A scoppio ritardato – Della mia 42 BMW Berlin Marathon e di 3 giorni berlinesi

Anschluss

Anschluss

C’è stato un momento quasi un’ora dopo la fine della maratona in cui le emozioni contrastavano particolarmente, percorrevo Unter Den Linden in direzione opposta rispetto alla gara e a distanza vedevo gli altri runner che si apprestavano a oltrepassare la porta di Brandeburgo poco dopo le 4 ore di gara; tra me e me pensavo che la maggior parte di loro stava concludendo felicemente la loro fatica, stavano assaporando tutta la gioia dei loro 42km abbondanti, mentre io un po’ mi sentivo deluso, per non essermi goduto il passaggio lì sul rettilineo finale, per il mio tempo finale di 3h03’06” dopo aver cercato per quasi tutta la gara di rimanere attaccato all’idea di scendere nuovamente sotto la soglia delle 3h.
Ecco, in quel momento di strana delusione si faceva strada la vera emozione per aver completato la gara, per avere al collo la medaglia, la settima di una maratona, e la commozione totalmente assente sotto il traguardo incominciava a fasi spazio insieme agli occhi un po’ più umidi.

Avessi corso gli ultimi 2 km sotto i 4'/km ce l'avrei fatta...

Avessi corso gli ultimi 2 km sotto i 4’/km ce l’avrei fatta…

Com’è stata questa BMW Berlin Marathon? Bella! Non bellissima, un po’ perchè ho sempre negli occhi l’indimenticabile esperienza della Chicago Marathon, un’insieme inarrivabile di gioia, soddisfazione, riuscita sportiva e molto altro, che forse ricercavo dopo due anni in questa seconda World Marathon Major da inserire nel curriculum di maratoneta. E’ organizzata bene, si respira l’atmosfera di gara, ma l’entusiasmo americano rispetto alla compostezza tedesca è di un livello per me superiore.

Il legsie finale #nomorelegsie

Il legsie finale #nomorelegsie

Durante la gara ricordo con vivido dettaglio una tifosa con cappotto rosso, stagliarsi nella folla di sostenitori (e il pensiero inevitabilmente va a qualcosa di totalmente diverso come Schindler’s List, ma non stiamo a dilungarci a riguardo), ricordo che i bambini erano un po’ timidi, in pochi allungavano le loro mani per ricevere il nostro 5, e io , quando potevo allungavo brevemente le traiettorie per il giusto saluto, i cartelli scritti in tedesco purtroppo non facevano un effetto di spinta, come avrebbero potuto, se fossero stati da me decifrati, anche questo ha reso la mia esperienza più fredda, avrei dovuto studiare il tedesco forse. Comunque ho corso bene per almeno 32/33 km, ho tenuto sempre un buon ritmo, partendo piano, con un primo km in 4’25” per poi stare sempre sotto i 14km/h, correndo i 5km in 21′ abbondanti, come da tabella di marcia. Le gambe erano ok, anche se ogni tanto qualche segnale differente arrivava, che io cercavo di evitare assumendo qualche integratore; la sensazione di fatica però era bassa, di sicuro minore ad esempio rispetto alla mezza maratona di Monza di sole due settimane prima, corsa solamente 15″ più veloce della prima metà gara a Berlino. La testa viaggiava bene, forse sognando un po’ troppo ad occhi aperti, ma trovavo che fosse un buon modo per rimanere fisso sull’obiettivo.
E queste sensazioni continuavano durante la prima parte della seconda metà di gara, fino a che, appunto al km 32 qualcosa un po’ iniziava a cambiare, ricordo un po’ a spanne che mi perdevo mentalmente qualche km, forse proprio al km 32 credevo già di essere al 33, mentre così non era, e ogni passo si faceva più pesante e il ritmo più lento. L’idea era quella di provare a rimanere intorno ai 4’25″/km e vedere come finire, il gps segnava centinaia di metri in più, la media era sballata e la testa non riusciva più a fare conti di una certa complessità. Ancora adesso non so quando ho perso del tutto la possibilità di ottenere il risultato perfetto, so solo che tra 39 e 40 ho capito che mi bastava finire, cercando di non perdere tutto il lavoro svolto. Al cartello dei 40 ho deciso che camminare un attimo invece di correre non sarebbe stata un’onta, per poi ripartire quasi subito, e lo stesso sarebbe avvenuto sempre tra 40 e 41, appena prima di girare verso Unter Den Linden per il lungo rettilineo finale. Qui, mentre camminavo vicino al marciapiede e alla gente un signore mi ha chiamato per nome e mi ha detto in inglese di non mollare e riprendere a correre, che era finita. Gli ho risposto, in italiano, “sì, adesso vado…” e ho trascinato un passo dietro l’altro, ho svoltato a sinistra, ho corso piano, chiuso in me stesso, senza vedere nè sentire nulla, ho intravisto l’ombra della porta di Brandeburgo, ci sono passato sotto senza provare alcuna emozione e dopo il cartello del km 42 ho sperato a ogni passo che la fatica non bloccasse la coscia, punta con uno spillo ad ogni movimento, doversi fermare senza la possibilità di muoversi a 50 metri dal traguardo sarebbe stata una beffa atroce. Il traguardo però era vicino e appena superato quello ho potuto fare nuovamente due passi camminando e fermarmi un attimo, bere, coprirmi, ricevere la medaglia, abbracciare una attempata volontaria e pensare che non ricordavo quanto fossero lunghi 42 km di corsa e che non avrei mai voluto più sentirne parlare per sempre. Poi però arriva il giorno dopo… e la voglia di riprovarci è ancora più intensa.

Per scaramanzia non sono mai passato sotto la porta fino agli ultimi metri di gara. Però poi mica mi sono goduto quel passaggio!

Per scaramanzia non sono mai passato sotto la porta fino agli ultimi metri di gara. Però poi mica mi sono goduto quel passaggio!

Sono stati 3 bei giorni berlinesi, giorni in cui in realtà non ho fatto nulla che un turista avrebbe fatto, ho poltrito, ho passeggiato poco, ho conosciuto gente in ostello, tanti maratoneti, due maratoneti italiani residenti all’estero, Giuseppe e Mario con cui ho condiviso i momenti prima della gara e la seconda birra alcolica post-maratona, non mi hanno rubato incredibilmente il bagaglio, a differenza di due miei compagni di camera, ho l’entusiasmo che solo i giorni successivi ti danno, quando quello che hai fatto assume contorni più reali e la voglia di attaccare nuovi obiettivi, sulla mezza maratona, sui 42km ancora. E anche altri effetti collaterali, credo per lo più benefici.

Qua iniziavo ad essere un po' più contento, almeno era finita.

Qua iniziavo ad essere un po’ più contento, almeno era finita.

Adesso sono 7!

Adesso sono 7!

La prima birra dopo 42 giorni, ed era analcolica... però già con questa inizio a dire addio agli addominali.

La prima birra dopo 42 giorni, ed era analcolica… però già con questa inizio a dire addio agli addominali.

Ready, test, go…

Da qui a Berlino, quanti #legsie!!!

Da qui a Berlino, quanti #legsie!!!

Eravamo rimasti al mio 38esimo compleanno. E poi ci sono state arrabbiature alla Wingsforlife Worldrun, e corse sciallo senza obiettivi. E una lettura¹ che, tra le altre cose, descriveva un declino fisico e mentale che parte dopo i 39 anni. Ci siamo, mi sto dicendo, questo è l’ultimo anno in cui posso veramente fare le cose seriamente. O forse è l’ultimo anno in cui posso partire per migliorarmi veramente, per seguire un programma specifico per me, per ottenere risultati che non sono mai arrivati, scendere l’1h25′ nella mezza, o risultati già ottenuti ma che voglio nuovamente raggiungere, correre ancora la maratona sotte le 3h.
Da quasi un anno l’iscrizione a Berlino è assicurata, e quindi quello è il traguardo intermedio per il mio nuovo programma di allenamento. Ieri pomeriggio sono andato al Marathon Center a Brescia, per sottopormi ad un test funzionale e per una tabella di allenamento che mi porti dritto a Berlino in meno di 180′ sotto l’egida del dottor Huber Rossi.
Per la prima volta ho su carta tutti i miei valori, l’indice di massa corporea, la percentuale di massa grassa, la frequenza cardiaca alla soglia aerobica e quella anaerobica, il lattato. E’ quasi come sentirsi un professionista!
E ora ho il mio programma di allenamento per le prossime 5 settimane, so quello che devo fare in Giugno.
Principalmente andare piano, dovrò abituarmi a fare fondi a 5’/km, e sono sicuro che la mia testa faticherà più che a 4’30″/km, perchè dovrò stare concentrato sul passo, sulla FC. Devo perdere un paio di punti percentuali di grasso, e passare dal 10,93% attuale agli 8 (o anche meno) per essere più performante sulle lunghe distanze, calare dai 70 ai 67 kg. E’ una bella sfida, è un obiettivo prima dell’obiettivo, ma sono motivato, non vedevo l’ora di avere qualcosa studiato per me e per me solo.
E poi mi sono visto allo specchio mentre correvo sul tapis roulant e tutto sommato non correvo male, con appoggio neutro e una frequenza tra i 170 e i 190 passi partendo da 12,5 km/h per arrivare ai 16.5 km/h degli ultimi 4 interminabili minuti… ma mollare anche e solo nel test non era un’opzione che volevo considerare!

Domani partiamo, 1h15′ di allenamento ondulato mantenendo una frequenza cardiaca di 145bpm in piano e non oltre i 160bpm in salita, andrò a San Colombano a sfruttare le colline e si spera un po’ d’ombra e di fresco.

M.

¹ – La lettura in questione è Correre con il branco di Mark Rowlands, un saggio filosofico sulla corsa, una bella lettura su quello che significa la corsa, su come la corsa si colleghi alla nostra esistenza, all’invecchiamento e alla morte. Non aspettatevi un libro in cui trovare motivazioni, anzi, tenderà ad abbattere le vostre certezze sui miglioramenti, sulle possibilità di andare più veloci con il tempo che passa. Ecco, a parte questo, o forse anche per questo, è un bel libro!

Le Summe del 2014

Noiosissimo elenco delle manifestazioni 2014:

Giulietta & Romeo HM: pb sulla distanza. Un bel 8. Anche 8,3 periodico.

Giulietta & Romeo HM

Giulietta & Romeo HM

Milano City Marathon 2014: pb sulla distanza. Qua ci sta un 9.

MCM 2014

MCM 2014

Moonlight Jesolo HM: bella scoperta. Da rifare absolutly. Ancora sotto l’1:22′. Diamoci un another 8.

Con i Doldi's!

Con i Doldi’s!

Monza – Resegone: costipato ma in cima. Mai domo. Un 7,5. L’anno prossimo niente pit stop.

Squadrone Fortissimi

Squadrone Fortissimi

Run Tune Up: Mezza dura. Non mi sono piaciuto particolarmente. Degna di nota la crescentina con il pesto. 6 politico.

Ignuda fra i nudisti

Ignuda fra i nudisti

Bmw Berlin Marathon: prima maratona all’estero. Bravo per la preparazione approssimativa. Di nuovo sotto le 3 ore. Another 8.

Brezel Time

Brezel Time

Dublin Marathon: faticaccia ventosa e fredda. Ma che arrivo e che calore! 7 di incoraggiamento.

Maratonina di Crema: 6 i primi 10km, 7 i successivi 11 km. Niente di più.

Firenze Marathon: 19km di dolore inguinale. Poca testa e voglia. 5, le cose bisogna prenderle seriamente.

Maratona Paffuta

19 km baffuti

Corrida del Progresso: 13km di gelo glaciale. Mi merito un 7, giravo comunque a 3’55”.

Felice anno nuovo. Perdo 4 chili, mi alleno serio e a Milano vi faccio il culo. A tutti!

L.

Berlin Marathon – More than a simple marathon!

Questo è quello che è uscito dalla capitale tedesca.

Terza volta sotto i 180'

Terza volta sotto i 180′

Il record di Zaffani è stabile, non ha mai vacillato e se ne sta ancora solo al comando, come il grande Fausto da Castellania.

Non posso dire di averci provato o creduto in pieno. Ma mi sono divertito, una major ed una città come Berlino, vanno vissute appieno. Non sarà record, ma è un’esperienza magnifica da raccontare, ed è quello che farò, nei prossimi giorni, qui nella rete o di persona.

Grazie ad Elena, compagna di viaggio ed oltre. Il traguardo serve anche per riabbracciare chi ti sta accanto. E soffrire fino in fondo vale la pena se poi c’è qualcuno con un Brezel che ti attende…

Brezel e Alkoholfrei!

Grazie agli Spilli che hanno creduto in me (forse fin troppo, o forse più di quello che scommetto io su me stesso..)

Il tempo cronometrico mi pare superfluo. Alla fine, mi lascia un pò indifferente. Gli porto rispetto, certamente, ma sono consapevole di poter fare di più.

La maratona va rispettata, non ti regala nulla. Il mio cammino è stato alterno, per motivi vari. Il risultato è lo specchio dell’allenamento e dello stile di vita. Ora è così, domani chissà.

Grande arrivo!

Grande arrivo!

L.

PS: Shalane una spanna sopra tutti e tutte!

Bella. Brava. Terza.

Bella. Brava. Terza.

Manca sempre poco a Berlino…

Manca un mese a Berlino.

Manca appena un mese a Berlino.

Manca solo un mese a Berlino.

Manca finalmente solo un mese a Berlino.

Comunque la mettiamo, mancano 31 giorni all’appuntamento clou per l’autunno-inverno 2014.

Non so se sarò pronto. Non so se farò 2:53′ oppure ci metterò un’ora di più. So solo che ci si prova ad allenarsi, in modo meno performante di prima ma con più fatica addosso, in tutte le sedute “notturne” che mi tocca fare sui colli, evitando buche, automobili, cinghiali e murene.

Domani intanto vado a Rubiera, per festeggiare Stefano Baldini. Quando mi ricapita di farmi un medio con una medaglia d’oro olimpica??? 

Appuntamento alle 16 a Rubiera, corsa alle 18.30 e successivo pasta party.

E poi via verso la mezza a Bologna del 14/09, con tanti amici lodigiani.

Che bello avere numerosi appuntamenti sportivi!

L.

…chi ha detto Dublin Marathon???

dublin marathon

(Ri) Tentar a Milano (non) nuoce…

Milano, Trieste, Monza-Resegone,Berlino,Firenze o Reggio nell’Emilia.

Si esatto, sono nell’ordine le capitali dall’unità d’Italia in poi.

Manca poco più di una settimana alla Milano City Marathon 2014.

Come ci arrivo, ancora non lo riesco a capire. Sensazioni che variano, gambe stanche ma che comunque non mollano un ritmo un poco più sostenuto del solito. Peso forma, forse qualcosa meno. Meno del Zaffani, sicuro.

Però a sto giro non mi commuovo a vedere il video che ricorda la manifestazione dello scorso anno. Saranno segni di magnifica maturazione interiore? Saranno i condotti oramai secchi? Sarà che oramai è sempre la stessa cosa?

Personal best sulla mezza a Verona (con attaccato Tommi come traino), 10km alla “viva il parroco” a Parabiago e poco altro.

Qualche chilometro in più del solito, ma pochi veri lunghi, con ancora ben impressi i brividi di freddo di due settimane fa dopo 2 ore al vento.

Tenterò di partire un pò più forte dello scorso anno, magari già da subito innanzi ai pacer delle 3h, e proverò a tenere. E vedere come reagiscono le gambe.

Nel caso, sarà un ottimo lungo in previsione Bavisela del 4 Maggio, il giorno dopo la finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli.

Death or glory, cantava Giosuè Strummer.

Non la faccio così tragica. So che è solo la prima tappa di un lungo percorso,che nel 2014 ho deciso sarà intenso di 42,195 km.

Notizia degna di nota, è la mia partecipazione come ambasciatore/maratoneta (se così vogliamo definire il mio ruolo) per YouAble, con la quale ho finalizzato l’iscrizione. Sarà per me un onore sostenere la loro causa e i loro progetti, a cui vi rimando al sito.

 

Grazie ad Elena per la bella opportunità concessomi!

Infine, mi piacerebbe aver un bel gruppo di supporto domenica prossima. Lo chiedo un pò perchè mi farebbe piacere sentire qualche voce amica durante la corsa; un pò perchè non ho voglia di tornare in treno, preferisco la macchina.

Quindi, parcheggiate a Brenta, o al silos di San Donato (ma non ho moneta, scusate) e venite a sorreggermi all’arrivo, oppure al chilometro 29, tanto caro a qualcuno…

Best Regards!!!

L.