Le Summe del 2014

Noiosissimo elenco delle manifestazioni 2014:

Giulietta & Romeo HM: pb sulla distanza. Un bel 8. Anche 8,3 periodico.

Giulietta & Romeo HM

Giulietta & Romeo HM

Milano City Marathon 2014: pb sulla distanza. Qua ci sta un 9.

MCM 2014

MCM 2014

Moonlight Jesolo HM: bella scoperta. Da rifare absolutly. Ancora sotto l’1:22′. Diamoci un another 8.

Con i Doldi's!

Con i Doldi’s!

Monza – Resegone: costipato ma in cima. Mai domo. Un 7,5. L’anno prossimo niente pit stop.

Squadrone Fortissimi

Squadrone Fortissimi

Run Tune Up: Mezza dura. Non mi sono piaciuto particolarmente. Degna di nota la crescentina con il pesto. 6 politico.

Ignuda fra i nudisti

Ignuda fra i nudisti

Bmw Berlin Marathon: prima maratona all’estero. Bravo per la preparazione approssimativa. Di nuovo sotto le 3 ore. Another 8.

Brezel Time

Brezel Time

Dublin Marathon: faticaccia ventosa e fredda. Ma che arrivo e che calore! 7 di incoraggiamento.

Maratonina di Crema: 6 i primi 10km, 7 i successivi 11 km. Niente di più.

Firenze Marathon: 19km di dolore inguinale. Poca testa e voglia. 5, le cose bisogna prenderle seriamente.

Maratona Paffuta

19 km baffuti

Corrida del Progresso: 13km di gelo glaciale. Mi merito un 7, giravo comunque a 3’55”.

Felice anno nuovo. Perdo 4 chili, mi alleno serio e a Milano vi faccio il culo. A tutti!

L.

Fango e disagio

Sei un disagiato se ti permetti di correre domenica mattina a Chieve (neanche fosse Bagnolo CR.), in braghini (attillati per giunta!), maglietta o canottiera, scarpe non adeguate, nella stagione delle piogge del Borneo.

Fango, campo presumibilmente strappato al maggese o alla coltivazione delle bietole, o al limite alle verze.

Comunque in queste competizioni pare che il tempo si sia da sempre fermato al 1989.

E la maglia/canottiera di lana di alcuni podisti lo dimostra…

Foto del disagio invernale/mattiniero:

Foto del Disagio 1

Foto del Disagio #1

Foto del Disagio 1

Foto del Disagio #2

Tommaso nelle sua particolare rivisitazione di Fifty Shades Of Red.

Michele in una posa che imita la nota cotoletta alla milanese.

Giorgio sopravvissuto e/o sopravvivente.

Alla prossima, ma stavolta compriamo scarpe e chiodi.

L.

Pronti, partenza, campestre.

Neanche a farlo apposta, oggi ha nevicato! Sarà perché finalmente due spilli sono riusciti ad esordire in una corsa campestre, o con termine internazionale, cross country?

No, penso sia solo che le temperatura era intorno agli 0° e invece di piovere ha nevicato. Ma sono pronto ad essere smentito…

Comunque, dato che nessun agente atmosferico ci ha evitato, a me medesimo e a Michele Checchìa, con l’accento sulla i, di raggiungere Chieve, ci siamo finalmente tolti lo sfizio di provare questa durissima corsa, di cui si conoscono grandi tradizioni e si narrano leggende su esperti e folkloristici partecipanti.

Tutto bello? Bè, quasi. Ultimi di categoria. Ma ultimi ultimi, proprio una cosa che “ci abbiamo provato niente”.

Ma per forza, i corridori erano veramente fenomenali, una lista partenti di prima categoria, tutti con le loro belle scarpe da cross, ordinate con sapienza da Wiggle o, proprio male che vada, da Zalando.

Recito solo alcuni dei podisti, con relativo curriculum sportivo di tutto rispetto:

1 – Antonello Gulmini. Quotatissimo alla partenza, dove purtroppo non riesci ad arrivarci. Uno scivolone al parcheggio, dove la strada era un poco più ghiacciata, non gli permette di essere ai nastri di partenza. Inconvenievole spiacevole. Riprenditi presto, Gastone Mirabelli!

2- Anselmo Macinanoci. Eccolo, il mio avversario per eccellenza! Dopo averlo battuto nell’anno solare 2012, mi da una severa batosta, condita con l’aeroplanino alla Montella all’arrivo. Non ho potuto fare altro che invitarlo a Caviaga, nel tratto della morte, in data 04/02, per una sfida all’ultimo sprint.

3 – Ferrante Galmozzi, detto anche “Ferro” o “Ferrante Galmozzi detto Ferro”. Il beniamino di casa, ad ogni suo passaggio, una folla molto nutrita e variopinta (numero 3 partecipanti) non perdeva l’occasione di osannarlo, incitarlo e lodarlo con cori beceri. Ho udito con le mie orecchie qualcuno gridare, al giro 3:”Vai Ferro, neanche Zaffani riesci a starti in scia!!!”. Follia.

4 – Il solito tipo che parte fortissimissimo, più dell’universo, e poi va in calando. Intervistato dal Bragagna di Bagnolo Cremasco, tale Silvio Sbardelli, dichiara: “Devono ancora inventarla una campestre dove non lo prendo in quel posto!”

4 – Kennedy Toshiba, per gli amici e i creditori “O’ Jiammaicano”. Tenuta da vero rastafariano, corre solo ed esclusivamente con un cappello che ricorda molto le sue note origini esotiche. Noto alla cronaca locale per essere stato l’unico partecipante alla Reggae Marathon a Kingston (conclusa con l’ottimo tempo di radicequadradi2oree44minuti) ad essere stato trovato “non positivo” ad un controllo antidoping alla cannabis. Illibato.

5 – Ignazio Maria Stromberg. Corridore di altri tempi, capigliatura sbarazzina, ricorda vagamente un ex calciatore dell’Atalanta , di cui porta anche il cognome. Non manca mai di correre con una fascia di lana sponsorizzata Barilla.

6 – Una serie infinita di triatleti cremonesi, a cui rivolgo una domanda. Ma non potevate, voi che avete almeno altre due alternative, andare a nuotare nel Serio invece che venire a Chieve a bacchinarci di brutto?

Tutto il gotha del campestrismo provinciale ed internazionale era a questo evento. Con onore abbiamo partecipato e provato a difenderci. Anche se è decisamente servito a poco!

Non manca più nessuno, solo non si vedono i due Albi’s Angels…

Albi's Angels! Manca il 3°

Albi’s Angels! Manca il 3°

L.