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What do I want? – RomaOstia 2014

Mi sono chiesto nel corso delle passeggiate romane quale sia stato il motivo per cui non ho raggiunto il mio obiettivo, mi sto ancora chiedendo dove stia andando il mio impegno podistico.

La seconda domanda è venuta naturalmente dopo aver osservato il programma di allenamento che stanno seguendo Tommi e Lello. Io attualmente non ho nelle gambe i loro risultati, non li metto nemmeno nei miei obiettivi più a breve termine, e nemmeno penso di volermi allenare 6 volte a settimana, con uscite mai inferiori all’ora e 20′. Non è realmente quello che voglio ottenere dalla corsa.

Però l’idea di scendere sotto l’ora e 25′ nella mezza oramai è fissa in testa, sicuramente meno ossessivamente del muro delle 3h sulla maratona, e forse per questo il risultato non è stato raggiunto.
Mentre ero in corsa durante la Roma-Ostia, soprattutto dopo la salita spaccagambe di metà gara, il mantra che mi ripetevo sembrava una canzone di Christina Aguilera, ‘la mia testa non è pronta per quel risultato’.

Eppure un po’ ci ho creduto, all’inizio sicuramente, con i primi 5 km corsi sotto i 4’/km, e poi un po’ anche tra il 12esimo e il 17esimo quando la costante discesa mi faceva girare intorno ai 3’53”. Poi però le gambe hanno pagato il conto, ho raggiunto Gefter al 17esimo, ma non ho avuto la forza per stargli in scia e recuperare per lo sprint finale. Solo 3 km di discesa mi avrebbero permesso di abbassare il mio personale, e a nulla sono valse le mie preghiere per ottenere questo favore, mi sono dovuto accontentare di chiudere in 1h26’08” (anche se il mio orologio segnava 2 secondi in meno… Tommi, so che mi capirai).
Il vento freddo sul litorale di Ostia non mi permetteva di gustare il risultato, non ottimo, ma buono viste le premesse dell’ultima settimana. La mia voglia di mare non veniva soddisfatta viste le condizioni climatiche.

Perchè non ce l’ho fatta in fin dei conti? Sarà stata colpa di quella volta che ho interrotto il medio di 30′ prima dello scoccare dei 15 minuti? O colpa dell’ultima settimana da congestionato, con raffreddore, mal di gola, tosse e senza allenamenti? Oppure della salita tra il nono e l’undicesimo chilometro che non ho saputo affrontare se non affidandomi ad un ‘Angelo’ custode, corsa in 4’39/km , mazzata difficilmente recuperabile?
Direi che tutte e tre hanno contribuito, forse veramente è la testa non ancora pronta, che non mi spinge decisamente verso questo obiettivo.

Ma va bene così, forse è il momento di capire cosa realmente voglio adesso.

Spilli tricolori

Spilli tricolori

E poi  la corsa non era l’unico motivo del viaggio, girare per Roma è sempre affascinante, viaggiare per la prima volta da una vita con Robi e Gio, incontrare assidue lettrici del blog a cui finalmente dare un volto (tridimensionale), il suono delle loro voci, c’era molto di più di una gara. E tutto è stato spettacolare (a parte il tempo), grazie Roberto e Giorgio per la compagnia costante, non posso che dirvi ‘Hey!’ e che “nun sacce gnente”, grazie a Simona che ha sopportato 3 uomini, podisti per di più, per un weekend intero, grazie e complimenti a Francesca per il suo ottimo esordio e grazie Stefania per aver capito il mio “razzismo” di runner! E grazie anche a Mattia che con Giorgio si scambiavano il ruolo di pacer e di trainato, tra un po’ vi vedremo sotto i 90′ nella mezza, ne sono sicuro!
Parafrasando due note pensatrici italiche “oltre il risultato c’è di più!”

m.

'Cosa vuole questo qui?'

Simona says:’Cosa vuole questo qui?’

 

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C’è di peggio…

Quello che non contempla il video sono le ripetute sui 3000m, o quantomeno l’idea di doverle fare.

Eppure sarà stato il cielo ancora chiaro alle 18 quando mi apprestavo ad iniziare il riscaldamento, sarà stato il pensiero del weekend romano con l’obiettivo sulla mezza o ancora l’arrivo in posta dell’opuscolo con i risultati ufficiali della Chicago Marathon 2013, le gambe andavano durante le ripetute e la fatica si sentiva, ma non era così opprimente.
Anzi, avevano il tempo di sciogliersi lungo la durata di ogni singola ripetuta,  passando dai lievi fastidi iniziali a una buona scioltezza. Stavo bene e mi sono divertito, non solo alla fine dell’allenamento, ma anche un po’ durante.
Dopo questo allenamento le sensazioni per la Roma-Ostia sono positive!

Mi sono sempre chiesto, e propongo a voi la domanda, se sia mentalmente meno duro fare ripetute più lunghe, ma in numero minore, oppure tante ripetute più brevi, semplificando: affrontate meglio un allenamento con 3x3000m o 7/8x1000m?
Io la mia idea me la sono definitivamente fatta!

m.

P.S.: Bellissimo il video di Buzzfeed, e un grazie a RunLovers per avermelo fatto conoscere!

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Grazie..

Spilli probabilmente non vi ho ancora ringraziato abbastanza. Di certo vorrete sapere, o meglio Bako, di certo vorrai sapere che cosa ho pensato negli ultimi km a Verona. E’ molto semplice non pensavo, l’unica cosa che mi ripetevo era che se riuscivo a finirla di corsa sarebbe stata un’impresa!! In questo ultimo periodo poi non ne va dritta una, in più i malanni di stagione hanno contribuito a rendere inconsistente la mia già precaria preparazione. Quello che mi fa ancora ridere è che ho impiegato penso una mezzora prima di riuscire a parlare dopo l’arrivo. Volevo precisare Bako, che alla fine appena ho tagliato il traguardo ti ho detto grazie con un filo di voce mentre vedevo la morte che con la falce cercava di mietermi, ma che alla fine per pietà ci ha ripensato (meno male)!!. La strada è ancora molto lunga però i risultati per il momento sono incoraggianti. Vi domanderete perché vi sto ringraziando, il motivo è molto semplice perché cercate di coinvolgermi e nonostante tutto mi date la possibilità di restare nel gruppo. (La risata sorge spontanea..ahahaha!!). Rispetto al resto degli spilli sono un runner anomalo, la mia preparazione alle gare è “agghiaggiante” (per dirla alla Conte), uno per la carenza di tempo a disposizione, due per la discontinuità con cui mi alleno e tre perché non esiste un piano di allenamento, ma per il momento non posso fare di meglio. La cosa che invece mi fa andare avanti è sentire le storie delle vostre imprese, perché mi da grande stimolo e mi fa pensare che forse un giorno riuscirò a farne qualcuna anch’io. Se penso poi che fino all’anno scorso non mi sarei mai sognato di prendere parte ad una mezza maratona, adesso non ne posso fare a meno, come del resto il lungo della domenica mattina..vero Bako..con pausa caffè a metà del percorso. Bar rigorosamente di classe, altrimenti che senso ha prendere il caffè mentre la gente che ce “l’ha fatta” ti guarda malissimo?!! Ma ritornando a Verona sento di aver superato qualche mio limite in positivo e un grazie va a Lello, Tommy, Cek per l’incoraggiamento. Un grazie particolare invece va al Bako che mi supporta, mi sopporta nonostante io sia lento e cerca di farmi diventare un runner!! 

Grazie ancora di cuore (finché regge)

In fede

Giulian Ross    

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Una domenica da lepre…un anno dopo.

Febbraio è arrivato e come l’anno scorso è arrivato il momento della Romeo & Giulietta Half Marathon e sempre come l’anno scorso mi ritrovo, con gran piacere, a fare da lepre ad uno spillo.

Dopo l’ottimo risultato ottenuto alla Mezza di Crema in mia compagnia è giunto il momento per il Biscio di scendere sotto l’1h40′ sui 21097 metri.

Grande novità della domenica è il viaggio in pullman con destinazione Verona, la sensazione di essere tornati dei ragazzini che vanno in gita è stata piacevole. Di questo dobbiamo ringraziare i Podisti S.Bernardo per averci ospitato nonostante non fossimo membri della loro società.
Cinque gli spilli alla partenza, tre dei quali con un obiettivo ben preciso: migliorare il proprio personale sulla distanza. Michele invece ha altri piani per questa gara. Io, beh, ve l’ho scritto sopra.

Spilli multicolore alla partenza

Spilli multicolore alla partenza

Mentre gli altri partono a razzo, io e Giorgio(il Biscio) ci ritroviamo in mezzo alla ressa della griglia verde e passiamo dallo start quasi dopo 2′ dalla sparo e i primi 2/3 km si corrono abbastanza piano ma mi servono per verificare lo stato di forma del mio assistito. Capisco subito che fare 1h39’59” sarà fattibile quindi decido che si può osare e magari puntare a scendere sotto l’1h36′. A mio favore c’è che il GPS che ho prestato a Giorgio non segnala il passaggio corretto ai km quindi posso tranquillamente mentire sul passo che stiamo tenendo e invece del 4’44” promesso mi assesto sui 4’30″/4’35”. I primi 10km volano via senza grandi intoppi ma nella seconda metà iniziano le prime difficoltà, la stanchezza inizia a sentirsi nella testa di Giorgio e qui incomincio con i più svariati modi per incitarlo a non mollare.

Ecco i quelli che sono risultati i più efficaci:

Al 5° posto troviamo: “Dai cavolo stai andando a 4’30” se mantieni il passo a 4’31” o 4’37”, magari 4’33” chiudiamo a 1h e qualcosa che non è certo 1h40′, capito? ” Tradotto: bisogna dire numeri a caso. Tanto è talmente cotto che non sarà in grado di fare 1 +1 ma il sentire numeri lo spingerà a seguirti ancora per un po’

al 4° posto troviamo “Cavolo non puoi mollare ora, dopo tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare qua oggi, tutti dolori che hai dovuto sopportare, tutte le scarpe che hai consumato e il sudore che hai lasciato per strada!!!”. Puntare sulla parte emotiva nel mio caso ha funzionato ma si corre il rischio che il nostro compagno si fermi ed incominci a piangere come una bambino. Da usare con molta attenzione.

Al 3° posto tra le scuse per spingerlo a non mollare troviamo: “Hei ma come puoi stare dietro a quello? Peserà almeno il doppio di te e corre come una gazzella!” Efficace se la persona da incitare indossa normalmente jeans aderentissimi e fa della linea un punto di forza(Questa scusa sale prepotentemente al 1° posto se la persona da incitare è una donna)

Al 2° posto troviamo: “Scusa ma quello potrebbe essere mio nonno e sta davanti a noi”. Efficace, ma bisogna cercare l’anziano giusto. Da evitare quelli che indossano completini anni ’80, sono capaci di lasciarti li sul posto e di ritrovarli al traguardo felici e già cambiati.

al 1° posto indiscusso  “Hei guarda quella ragazza, carina vero? non vorrai mica farla andare via?”. Dopo questa mia moglie me le starà tirando sicuramente dietro… scusa ma l’ho fatto per una giusta causa!!!

Grazie a queste motivazioni siamo riusciti ad arrivare al 18° km  ma da li in poi è stato come scalare l’Everest. In effetti sapevo di aver tirato troppo per quelle che forse ora sono le sue possibilità ma rimanevo convinto che si poteva fare una grande gara.

Spero un giorno Giorgio possa raccontarvi di persona quale siano state le sensazioni provate in quei momenti, io ricordo solo un volto scavato dalla fatica che ormai non rispondeva alle mie sollecitazioni e che non vedeva l’ora di finire quella gara.

Lo sguardo di Giorgio non è cambiato nemmeno quando siamo entrati nell’Arena a meno di 200m dal traguardo e nemmeno superata la linea del traguardo. Solo dopo aver letto il responso cronometrico sul GPS(almeno questa cosa funzionava) sul suo volto si è stampato un sorriso e la prima cosa che mi ha detto è stata…. meglio non ripeterla va…facendo un riassunto più o meno è “Tu sei matto”

Grande Giorgio, 1h36’54” è un bel biglietto da visita per la Roma-Ostia. Ora sei pronto per correre una mezza da solo!!!

Qua secondo me non sapeva dov'era!!!

Qua secondo me non sapeva nemmeno dov’era!!!

Il minimo è stato festeggiare con uno spritz

Il minimo è stato festeggiare con uno spritz

Verona e la sua Arena

Verona e la sua Arena

Intanto faccio i complimenti a Lello e Tommy per aver ottenuto il loro personale. Cavolo 1h21′ è da runner seri!!!

Complimenti anche a Michele che, come racconta qua, ha rispettato la sua tabella di marcia!!!

Ed ora aspettiamo la Roma-Ostia!!!

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Ragazzi come si sta bene tra noi…

Come si può raccontare il piacere di una mezza maratona che ha visto tre spilli conseguire il loro personal sulla distanza, il bello di una gita in pullman da adulti che non hanno del tutto abbandonato la vita da ragazzini in età scolare, il cazzeggio post-gara tutto al maschile nella romantica città di Giulietta e Romeo?
Probabilmente non si può far rivivere le stesse emozioni su questa pagina, ma vale la pena prendere in prestito uno dei momenti migliori di un grande film italiano e paragonare la sua goliardia alla nostra domenica veronese…

Non ci sono stati schiaffi alla stazione, ma tempi millantati, medaglie rubate per far capire il loro vero valore, infarti sfiorati, delusioni, brevi incazzature, vesciche messe a dura prova, paparazzi giapponesi appostati in pullman accostati. E poi esagerati (amabili) resti, obiettivi futuri… chi c’era si è divertito…
anche questo è il bello della mezza-maratona!

m.

Da sinistra il Mascetti, il Perozzi, il Sassaroli, il Melandri e il Necchi

Da sinistra il Mascetti, il Perozzi, il Sassaroli, il Melandri e il Necchi

P.S.: Mi ero riproposto di chiudere in 1h26′, sono soddisfatto, 1h25’41”, un buon viatico per la RomaOstia del 2 Marzo, a caccia del PB!

 

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Vigilia veronese

Ceno con del sushi da asporto, Tommi ha reso questo un rituale sin dalle sue prime maratone, e sinceramente visto il mio risultato alla Chicago Marathon anche solo scaramanticamente quasi quasi gli do ragione e continuo con il giapponese prima delle gare.
Non che domani alla Giulietta e Romeo half marathon io chieda chissà che, anzi. Lo ritengo solo un passo di avvicinamento a qualcos’altro che in realtà non ho ancora definito.

Ho esplicitato la mia tattica di gara, conto di correre la maratona tenendo un passo di 4’05” al km, intorno all’ora e 26′ quindi. Quantomeno l’idea è di rimanere con questo pasto costante nella prima parte di gara e poi mantenerlo anche nel finale, a meno che le gambe non vadano da sole.
Gli allenamenti non sono stati male questa settimana, ma mi manca l’ultimo cambio di passo; domenica scorsa il progressivo è terminato con gli ultimi 15′ a 4’04” e tanta fatica, non ne avevo per chiudere gli ultimi 5′ sotto i 4’/km. Arrivavo da un medio abortito a metà strada il venerdì, mentre le 5 ripetute sui 1000 non si sono discostate da quelle corse qualche settimana prima. Galleggio, senza grossi miglioramenti, senza tantissima voglia di faticare per adesso.
L’anno scorso a Verona avevo un rivale auto-impostomi, avevo un mantra, quest’anno c’è l’attesa per la RomaOstia del 2 Marzo.

E poi un po’ mi spiace non fare la notte in camper come l’anno scorso, la pizzata insieme al papà di Pelissier e l’esultanza fuori dal Bentegodi al gol di Thereau contro il Palermo. Quest’anno partenza in pullman con i podisti di San Bernardo che ci danno ospitalità, Zaffo e GioS. sostituiti quest’anno da Tommi e GioB… sembrerà tipo una gita scolastica!

E poi è l’occasione per sfoggiare una nuova divisa spilli, meglio gialla o bianca?

m.
Yellow or white?

Yellow or white?
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Fango e disagio

Sei un disagiato se ti permetti di correre domenica mattina a Chieve (neanche fosse Bagnolo CR.), in braghini (attillati per giunta!), maglietta o canottiera, scarpe non adeguate, nella stagione delle piogge del Borneo.

Fango, campo presumibilmente strappato al maggese o alla coltivazione delle bietole, o al limite alle verze.

Comunque in queste competizioni pare che il tempo si sia da sempre fermato al 1989.

E la maglia/canottiera di lana di alcuni podisti lo dimostra…

Foto del disagio invernale/mattiniero:

Foto del Disagio 1

Foto del Disagio #1

Foto del Disagio 1

Foto del Disagio #2

Tommaso nelle sua particolare rivisitazione di Fifty Shades Of Red.

Michele in una posa che imita la nota cotoletta alla milanese.

Giorgio sopravvissuto e/o sopravvivente.

Alla prossima, ma stavolta compriamo scarpe e chiodi.

L.

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Il mio augurio per il 2014

Ieri alla mezza sul Brembo eravamo solo in 2. A dire il vero qualcuno ha corso il rischio di non correrla nemmeno questa prima mezza del 2014, non sono bastate quattro sveglie distribuite lungo l’arco di 30 minuti a partire dalle 6.20 per farmi arrivare puntuale alle 7.15 sotto casa di Lello. Anzi, la prima immagine della mattinata a presentarsi ai miei occhi vede il vecchio GPS Nike segnalare le 7.52.
Rimarrà sempre nella mia mente il tarlo della motivazione per cui Lello si sia limitato a scrivermi degli iMessage invece di telefonarmi per sentire che fine avevo fatto, fatto sta che la mezza a Dalmine partiva alle 10, e io, quasi comodamente, sono riuscito ad essere puntuale sulla linea di partenza per quella che da 3 anni a questa parte è un appuntamento fisso per cominciare l’anno podistico.
Eravamo in 2 (e sono rimasta sola direbbe Pierpaolo Capovilla) quest’anno, la gara non è stata particolarmente entusiasmante, entrambi un po’ appesantiti, Lello con un fastidio al polpaccio, io ancora in fase recupero post-Chicago e con un quadricipite che non voleva saperne di sciogliersi, chiudiamo assieme, rallentando negli ultimi 3 km, una gara condivisa separata solamente da un secondo.

Mi viene da pensare che l’anno scorso al Brembo eravamo in 5(+1), avevamo forse tutti più voglia, di sicuro qualcuno aveva meno infortuni, meno malanni di stagioni, personali o famigliari. E sicuramente eravamo tutti un po’ più uniti, ci si vedeva più spesso, cosa che non è più successa nella seconda metà dell’anno. E mi spiace parecchio che sia così!
Abbiamo rimediato ieri sera con i primi festeggiamenti dell’anno, c’era Riccardo come ospite d’onore, e sono stato contento che finalmente si ritornasse assieme a parlare di corsa, a prenderci in giro per i risultati ottenuti o persi per strada, a parlare dei progetti futuri. Vorrei che queste occasioni capitassero più spesso!

Nel 2013 qualcuno c'era ma non aveva il pettorale, nel 2014 ci siamo evoluti, c'era il pettorale ma mancava il corridore.

Nel 2013 qualcuno c’era ma non aveva il pettorale, nel 2014 ci siamo evoluti, c’era il pettorale ma mancava il corridore.

Qualcuno mi ha chiesto quando scriverò il pagellone per il 2013, e probabilmente quel qualcuno è interessato perchè è stato lo spillo più veloce sui 42km (bravo Tommi, è stato un gran risultato!), ma ho deciso che quest’anno anzichè dare i voti agli spilli, dedicherò loro un augurio personalizzato per il 2014 podistico… forse perchè senza falsa modestia mi sarei dato un 9 per questo 2013…

Ecco per tutti voi spilli i miei auguri per questo nuovo anno:

A Lello auguro di correre con Riccardo il Lavaredo Ultratrail, di battere Paolino in ogni sfida che gli proporrà, di fare il suo personale sulla maratona nei pressi della porta di Brandeburgo.

Al Bako prima di tutto auguro di trovare un farmaco che eradichi la febbre da casa sua, poi di lasciar perdere la maratona anche per il 2014, ma togliersi tutte le soddisfazioni sulle mezze, sui 10k, sui triathlon sprint e olimpici, in attesa di diventare un ‘uomo di ferro’.

Allo Zaffo auguro di trovare qualcuno che vada veloce come lui, che faccia i suoi stessi orari lavorativi, che non si faccia problemi ad andare a fare le ripetute alle dieci di sera col gelo e col buio e che non guidi mandando sms al cellulare, ma che ogni tanto si ricordi di mandargli un sms giusto per fargli sapere che è ancora vivo e vegeto.

A Tommi auguro di battere il record dello Zaffo sulla maratona, di non avere problemi con le gomme della bici nel caso dovesse nuovamente cimentarsi col triathlon e continuare ad avere qualche benefattore per quanto riguarda le iscrizioni alle gare.

A Gio Spinelli auguro di continuare con la voglia della seconda metà dell’anno, dimenticandosi di aver corso una maratona senza averne realmente capito il valore.

Ad AleChiaz auguro di ricevere una sveglia natalizia (so che dovrei essere l’ultimo a parlare), di comperarsi un paio di pantaloncini da running neri e di ritornare a calcare le strade della lombardia con un pettorale addosso, senza che i gonfiabili si sgonfino alla sua sola vista.

Al Biscio auguro di continuare come ha finito il 2013, di essere drogato di corsa come alcuni di noi, ma non troppo, che poi sembra non conti null’altro.

A Elena auguro che sia primavera 12 mesi l’anno.

A Bender auguro di partecipare all’europeo 2014 di Icosathlon.

A me stesso auguro di scendere l’ora e venticinque nella mezza e di correre il Magraid, ma se non sarà quest’anno vorrà dire che pazienterò ancora un po’.

m.

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Quelli che la domenica mattina…

La domenica mattina la gente normale dorme, ma qualcuno ha una visione del “normale” diversa da altri.

Questo è il caso di alcuni Spilli che hanno ormai preso l’abitudine di ritrovarsi in qualsiasi condizione meteo a fare due chiacchere.

Qualcuno di voi storcerà il naso nel sentire “Due chiacchere” e non la parola “Corsa” visto la natura del blog…ma è solo perché ho dato per scontato che le “due chiacchere” si facessero correndo!!!

Spesso si andava a correre a qualche tapasciata in giro per la provincia, ma ultimamente abbiamo riscoperto la nostra città e quello che ci sta intorno e devo dire che non è per niente male.

Ok a volte si rischia di essere investiti da qualche autista addormentato, magari inciampare in qualche buca dei fantastici marciapiedi cittadini o addirittura essere scambiato per un fagiano da qualche cacciatore, però ha sempre il suo fascino!!!

L’unica mancanza rispetto alle corse di paese è dato dal fatto che non ci siano ristori gentilmente offerti dall’organizzazione ma anche questo è stato risolto…basta portarsi un quantitativo di Euro pari al numero dei runner partecipanti e fermarsi in un bar a caso in centro a bere un caffè., ovviamente sotto lo sguardo incredulo dei clienti del locale!!!

Alla domenica mattina il gps è solo un oggetto qualsiasi come altri che ti ritrovi addosso per correre, non ha nessuna importanza il passo con cui si corre ed è questo la cosa divertente, si corre fino a quando c’è qualcosa da dirsi!!!

E ora il sondaggio della “Domenica mattina”…

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