Missione Compiuta!

Ancora prima di addormentarmi, sabato sera, lascio a questo video le mie perplessità sulla riuscita di domenica.

E’ domenica mattina, sono le 5:40, e suona la sveglia. Sono teso, molto teso, mi capita di esserlo spesso quanto non mi sento pronto per una cosa, o quando credo che sto per fare una cosa al di sopra delle mie possibilità.

Chi mi sta intorno si accorge. Fatico a parlare, non rido o scherzo, e non polemizzo (evento più unico che raro!).

Mi cambio e indosso il sacchetto nero, quello dell’immondizia, per capirci. Mi protegge dal freddo, ma soprattutto, mi nasconde dal mio ruolo. Nascondo la maglietta, mi riscaldo e 5 minuti prima del via sono alla partenza. Tolgo la mia armatura e scopro la maglietta. Sento gli occhi addosso della gente, ma presto si parte.

Spilli alla partenza!

Spilli alla partenza!

Faccio come per nascondermi, ma oramai ci sono, non posso più bleffare. Qualcuno mi dice qualcosa, scambio due parole con chi vorrebbe starmi a fianco, ma subito capisco che non avrò molta gente al mio fianco.

La tattica di gara che mi ora imposto era piuttosto semplice: per avere del margine, mi piacerebbe provare a stare su 4’33″/4’34” al km. Subito però, mi accorgo di andare un attimo più veloce, sia guardando il gps, che sentendo i commenti di altri podisti. Ci faccio caso e rallento, pensando che in effetti posso anche andare più piano.

E difatti così faccio, ma forse un pò troppo. infatti passo alla mezza in 1:37′, più o meno in linea, anche perchè la maratona non è proprio matematica: se è pur vero che manca metà gara, è anche vero che la stanchezza e la lucidità posso calare, anche drasticamente in qualsiasi momento. In questo momento ritrovo un simpatico amico, un ragazzo vestito interamente di rosso; mi era vicino nei primi km, mi ha staccato e poi, intorno al 23km, lo vedo e lo raggiungo; mi dice che ha un problema al polpaccio, fa fatica, ma con me, a passo costante, andiamo per circa 8 km.

Tiro il gruppetto!

Tiro il gruppetto!

All’altezza della Rocca Meli Lupi di Soragna (stupendo passaggio all’interno di quest’ultima, con tanto di tappeto rosso), il mio amico di rosso colorato mi abbandona, ma ritrovo subito un altro amico, che mi riconosce per via delle frequentazioni sui forum podistici. Due parole, decide di seguirmi e continuiamo, sembro in perfetto orario, le gambe stanno bene e il morale è alto, poi parlando si sente meno la fatica e la noia, di un percorso “all in white” e rettilineo, si allontana.

Intorno all 35° km, trovo un altro particolare personaggio. Vedo la canotta, Runners Bergamo, bei tipi quelli, e lui non è da meno. Parla volentieri, fa battute, come non ci si aspetta da tutti al 37° km di una maratona gelida e innevata.

Gli ultimi km sono un rettilineo unico. Dal gruppo di 4 persone che eravamo, ci assottigliamo, fino a rimanere in due. Mi piacerebbe aspettare gli altri miei due compagni di avventura, ma guardo il cronometro e vacillo un attimo, non capisco bene se sono in orario o no. Dovrei esserci, ma non posso permettermi di rallentare.

Nei dintorni di Soragna

Nei dintorni di Soragna

Prendo un pò di vantaggio, e parlando con questo ragazzotto bergamasco, mi viene in mente di chiedergli quante maratone avesse già concluso; sorride, mi butta li un 130 (si, 130, 1-3-0, centotrenta!), più 8 Passatori, Pistoia-Abetone, Strasimeno e molte altre. Chapeau, amico mio, non nego di volerti un giorno raggiungere.

Ci siamo, Bussetto e l’arrivo ci attendono. Controllo per l’ennesima volta il gps, all’arrivo faccio 3:14:41′, sotto le 3:15′. Dicono il mio nome all’arrivo, si complimentano per la costanza durante il percorso. Sorrido.

Cerco il gruppo dei supporters che però ancora non vedo, ma che arriveranno a breve, per portarci all’ambito ristoro, in cui fa capolino un’incredibile culatello.

Fa freddo, corro a prendere il bus che ci porta alle docce e via in trattoria per una bella mangiata, di quelle che ci vogliono sempre dopo la maratona.

Missione Compiuta!!!

Missione Compiuta!!!

Scopro solo una volta a tavola di essere arrivato 1° di categoria (TM, 23/34 anni). Bella soddisfazione, le gambe andavano e non sono arrivato al limite. Una volta di più ho la convinzione di essermi fino ad ora allenato bene, ora ho ancora un mese per rifinire la preparazione per Milano, dove l’obiettivo è limare quei 4 minuti di troppo dalla prestazione novembrina a Firenze. Compito ambizioso, ma questa ultima prestazione mi da morale e forza, soprattutto mentale.

Satisfaction

Concludo ringraziando il signor Chittolini, l’organizzatore di questa bella manifestazione che mi ha permesso di compiere questa  esperienza. E che mi ha sopportato, rispondendo a tutte le mail che gli ho inviato in questo periodo.

Alla prossima, che presumibilmente sarà la Scarpa D’oro Half Marathon a Vigevano, il 17/03.

L.

Obbbbbiettivo dichiarato 3:15′!!!

Si prospetta un bel weekend. Metereologicamente parlando, no. Neve e freddo. Tanto freddo, fin troppo.

Ci sta, è l’ultimo fine settimana di febbraio, oramai è vero che l’inverno è quasi agli sgoccioli, sono le ultime cartucce. Io sinceramente non vedo l’ora di mettere in soffitta la calzamaglia, i guanti e il cappello. Maglietta e braghini sono alle porte, come recito da ormai 3 settimane.

C’è solo un ultimo ostacolo prima di tutto ciò. Un impegno grande, forse anche troppo per me. Non so come mai, tempo fa, mi sono così incaponito nel voler provare l’esperienza del pacemaker. L’oppurtunità è arrivata alla 16esima Maratona delle Terre Verdiane, con partenza al Fidenza Village e arrivo a Busseto, ovviamente dopo 42,195 km. Talmente ero voglioso di affrontare questa nuova impresa che, nonostante mi fossi prefissato come ruolo quello del pacer delle 3:30′, ho accettato, con un vagone di incoscienza, la proposta di portare a termine il tracciato in 3:15′.

Previsioni poco clementi in Busseto

Previsioni poco clementi in Busseto

Sicuramente è una sfida fattibile, ma ci sono tanti lati oscuri. Prima di tutto, è la prima volta da pacer; c’è pur sempre una prima volta, è vero, ma io sono particolarmente emotivo, sento qualcosa dentro che mi tiene in sospeso, fin troppo teso, una tensione che può anche fare bene, se presa con le giuste dosi; inoltre, è vero che a Firenze ho concluso in 3:03′, è vero che ho 12 minuti di margine, ma è anche vero che questo è il primo vero lungo della stagione, e che alla fin fine 12′ in maratona sono pochini, tutto sommato.

La testa è piena di dubbi, domande e risposte si susseguono; cerco di scacciare i cattivi pensieri e di provare a pensare solo positivo. Ce la farò? Riuscirò a sopperire tutto con la voglia e la caparbietà?

Una cosa è certa: la voglia che ci metterò sarà tantissima, sono sicuro che con l’aiuto di chi mi correrà a fianco, e dei “supporters” lungo la strada, potrò superare qualche piccolo ostacolo ed aiutare e soddisfare chi ha creduto in me.

L’adrenalina sale, ancora domani e poi ci siamo. Oggi il trattamento il Tommi mi ha rigenerato e confortato.

Ho già puntato la sveglia alle 6. Mi piacerebbe fare una piccola sgambata prima dell’evento. A Firenze aveva portato più che bene!

Buona serata, ed appuntamento a domenica.

L.

PS: Finita la corsa, tutti al ristorante! Matteo ed Elena sono a capo della spedizione “supporters“. Inutile dire che li ringrazio immensamente!