… and my legs they don’t run the way they used to…

Sarà che nella foresta di pianura i chilometri sono più lunghi, che il segnale satellitare è ostacolato dalle fronde degli alberi, oppure che le mie gambe non vadano più come andavano un tempo, fatto sta che oggi mi sono dovuto fermare alla terza delle 4 ripetute sui 1000m che mi ero riproposto di correre oggi.
E un po’ per istinto di conservazione in vista della gara di Domenica, un po’ per una voglia che va e viene a seconda delle giornate, dei momenti ho preferito non forzare.
Durante la corsa il quadricipite destro si faceva sentire più del solito, e adesso dopo la doccia qualche spillo sembra bucare un po’ il ginocchio sinistro… fortunatamente mentre sto scrivendo il dolore sembra sparire, un po’ come il fastidio alla caviglia destra.

Sto invecchiando forse, e sì che mancano ancora 6 giorni al mio 37esimo compleanno, la discesa non sarà mica così inarrestabile????

Per combatterla ho partecipato al ballot per la London Marathon, per vincere (la vecchiaia, si spera) ho deciso che farò assolutamente la Firenze Marathon a Novembre, mi merito la rivincita dopo il 2012!
Per Padova intanto vedrò di accendere un cero a Sant’Antonio!

m.

Un selfie per salutare Lello

Un selfie per salutare Lello

P.S.: Nel frattempo il Decathlon di Pieve perde un gran venditore, gli spilli perdono un socievole corridore, amante dei monday night più frequentati, Zaffani perde la sua vera anima gemella.
Ciao Lell. insegna ai bolognesi a correre il lunedì sera sotto i portici!

‘Non ho abbastanza talento per correre e sorridere allo stesso tempo.’

Padova è qui vicina, e io in realtà non sento dentro quella voglia di faticare che mi ha accompagnato prima delle mie migliori gare. Sento di averla lasciata indietro ai giorni prima della Roma-Ostia, chiusa nel raffreddore e nel mal di gola e in una salita esageratamente lunga a metà della gara.
Andrà come andrà Padova, non l’ho preparata in modo da ottenere il PB ma potrò godermi i due giorni di festa, seguirò Roberto finchè riuscirò e poi mi accontenterò di stare sotto l’ora e 30′.

Servono nuovi stimoli a riprendere il discorso podistico del 2013, ho lasciato da parte l’idea di abbandonare i 42 km per quest’anno e credo che cercherò la mia rivincita in terra toscana a novembre, soprattutto per migliorarmi nella mezza maratona, ottenendo il massimo dal cammino che porta alla maratona.
Forse ieri un primo passo, mentale, è stato fatto: grazie a Ilaria e Simona, al loro invito a vedere uno spettacolo teatrale al Piccolo Teatro Studio Melato dedicato a Emile Zatopek, la locomotiva umana.

Uno spettacolo intenso, la storia di colui che ha vinto nella stessa olimpiade i 5000, i 10000 e la maratona, un record ineguagliato. Una storia che si interseca con gli eventi di un paese con una storia drammatica, la primavera di Praga del 1968, Dubcek e il manifesto delle 2000 parole, da lui firmato e che gli è costato la degradazione dall’esercito, l’espulsione dal Partito Comunista. Lui campione olimpico, gloria della Cecoslovacchia era costretto a fare lo spazzino, a lavorare nelle miniere di uranio.

Volo 903. Emil Zatopek: il viaggio di un atleta è uno spettacolo emozionante, c’è tutta la fisicità del teatro, simile a quella della corsa, un gesto così semplice e naturale che porta a conseguenze così emozionanti, la corsa come libertà, anche nel dramma di questo uomo.

Anche questo è un modo per ritrovare i giusti stimoli.

 

m.