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DILLIGAF

Sarà stata la noia del tracciato o forse sarà stato il maniavantismo disatteso, fatto sta che il risultato dell’odierna Scarpa d’Oro vigevanese mi soddisfa, ma non mi rende particolarmente felice.
1h25’54” stando al real time di TDS, è il mio nuovo PB sulla mezza maratona, il terzo consecutivo in questo 2013, la terza volta sotto i 90′, ma non mi viene da festeggiare come le volte precedenti.

Un arrivo complesso

Un arrivo complesso

Magari è perchè ora sono con un ginocchio ricoperto di ghiaccio per un fastidio che in parte già c’era, comparso dopo il lungo di lunedì in preparazione di MCM, e che oggi si è acuito. Non mi permette di gioire libero da piccole ansie, perchè domenica prossima c’è la Stramilano, e poi le due maratone di Aprile, e i fastidi fisici che si presentano all’avvicinarsi delle tappe saliente sono anche più difficili da sopportare, anche mentalmente.

Attività post-gara

Attività post-gara

O veramente non sono particolarmente contento perchè è stato meno piacevole correre in mezzo alla campagna per almeno 16 km, come fosse una “tapasciata”, rispetto a correre in città tra curiosi, tifosi, parenti o semplici cittadini infastiditi. I km dal 5° al 19° sono stati tutti uguali, o quasi, ed erano di una noia mortale. Anche se ho vissuto in cascina dai 2 ai 7 anni non riconosco spesso la differenza della campagna, datemi una corsa in città e sarò contento, il resto per quello che mi riguarda è tutto uguale! E questo ha influenzato il mio giudizio su di una gara organizzata magistralmente, ma che non fa per me. In certi momenti mi sembrava la mezza di Cremona, in altri la mezza di Monza (senza intime escoriazioni), ma senza prendere mai il meglio di quelle manifestazioni; che poi ci sarebbe da discutere su cosa ci fosse di bello nella Mezza di Monza 2011!

Mi ero ripromesso di prendermela comoda, stare appena sotto i 90′, ma già dal primo km corso intorno ai 3’54” avevo capito che non sarebbe andata come previsto. Ho tenuto, ho faticato, ho chiuso con il 21° km a 3’51” e con il PB, adesso spero di rimettermi in sesto in fretta e arrivare mediamente sano al 7 Aprile.

Per nuove emozioni più forti ci saranno altre occasioni!

M.

P.S.: Lello, Gio, l’esordiente Carlo, loro sicuramente si staranno godendo questo bel momento meritato!

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Presentazione VII Scarpa D’Oro Half Marathon

Weekend di gare per gli spilli.

Oltre a Giorgio, che sarà impegnato nella capitale per la sua prima esperienza sui 42,195 (a cui faccio un grosso in bocca al lupo), altri runners saranno impegnati nella ridente e anche un pò nevosa pianura padana.

In particolare, Zaffo sarà al via di una non bene precisata corsa sui 10.000 metri nei pressi di Brescia, mentre io e Michele saremo al via della VII edizione della Scarpa D’Oro Half Marathon, in quel di Vigevano, provincia pavese.

Vigevano che per questo weekend promette bene. Temperature rigide (1,5° alle 10, 3° alle 13), forse neve, quasi sicura la pioggia. Per essere alle porte della primavera, possiamo anche ritenerci poco soddisfatti.

Percorso HM

Percorso HM

Percorso particolare, con un primo tratto in città, attraversando anche la famosa piazza Ducale e il Castello Sforzesco. Dopodiché la corsa prosegue verso la campagna  tra le risaie e un breve tratto di sterrato che costeggia li fiume Ticino, per poi rientrare verso lo stadio Dante Merlo, luogo di partenza e di arrivo.

E’ la prima volta in assoluto che corriamo questa manifestazione. Per quanto mi riguarda, il mio obiettivo è quello di provare a scendere sotto l’ora e 24 minuti. Per non farmi mancare nulla, oggi ho anche pensato bene di misurare l’asfalto con la bicicletta (cercasi rotelle!) nel tentativo (vano) di stare alle calcagna di un roccioso Zaffo. Michele è un po più prudente, senza forzare vorrebbe correre sotto l’ora e 30, per poi provare a spingere a Milano la settimana dopo. Bluff o verità?

L’avvicinamento alla MCM prosegue. Sicuramente, questo è un test. Gli allenamenti di questa settimana, grazie anche alla spinta datami da Zaffo, si sono fatti qualitativamente migliori. Medio in pista, ripetute sui 400 metri. E poi piscina e fondo lento.

Il morale è alto, come sempre. Tensione tanta, come sempre. Comunque vada, questa è una “tappa” (cit.).

L.

P.S.: Auguro a Carlo Merli, nuovo aspirante maratoneta, un esordio spumeggiante. Goditela! (neve permettendo…)

(E intanto che ci sono, a tutti gli spilli infortunati, auguro una veloce guarigione, sospinti dalla brezza primaverile, tornerete più forti di prima!)

 

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Give me a good reason (part 2)

Avevo chiesto qui di darmi una buona ragione per non provare la fortuna con la lottery per la Chicago Marathon, e non ero stato convinto.
Ho fatto la cazzata e mi ero pre-iscritto, non sapendo che solamente altri 35999 avrebbero cercato uno dei 15000 pettorali ancora disponibili. La dea bendata questa volta mi ha baciato, ora ho due giorni di tempo per decidere di completare la registration, investire 200$ e iscrivermi definitivamente.

Solo che io avrei voluto avere altri progetti per la seconda metà del 2013, progetti che non riguardavano la corsa. Già sognavo un viaggio in solitaria in Indonesia per Novembre, finalmente lontano dai pensieri nel mese che più di tutti ho in odio!!!

Come complicarsi la vita, questa iscrizione sembra quasi come auto boicottarsi, e ora non so cosa scegliere…

ChicagoMarathon09
Tornare nella Windy City, girare nuovamente nel loop, costeggiare il lago Michigan…

BOA_01
… oppure Bali, Giava, Sumatra, Jakarta…

Cosa dovrei fare secondo voi?

M.

P.S.: Pregasi far arrivare le risposte entro il 14-03-2013

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Profumo d’amatriciana

Tra me e la mia prima maratona oramai è solo questione di giorni, strane sensazioni mi stanno facendo visita in questi giorni, ore di sonno che mancano all’appello, sguardi buttati sul foglio del percorso, presenza fissa sulla scrivania, ma soprattutto, presentissima nella mia testa, la carica adrenalinica, indispensabile per un neofita come me, che si cimenta per la prima volta in questa nuova avventura romana.

 

L’attesa in questi istanti può essere un po’ paragonata a quella di un alpinista, che è da lungo tempo in tenda al campo 3, e stà aspettando la “finestra” di meteo favorevole per poter tentare la vetta, la traccia teoricamente l’ha mentalizzata, sa che è questione di giorni, ma rimane viva in lui la sana paura dell’ignoto, una paura saggia, svuotata da ogni forma di panico, e la vetta è li… (effettivamente il tempo è un incognita.. Soleggiato? Piovoso? Nuvoloso?..mi avvisi per tempo, che almeno so cosa mettere in valigia!)

ImmagineImmagine

Proprio oggi stavo ripassando al pc il percorso, in edizione “time-lapse”; il tutto, concentrato in poco più di dieci minuti, leggero e scorrevole, ma solo in apparenza, in sostanza invece, è densissimo di un innumerove quantità di curve (a sinistra ne ho contate almeno 25.. di sanpietrini, ho perso il conto…), cambi di direzione e vialoni: tracciato bello quanto infinito!

In questi ultimi mesi, la mia preparazione non è stata sicuramente ottimale! Ho deciso che vada come vada questa sarà una maratona introduttiva, in modo da esplorare il fatidico 42 esimo kilometro e 195 esimo metro…in un bel contesto come quello romano. Alcuni sostengono però, che la IAAF abbia cileccato grossolanamente, e che la distanza in realtà sia di 41 km e 885 metri.. misteri…

I quarantaduechilometri e centonovantacinque metri della diciannovesima maratona di Roma, sono li che mi attendono, tra meno di una settimana, il countdown è iniziato…

Immagine

Essendo la prima, questa maratona sarà per me un grande (grande è un eufemismo) punto interrogativo..

Non ci saranno lepri (Bako guarisci presto!!) che mi guideranno, sarà una prova di maturità, e l’esaminatrice capitolina so già che non farà sconti…

Nel caso vada tutto bene, vi dirò come è andata! Stay Tuned!

..qualche buona nota musicale, come sempre, è fondamentale per trovare la giusta concentrazione..

..“I am a new day rising
I’m a brand new sky
to hang the stars upon tonight
I am a little divided
do I stay or run away
and leave it all behind?”..

… concentrazione che poi lascerà spazio ad una bella piattata di bucatini all’amatriciana!

Gio

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Sogni e barriere da tapatoneti

Sto correndo. Felice, come sempre, quando lo faccio in gara, in mezzo a tanta gente che come me, ne sono sicuro, ha i miei stessi pensieri. Giornata splendida: sole e aria tersa, temperatura fresca. Insomma: l’ideale per una maratona. La Maratona. Ma presto subentra una angoscia: il tempo, il passo…. la velocità !   Non sono quelli previsti. All’improvviso sono al trentesimo chilometro e mi trovo in ritardo di mezz’ora rispetto al tempo programmato! Non ci posso credere…. Corri Brisc!  Corri più veloce… Devi recuperare mezz’ora in 10 chilometri! E invece no, ti superano tutti… il cronometro rallenta, le immagini si fanno offuscate, il mondo gira al contrario….

 

Mi sveglio: come da copione sono sudato. Accidenti: è la prima volta che mi capita. Certo che se il clima premaratona deve essere questo….  No: non ci voglio pensare. La maratona è dolore e felicità, stanchezza e divertimento. Ma gli incubi … no !

 

E’ la mattina della maratona di Treviso, quella eletta alla mia svolta dopo avere toppato le precedenti aspettative di Torino.  Sono tranquillo. Ho dormito senza incubi. La giornata è bella e sono in compagnia di cari amici, Gessica e Massimo, il mio coach-non-coach. Lui mi dà consigli, mi insegna, studia tabelle. E’ il mio Coach. Partecipa alle mie gioie, commuovendosi in sincronia con le mie lacrime di felicità, si fa prudentemente silenzioso di fronte alle mie sconfitte, a volte partecipando con le sue (anche lui è umano…. non-coach), sempre pronto a trasformare le note dolenti in un nuova carica. E poi Gessica: viso solare, battuta pronta e musa ispiratrice di nuove (ad ogni maratona cercheremo la dimora del sig. Bruschetto e della PrinciCessa da salvare….), una che all’ultimo minuto si spara un 25 chilometri anzichè trastullarsi in shopping mondano nella Marca.

Risuonano nel cervello anche tutti gli incoraggiamenti degli amici: tutta gente (coach compreso) che mi dà la birra e nonostante questo attribuisce lo stesso entusiasmo ai miei obiettivi raggiunti tanto quanto ai suoi: loro maratoneti; io tapa-toneta…

 

La maratona di Treviso è splendidamente organizzata. Un orologio prezioso ma non ritroso: si concede. Tutti, qui, si concedono. Anche il macchinista del treno che, percorrendo un tratto al nostro fianco intona un incitante motivetto mononota. Una partecipazione e un coinvolgimento alla maratona che nemmeno a Napoli…..  (ah.. perchè a Napoli qualcuno si è sentito coinvolto ?). Tra applausi, trombette, fischi, urla, risate e bande (qualche caduta -per fortuna non mia, almeno qui-… maledetti dissuasori del traffico…) si arriva al ponte sul Piave, preceduto dall’incontro dei tre percorsi in cui la maratona è stata suddivisa. Sì, perchè qui le cose le fanno pensando in grande: tre partenze separate e un percorso che si riunisce pochi prima del ponte: bella trovata ed emozionante.

Sul ponte si godono i colori, l’aria, la percezione di avere superato la metà della gara, la sicurezza che adesso, davvero e non per finta, il tragitto sarà tutto in discesa, ma davvero davvero….

Incredibile a dirsi: tengo il ritmo. Non esagero e spero di tenere fino all’ultimo. Grazie coach per l’insegnamento sullo split negativo da tenere in allenamento: mi torna utile. Il pacer delle 4 ore, come prevedibile, è partito a razzo. Ho quindi preferito tenere il mio ritmo e godere della compagnia di chi sa apprezzarla. Ho chiaccherato qui e là: nei primi 10 chilometri ti è consentito di non essere concentratissimo. Bisogna solo tenere a bada le gambe e andare più piano di quanto loro vorrebbero, visto che per loro natura all’ottavo chilometro vorrebbero spegnere l’interruttore. Come sempre si conosce tanta gente. Non ricordo pero’ più il nome di nessuno; ma Serafina, sì, ma le ricordo. Simpatica. Accento marchigiano ? (come mi piace indovinare la provenienza delle persona a partire dalla loro inflessione). Avrei voluto consigliarle di non andare a quella andatura, tarata per la maratona sulle 4 ore, sapendo, su sua ammissione , che l’avrebbe chiusa in 4 ore e mezza, e grasso che cola…   Ma chi sono io  per dare consiglio?… mi saluta.. mi distacca. Tutti mi superano: ho capito. Non farò il mio tempo. Si avvererà l’incubo e chissenefrega ! Mi godo la magìa della maratona, dell’aria aperta, di un territorio che è tuo, passo dopo passo, pietra su pietra, alberi, foglie e vento….  La maratona non è un passaggio. E uno stare: radici dinamiche in un terreno sempre diverso. Da una una collina lontana un chilometro risuonano le campane della basilica e il loro suono si mischia con quello dei passi dei viandanti in una composizione musicale stocastica. Una melodia.

E adesso inizia la fatica: a ritmo costante mi ritrovo ad aver superato i pacer delle quattro ore, Serafina ed inizio a superare un sacco di gente. Inizio a crederci ma mi chiedo con sempre maggiore insistenza: reggero’ ?

Sì: nonostante i lunghi e un po’ monotoni rettilinei della seconda mezza arrivo all’ultimo tratto allo stesso ritmo di sempre, incredibilmente costante. Non mi chiedo più se reggero’…. Una debolezza che ora non voglio permettermi. piuttosto inizio a contare i chilometri che mi separano dall’arrivo: 6+2; 4+2.  Eh sì. Vicini alla fine il contro alla rovescia si fa additivo: un espediente per ingannare il cervello chè il dolore alle gambe presto finirà, molto presto….  2,8+2. 0,8+2….    -0,8+2+(0,195)=+1,2+0,195.    I calcoli aiutano….  Ma il centro di Treviso ??  Il centro di Treviso….  … il Centro: eccolo!  La folla mi dà una carica che non mi accorgo che ho gli occhi umidi e sto correndo ad un ritmo che, di solito, io adotto per le ripetute…. possibile ?

Sì.

Anzi.

Incredibile.

….

Non ci credo (ma lo speravo…): giro l’angolo e agli ultimi 100 metri vedo il dispaly: 3  (…dico … TRE !  … T-R-E !….) e 57….

Mai avuto un tre davanti!

Sono talmente isolato dal mondo che non mia accorgo che Massimo mi sta aspettando (…da un’oretta, diciamolo, diciamolo….) e urla, si sbraccia, mi fa la foto e si commuove…

Ma non lo vedo nè lo sento.

 

Finita.

Sono contento. Stanco, ma non distrutto. Proprio contento.

E nemmeno troppo emozionato. Strano: ho raggiunto un obiettivo che ritenevo per me impossibile, ma…..

Non avevo ancora visto Massimo e poi Gessica.

Mi avvicino e sale….  l’emozione… bolle d’aria nel cervello.

 

Come descrivere il dopo maratona ? Con gli amici vicini, sia fisicamente che telematicamente ?   Devo usare parole non mie… : “…..ha la sensazione improvvisa di essere in totale armonia con se stessa. In quell’istante tutto è perfetto. La mitezza del giorno. Quel profumino nell’aria. Il rumore tranquillo della città. Inspira profondamente e la vita le appare semplice e linda. A un tratto si sente sommersa in uno slancio d’amore….”

 

Questa notte niente sogni.

 

Marco

 

PS: aggiornamento postumo. I sogni si son fatti rivedere e, come loro, redivivi sono gli acquisti compulsivi. Risultato: iscritto alla maratona di Milano, di Trieste, alla mezza di Brescia, di Vigevano, alla mezza di Milano, alla mezza di Seregno, alla Sarnico Lovere……  Si sa: sono un tapatoneta compulsivo.

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Give me a good reason

Datemi una buona ragione per non sfidare la dea bendata e partecipare alla lottery per la Chicago Marathon.
Certo il costo dell’iscrizione, del viaggio, dell’alloggio sono motivi plausibilissimi, lo Zaffo che mi dice che sarebbe uno smacco venire sorteggiato e poi decidere di non andare, ma io voglio un motivo vero. Qualcosa che non lasci adito a dubbio alcuno!!!Ecco, se qualcuno abbia qualcosa da dire, parli ora o taccia per sempre!!!

Sono in fase d’iscrizione compulsiva, Midnight Run, Scarpa d’Oro a Vigevano, Stramilano, Milano City Marathon, Rock ‘n’ roll Madrid Marathon… piange la mia carta di credito, ma viaggiano le mie gambe e la mia mente, e mi sento più leggero in ogni senso.

Aspetto le vostre motivazioni, avete tempo per dissuadermi fino alle 21 di Giovedì, orario di Chicago!

M.

P.S.: Oggi, a quasi un mese esatto dalla MCM, mi aspettano 3 ripetute da 4000 metri con Lello. Sarà dura!

Correre a “casa sua” sarebbe un sogno!

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Missione Compiuta!

Ancora prima di addormentarmi, sabato sera, lascio a questo video le mie perplessità sulla riuscita di domenica.

E’ domenica mattina, sono le 5:40, e suona la sveglia. Sono teso, molto teso, mi capita di esserlo spesso quanto non mi sento pronto per una cosa, o quando credo che sto per fare una cosa al di sopra delle mie possibilità.

Chi mi sta intorno si accorge. Fatico a parlare, non rido o scherzo, e non polemizzo (evento più unico che raro!).

Mi cambio e indosso il sacchetto nero, quello dell’immondizia, per capirci. Mi protegge dal freddo, ma soprattutto, mi nasconde dal mio ruolo. Nascondo la maglietta, mi riscaldo e 5 minuti prima del via sono alla partenza. Tolgo la mia armatura e scopro la maglietta. Sento gli occhi addosso della gente, ma presto si parte.

Spilli alla partenza!

Spilli alla partenza!

Faccio come per nascondermi, ma oramai ci sono, non posso più bleffare. Qualcuno mi dice qualcosa, scambio due parole con chi vorrebbe starmi a fianco, ma subito capisco che non avrò molta gente al mio fianco.

La tattica di gara che mi ora imposto era piuttosto semplice: per avere del margine, mi piacerebbe provare a stare su 4’33″/4’34” al km. Subito però, mi accorgo di andare un attimo più veloce, sia guardando il gps, che sentendo i commenti di altri podisti. Ci faccio caso e rallento, pensando che in effetti posso anche andare più piano.

E difatti così faccio, ma forse un pò troppo. infatti passo alla mezza in 1:37′, più o meno in linea, anche perchè la maratona non è proprio matematica: se è pur vero che manca metà gara, è anche vero che la stanchezza e la lucidità posso calare, anche drasticamente in qualsiasi momento. In questo momento ritrovo un simpatico amico, un ragazzo vestito interamente di rosso; mi era vicino nei primi km, mi ha staccato e poi, intorno al 23km, lo vedo e lo raggiungo; mi dice che ha un problema al polpaccio, fa fatica, ma con me, a passo costante, andiamo per circa 8 km.

Tiro il gruppetto!

Tiro il gruppetto!

All’altezza della Rocca Meli Lupi di Soragna (stupendo passaggio all’interno di quest’ultima, con tanto di tappeto rosso), il mio amico di rosso colorato mi abbandona, ma ritrovo subito un altro amico, che mi riconosce per via delle frequentazioni sui forum podistici. Due parole, decide di seguirmi e continuiamo, sembro in perfetto orario, le gambe stanno bene e il morale è alto, poi parlando si sente meno la fatica e la noia, di un percorso “all in white” e rettilineo, si allontana.

Intorno all 35° km, trovo un altro particolare personaggio. Vedo la canotta, Runners Bergamo, bei tipi quelli, e lui non è da meno. Parla volentieri, fa battute, come non ci si aspetta da tutti al 37° km di una maratona gelida e innevata.

Gli ultimi km sono un rettilineo unico. Dal gruppo di 4 persone che eravamo, ci assottigliamo, fino a rimanere in due. Mi piacerebbe aspettare gli altri miei due compagni di avventura, ma guardo il cronometro e vacillo un attimo, non capisco bene se sono in orario o no. Dovrei esserci, ma non posso permettermi di rallentare.

Nei dintorni di Soragna

Nei dintorni di Soragna

Prendo un pò di vantaggio, e parlando con questo ragazzotto bergamasco, mi viene in mente di chiedergli quante maratone avesse già concluso; sorride, mi butta li un 130 (si, 130, 1-3-0, centotrenta!), più 8 Passatori, Pistoia-Abetone, Strasimeno e molte altre. Chapeau, amico mio, non nego di volerti un giorno raggiungere.

Ci siamo, Bussetto e l’arrivo ci attendono. Controllo per l’ennesima volta il gps, all’arrivo faccio 3:14:41′, sotto le 3:15′. Dicono il mio nome all’arrivo, si complimentano per la costanza durante il percorso. Sorrido.

Cerco il gruppo dei supporters che però ancora non vedo, ma che arriveranno a breve, per portarci all’ambito ristoro, in cui fa capolino un’incredibile culatello.

Fa freddo, corro a prendere il bus che ci porta alle docce e via in trattoria per una bella mangiata, di quelle che ci vogliono sempre dopo la maratona.

Missione Compiuta!!!

Missione Compiuta!!!

Scopro solo una volta a tavola di essere arrivato 1° di categoria (TM, 23/34 anni). Bella soddisfazione, le gambe andavano e non sono arrivato al limite. Una volta di più ho la convinzione di essermi fino ad ora allenato bene, ora ho ancora un mese per rifinire la preparazione per Milano, dove l’obiettivo è limare quei 4 minuti di troppo dalla prestazione novembrina a Firenze. Compito ambizioso, ma questa ultima prestazione mi da morale e forza, soprattutto mentale.

Satisfaction

Concludo ringraziando il signor Chittolini, l’organizzatore di questa bella manifestazione che mi ha permesso di compiere questa  esperienza. E che mi ha sopportato, rispondendo a tutte le mail che gli ho inviato in questo periodo.

Alla prossima, che presumibilmente sarà la Scarpa D’oro Half Marathon a Vigevano, il 17/03.

L.

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Ceklist

Si parla sempre di obiettivi quando si tratta di corsa. Lello raggiunge il suo a Busseto chiudendo la maratona da pacer in 3h14’41”, io per non essere da meno scrivo la mia lista. E’ suscettibile di aggiunte, cambiamenti, ma per ora ciò che voglio fare con la corsa è:

M.

Berlin 2010 - Gli obiettivi prima degli spilli

Berlin 2010 – Gli obiettivi prima degli spilli

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Obbbbbiettivo dichiarato 3:15′!!!

Si prospetta un bel weekend. Metereologicamente parlando, no. Neve e freddo. Tanto freddo, fin troppo.

Ci sta, è l’ultimo fine settimana di febbraio, oramai è vero che l’inverno è quasi agli sgoccioli, sono le ultime cartucce. Io sinceramente non vedo l’ora di mettere in soffitta la calzamaglia, i guanti e il cappello. Maglietta e braghini sono alle porte, come recito da ormai 3 settimane.

C’è solo un ultimo ostacolo prima di tutto ciò. Un impegno grande, forse anche troppo per me. Non so come mai, tempo fa, mi sono così incaponito nel voler provare l’esperienza del pacemaker. L’oppurtunità è arrivata alla 16esima Maratona delle Terre Verdiane, con partenza al Fidenza Village e arrivo a Busseto, ovviamente dopo 42,195 km. Talmente ero voglioso di affrontare questa nuova impresa che, nonostante mi fossi prefissato come ruolo quello del pacer delle 3:30′, ho accettato, con un vagone di incoscienza, la proposta di portare a termine il tracciato in 3:15′.

Previsioni poco clementi in Busseto

Previsioni poco clementi in Busseto

Sicuramente è una sfida fattibile, ma ci sono tanti lati oscuri. Prima di tutto, è la prima volta da pacer; c’è pur sempre una prima volta, è vero, ma io sono particolarmente emotivo, sento qualcosa dentro che mi tiene in sospeso, fin troppo teso, una tensione che può anche fare bene, se presa con le giuste dosi; inoltre, è vero che a Firenze ho concluso in 3:03′, è vero che ho 12 minuti di margine, ma è anche vero che questo è il primo vero lungo della stagione, e che alla fin fine 12′ in maratona sono pochini, tutto sommato.

La testa è piena di dubbi, domande e risposte si susseguono; cerco di scacciare i cattivi pensieri e di provare a pensare solo positivo. Ce la farò? Riuscirò a sopperire tutto con la voglia e la caparbietà?

Una cosa è certa: la voglia che ci metterò sarà tantissima, sono sicuro che con l’aiuto di chi mi correrà a fianco, e dei “supporters” lungo la strada, potrò superare qualche piccolo ostacolo ed aiutare e soddisfare chi ha creduto in me.

L’adrenalina sale, ancora domani e poi ci siamo. Oggi il trattamento il Tommi mi ha rigenerato e confortato.

Ho già puntato la sveglia alle 6. Mi piacerebbe fare una piccola sgambata prima dell’evento. A Firenze aveva portato più che bene!

Buona serata, ed appuntamento a domenica.

L.

PS: Finita la corsa, tutti al ristorante! Matteo ed Elena sono a capo della spedizione “supporters“. Inutile dire che li ringrazio immensamente!

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Ma cosa significa la frase sulla maglietta? Ma chi è Chuck Norris? Ma cosa vuol dire 41885 metri non è una maratona?

C’è sempre un buon motivo per correre.
Si può correre per scappare da qualcosa, per distrarsi. Correre per dimagrire, per seguire i propri amici o per farsene di nuovi. Qualcuno a volte corre perchè vuole aiutare qualcun altro a raggiungere un obiettivo, come ha raccontato Roby qui
Ognuno di noi spilli ha le sue motivazioni, tutte importanti, personali o in comune con qualcun altro.

Un mese prima della Giulietta e Romeo half marathon poteva non essermi ben chiara quale fosse la motivazione principale per correrla come poi l’ho corsa. Certo si punta sempre a migliorarsi, soprattutto quando si sta bene fisicamente, e io in questo periodo posso dire di sentirmi in un periodo di forma assolutamente brillante, come forse non ero mai stato prima. Ma il semplice miglioramento può non essere una spinta sufficiente a partire forte, a gestire i momenti più complessi, a chiudere ciò che si è cominciato.
Nel mio caso, nel caso che riguarda la mezza maratona veronese è stata l’invidia a far girare il mondo, a darmi quelle motivazioni!
In fondo per il 2013 sui 21km mi ero prefissato solo di scendere sotto i 90 minuti e già ci ero riuscito al 6 Gennaio sul Brembo, potevo essere soddisfatto, ma vedere risultati sconvolgenti o forse incredibili di altre persone mi hanno spronato ad allenarmi meglio, a godermi le ripetute, i progressivi tirati. A godermi le mie nuove A2, le Boston3 di cui mi sono innamorato istantaneamente.

Non capita solo alle donne di innamorarsi di un paio di scarpe

Non capita solo alle donne di innamorarsi di un paio di scarpe

A Verona dovevo migliorarmi, dovevo fare in modo che i miei sforzi portassero ad un risultato numerico importante. Anche se sotto sotto non mi ero prefissato qualcosa in particolare, quello era il mio obiettivo, chiudere intorno all’ora e 26 minuti, con qualche secondo in più.
Il bello di una gara, di una corsa, e in questo caso della mezza è che l’allenamento è un buon predittore di ciò che otterrai. Non ci sono avversari, ci sei tu, le tue scarpe, certo c’è anche un percorso che può essere più o meno difficile, con condizioni climatiche che possono condizionare lo svolgimento, ma in fin dei conti, raccogli quasi sempre quello che hai seminato.
Ho corso bene, sono partito forte, troppo forte, ma è una cosa che mi capita sempre. Ho tenuto un passo sotto i 4’/km per i primi 5/6 km, andando per la terza volta sotto i 20′ nei 5000, ho cercato poi di non strafare, dandomi un traguardo intermedio sui 10km. Il passo si era fissato intorno ai 4’02″/km e volevo tenerlo, arrivando all’intermedio in 40’25”. Era già un risultato! All’interno di questa mezza avevo ottenuto il mio PB sui 10000, abbassando di un minuto il mio vecchio record risalente al 17 Aprile 2011 ottenuto a Madrid, altri tempi davvero, bei ricordi, ma oramai lontani, e non solo per ciò che riguarda la corsa.
Potevo permettermi un minimo rallentamento. L’undicesimo chilometro lo corro in 4’18”, sarà quello più lento, mentre il dodicesimo ha un piccolo aumento, e viene chiuso in 4’12”. Sento la fatica, un po’ vacillo, ma qui mi ricordo dell’invidia, e qui che le mie gambe ritornano a girare, ho un mantra nella testa che mi spinge, riprendo a sentirmi bene, torno a correre a 4’05” e mi mantengo su questi ritmi per due km, per poi aumentarlo sulle note di Alicia Keys e Empire State of mind nei pressi del cambio della staffetta al sedicesimo km. I km che seguono sono difficili, vado a strappi alternati, uno è sui 4’05” l’altro sui 4’12”, sento qualche dolorino ai polpacci, mi sento contratto e ho paura dei crampi, ma continuo, siamo alla fine ormai!
Si arriva nel centro di Verona, l’arena è a due passi, c’è la gente che tifa, ci sono le assi di legno che fanno rimbalzare ad ogni passo, c’è il passaggio dentro l’arena e poi una salita che un po’ sconforta, ma dopo di essa c’è il rettilineo, non avevo mai guardato il mio cronometro dal 10° km, sapevo del passo medio e della distanza e quindi mi facevo un’idea, ma non era precisa. Davanti a me, alla fine del rettilineo, di fianco all’arrivo vedo il cronometro ufficiale 1h26′ e i secondi che avanzano. Saranno 46 quando passerò il traguardo, che in real time diventano 26.
1h26’26”. Sono contento, ho abbassato di 1’30” il mio precedente PB, sono andato sotto la soglia che volevo battere, non festeggio ancora una volta tagliato il traguardo perchè il mio corpo un po’ si ribella, sento tutta la fatica che si concentra nel mio petto, tossisco, ho paura di dover vomitare, ma resisto, soffro ancora qualche secondo, mi riprendo, mi faccio mettere la medaglia di finisher al collo e incontro Lello, lui ha chiuso in 1h24’04” non si ricorda se è il suo PB (scoprirà dopo che ha eguagliato la prestazione di Cremona), ma è comunque un grande risultato. Aspettiamo l’arrivo di Giorgio e Roberto, appaiati appena primo dello scatto di Giorgio negli ultimi metri.
Abbiamo tutti qualcosa per cui gioire, sono le nostre motivazioni. Sono i risultati.
Alla fine siamo noi che facciamo girare il nostro mondo.

Post-gara, appena dopo essere subissati da qualcuno sui 3 segreti degli spilli scritti in titolo, i 3 spilli originali discutono della corsa.

M.

P.S.: Zaffo ha chiuso in 1h17’45”. Lui è il nostro marziano, 48° assoluto, terzo di categoria. Ma non ha nemmeno il tempo di farsi premiare, figuriamoci di scrivere sul blog!