ore mi ha portato a caricare fortemente la vigilia, a sentirla in maniera esagerata, e tutto si muoveva in direzione opposta rispetto al mio senso di marcia.

In partenza il GPS Nike non si connette ai satelliti, e continua a cercarli per più di un km dallo sparo, e mi ritrovo a correre totalmente a caso, con un occhio costantemente al polso destro. Roberto mi dice che viaggiamo intorno ai 3’51″/km, ma non riesco proprio a interiorizzare il passo, finchè il segnale viene trovato, e qui devo ricalibrare il mio pensiero su nuove distanze e un tempo che non sarà quello effettivo di gara. Intanto vado, le gambe sembrano esserci, ci sono mille curve, saliscendi e trovare un ritmo costante non è facile. Ma il GPS continua a non collaborare, dà valori che mi stupiscono, 22″ di differenza tra un km e l’altro, valori troppo sballati, la testa non si alleggerisce come altre volte, ma riesco a non dargli peso. E poi c’è un percorso che è davvero impegnativo, non c’è un rettilineo, sembra non esserci mai una parte in piano e al nono km arriva il colpo di grazia, una lunghissima, infinita salita che affronto esagerando, appena dopo essermi detto che mi sentivo in un momento positivo. Mentre pensavo che dovevo conservarmi, le gambe decidevano autonomamente di non farlo e superata la salita del 10° km, lungo il rettilineo di metà gara, il fegato (nella mia ignoranza pensavo la milza) e gli addominali laterali non davano tregua. Una fitta forte mi dava il colpo di grazia, il rallentamento diventa uno stop, 10 secondi di indecisione e poi la scelta è definitiva, Bako mi passa mentre io cammino, stacco il pettorale dalla canotta ed esco dal percorso.
Non era giornata, non avrei chiuso intorno all’1h24′, la delusione ci sarebbe stata comunque, non poteva esserci altra decisione!

Però non è tutto nero, le gambe faticavano, ma c’erano, reggono lo sforzo. Domenica ho il lungo, 33km, e probabilmente è un test più attendibile in vista di Chicago. E in fondo siamo ancora in Settembre, c’è ancora da allenarsi e dalle cadute non si può fare altro che rialzarsi!

E in tutto questo non posso che fare i complimenti al Bako che sa sfruttare il suo momento migliore dell’anno, con una grande prestazione, e anche Tommi, sperava di andare più veloce, ma fare meglio di così non era concepibile oggi…
… e ringraziare Nastasia e Rosa, che si sono prese cura dei miei muscoli, prima e dopo la fatica. Forse ero così soddisfatto del massaggio alla partenza che ho preferito non rimandare troppo l’arrivo e le cure! Grazie davvero, e (se lo leggete) in bocca al lupo per la fine degli studi!

m.

P.S.: E infine ecco la soluzione al quiz fotografico:

E Tommi...?

E Tommi…?

Sabato settembrino

Domani Maratonina di Castel Rozzone.

Non ho nient’altro da aggiungere.

Sarò solo, qualcuno farà la Cariparma Running, bissando la partecipazione dello scorso anno.

Questo caldo sabato settembrino passa così, con la visione delle imprese di Walter Bonatti. i record di Mario Poletti e il nuovo esordio da mezzofondista veloce di Marco Zaffani.

Saluti

L.

Parental advisory – Explicit content

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Ora che siete avvisati, devo togliermi un macigno dalla scarpa!
Non che abbia influenzato la mia Mezza della baia del sole, anzi, il risultato cronometrico è più che soddisfacente. Ho realizzato il mio nuovo PB sulla distanza, però non aver avuto la soddisfazione di dare al pezzo di merda che ho trovato sulla mia strada quello che si meritava, mi lascia un po’ l’amaro in bocca.

I fatti sono questi: superato il punto un po’ più complesso del percorso, di ritorno da Laigueglia, intorno al nono o decimo km, percorro il  dritto lungomare, passando tra un bar e la sua appendice di tavolini all’esterno. Un coglione pelato (nessuna questione con la categoria dei pelati, molte di più con quella dei coglioni!) in quel momento esce dal bar con una bottiglia d’acqua in mano e la pone davanti a sè come per darla a noi podisti di passaggio. Io che avevo saltato i ristori, per la scomodità di un bicchiere da usare correndo intorno ai 4’/km, faccio il gesto di prendere la bottiglietta, e questo pezzo di merda (lo ripeto, ma è proprio quello di cui si tratta questo essere organicamente repellente) tira indietro la bottiglia e la tiene per sè!!!
La mia unica soddisfazione è stata dargli ad alta voce del pezzo di merda (ter!), dirgli di andare affanculo (dove meritava di essere, e merita di essere tutt’ora!) e insultargli la madre, alla vigilia della sua festa! Sfortunatamente per lui, Lello era appena dietro di me ed è passato nel mentre si consumava questo scherzo del cazzo, non potendo dare al coglione quello che si meritava.

Ecco, qua posso dire cosa mi sarebbe piaciuto fare, non fossi stato impegnato in gara:
mi sarei fermato, sarei tornato indietro verso questo stronzo con la polo bianca (non la macchina, ma ci siamo capiti!), gli avrei tirato uno schiaffo sulla sua nuca nuda da lasciargli l’orma di una bella cinquina di dita, e per concludere gli avrei sputato su quella faccia da pirla che si ritrova.

Invece mi devo accontentare solo di un PB di 1:25’22” (non so se omologabile però).

m.

Della Stramilano e delle pessime abitudini dei podisti italici

Si può dire tutto e il contrario sull’organizzazione della Stramilano half-marathon, e in particolare se ne può parlare molto male.
Sintetizza bene le problematiche affrontate dai podisti questo pagellone su AtleticaWeek.it, ovviamente per ciò che riguarda i voti particolarmente bassi. Personalmente non trovo fastidiosa l’assenza di cibo solido o bevande calde nel ristoro finale, anche se la presenza è sempre gradita, certo che un tavolo solo con acqua e gatorade non è la migliore accoglienza dopo 21 km, specialmente se molto bagnati.
L’assenza di gazebi per cambiarsi è colpevole, non so quanto potessero costare in termini economici e di lavoro supplementare all’organizzazione, ma con le previsioni che lasciavano molta poca speranza, sarebbe stato accorto apportarne qualcuno per permettere ai podisti, 6500(!!!), di cambiarsi all’asciutto. Come tutti mi sono cercato uno spazio sotto un albero e tra una goccia fredda e l’altra ho cercato di mantenermi asciutto mentre mi cambiavo, soprattutto ho cercato di mantenere asciutto ciò che mi sarebbe servito dopo la gara, in fin dei conti avevo almeno 90 minuti di tempo per bagnarmi in gara!
Non mi lamento del deposito borse, fortunatamente il papà di Lello si è sacrificato sotto la pioggia per custodire le nostre sacche, la famiglia Verdelli è foriera di tutte queste gentilezze (e ancora sul blog nessuno ha parlato delle doti culinarie della mamma di Lello!!!!). Consegnare la sacca è sempre un terno al lotto, con la pioggia a maggior ragione, ogni volta che lascio la sacca mi sembra di compiere un atto di fede, finora sempre ripagato con il ritrovamento senza troppi problemi una volta arrivato al traguardo, ma sotto sotto metto sempre in conto il rischio di ritrovarmi con brutte sorprese da questo punto di vista.
Pessima la mancanza di pace-maker, inspiegabile perchè non ci siano, penso che ci sarebbe la fila per proporsi come “lepri”, e soprattutto sarebbe un bell’aiuto per chi cerca un tempo di un certo livello.
Esecrabile l’assenza di controlli all’ingresso delle gabbie, tanto valeva non approntarle nemmeno per lasciarle incustodite!
E qui è dove mi incazzo di più, non con l’organizzazione, non mi è mai capitato di lavorare ad eventi sportivi di questo tipo, e posso solo immaginare le difficoltà di muovere la macchina quando i numeri sono così elevati, ma con la maleducazione, l’inciviltà di noi podisti (non tutti, generalizzare serve a poco). E continuo ad incazzarmi ogni volta che succede e mentre ci penso ancora!
Non sopporto quelli che con il loro bel pettorale contrassegnato di arancione, bianco o giallo che fosse si sistemano nel settore riservato ai verdi, o ai più veloci blu, o ancora ai velocissimi rossi!!! Perchè poi nei primi metri mi devo trovare davanti la vecchia tapasciona che fa la corsa per sentirsi bella, o il giovane che farebbe meglio ad allenarsi un po’ di più, e devo fare continuamente zig zag per andare al mio passo. E questi che quando gli fai correttamente e gentilmente presente che il loro settore si trova dietro fanno gli spiritosi/e, che “tanto ci superi” oppure “guarda che poi ti arrivo davanti” con quel ghigno che poi dopo 2 minuti di corsa hanno già perso, ecco voi se mi state leggendo, sappiate che mi verrebbe da darvi una bella spinta ogni volta che vi trovo davanti, almeno capireste quanto fastidioso e potenzialmente pericoloso sia il vostro comportamento!
Malcostume italico, e non c’è organizzazione carente che tenga, l’unico colpevole per quanto mi riguarda è la maleducazione del singolo individuo. Autoregolamentarsi non è un reato, anzi…

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Blogger in strada

Per quanto riguarda la corsa, non avevo grandi obiettivi, stare sotto l’ora e trenta, e ho bissato precisamente il risultato di Dalmine, 1h27’56”, con sosta ai box al secondo km per bisogni fisiologici e rallentamento sostanzioso negli ultimi 4 km per un fastidio alla milza.
La quarta mezza maratona del 2013 è in cantiere, il mio progetto di correrne 13 nel 2013 è in perfetta media, va bene così!

 

 

Aggiungiamo una mia piacevole sfilata di moda post-gara in metro e abbiamo la brevissima cronaca della mia seconda Stramilano.
E ora sotto con MCM, da mesi aspetto questo momento!

M.

P.S.: Ironicamente domenica questo era il mio karma musicale


Well we all shine on
Like the moon and the stars and the sun