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PuliRun, ci siamo!

Giugno è mese di scarico, siamo a metà anno, le temperature si sono alzate improvvisamente e in questo periodo non ci sono obiettivi podistici ambiziosi. Corro solo per divertimento, perchè in fin dei conti non riesco e non voglio fermarmi quest’anno.
Ottobre e Chicago sembrano lontani, e forse lo sono anche, pur essendo spesso nei miei pensieri, posso uscire e correre senza pensare a ripetute, medi, pista, scarpe A2 o A3, godermi finalmente il traffico di podisti sulla ciclabile, perchè no anche la vista di ragazze lungo il percorso, è anche questo il bello di uscire con il sole, con il caldo!

E forse è anche il momento per provare a muoversi un po’ per chi ha poltrito fisicamente in maniera maggiore durante l’inverno e questa primavera mai arrivata. Domani si corre la PuliRun, una corsa non competitiva lungo alcune strade lodigiane, intorno al parco del Pulignano, 5 “semplici” km per chi è alle prime armi, o semplicemente vuole provare a corricchiare, una staffetta 5+5 per chi vuole correre in coppia, o 10 km per chi è un po’ più evoluto. Tutto questo con lo spirito di chi vuole divertirsi, perchè se vi posso dire un segreto podistico, correre può anche essere divertente, provate a scoprirlo da voi!

Noi spilli ci saremo, principalmente insieme all’organizzazione, saremo alla partenza, lungo il percorso, venite a salutarci!!!! Il ritrovo è intorno alle 18 all’oratorio delle Fanfani, a Lodi; la partenza è fissata per le 19!
Ah, incidentalmente abbiamo anche provato a fare un video promozionale, qua è quando vi dicevo che correre può essere anche divertente!

m.

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Pulirun 29/06/2013 H 19.00

Il caldo ti sfibra?

Lo stress ti attanaglia?

Vuoi divertirti ma senza correre distanze esagerate?

Sei in recupero dalla Monza-Resegone?

Vuoi correre a coppie, magari con il tuo/tua lui/lei?

Apprezzi lo sterrato, la birra rigenerante e un bel panino con la salamella?

Abbiamo la corsa giusta per te!

Pulirun 2013 - 29 Giugno 2013

Pulirun 2013 – 29 Giugno 2013

Cosa aspettate?

Iscrizioni in loco. 5 euro per sostenere l’Associazione Lombarda Fibrosi Cistica. Si fa pure per una buona causa, meglio di così…

In più, probabile la presenza (in gara o sul percorso…) del miglior TM in pista dell’anno solare 2013. Avete mai conosciuto un vip del genere?

Pensate, l’anno scorso presenzio anche il sosia di Giovanni Storti, nelle vesti di podisti nuorese…

Ajò

Infine, bella foto di gruppo. Meditate, c’era anche Guzzi, cioè, già fa ridere, se poi ve lo racconto, ma già lo sapete: AHAHAHAHAH (cit.)

Gli spilli dopo la gara

E allora forza, 29 giugno, ore 19 partenza, via Madre Cabrini, Lodi.

Vi si aspetta numerosissimi!!!

Gli spilli nel gin-occhio (alternativa più che plausibile di questi tempi!!)

P.S. In Anteprima mondiale, il percorso!!!

Percorso Pulirun 2013

Percorso Pulirun 2013

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È sempre una prima volta

Ebbene si, pensavo che una volta fatti due triathlon l’estate scorsa, questa specialità non avesse più particolari segreti da nascondermi. Purtroppo non avevo considerato un accessorio che ancora non avevo usato: la muta. Ma procediamo con ordine…
Domenica 26 maggio; in un mondo normale, fatto di 4 stagioni, molto probabilmente sarebbe stata una domenica con le spiagge che iniziano a riempirsi e noi della bassa pianura che ci lamentiamo per i primi caldi afosi, invece no quest’anno l’inverno non si è dato una scadenza e può capitare che il giorno prima non si superino i 10 gradi e che piova talmente tanto da non voler uscire di casa.

Guardate Nibali in che condizioni è arrivato al traguardo!!! Grandissimo!!!

Per fortuna la domenica ci accoglie con cielo azzurro e un bel sole alto, purtroppo però non è stato sufficiente a scaldare l’acqua della piscina in cui dovevo fare la parte di nuoto della gara. Arrivato a Piacenza cerco subito qualcuno con la maglia di Happy Runner Club, società per cui mi sono iscritto quest’anno per fare triathlon, e mi imbatto subito in bel gruppetto di atleti con cui devo dire ho passato una bella giornata. A conferma che l’acqua non era calda arriva subito l’avviso dello specker che annuncia con tono allarmato che la temperatura dell’acqua era di 15 gradi, risultato: muta obbligatoria…panico tra gli atleti che non ne erano in possesso, salti di gioia da parte dei negozianti che la noleggiavano!!!

Io la muta ce l’avevo, mi era arrivata giusto il mercoledì precedente con l’idea di utilizzarla al triathlon sprint di Nibbiano l’8 giugno ma visto il tempo me l’ero portata dietro. Con un piccolo problema, l’avevo giusto indossata e tolta una volta in casa mettendoci più o meno un ora. Per fortuna con il mio stesso problema, l’incognita muta appunto, ce ne erano anche tra gli amici dell’Happy Runner Club e ci si è dati consigli a vicenda per superare il momento difficile: La Svestizione. Ovviamente al dunque non sono riuscito ad applicarne nemmeno uno anche perché il mio corpo non reagiva ai miei comandi causa la nuotata appena compiuta in un acqua che a dir gelida è poco. Giuro che mai mi era capitato di avere così freddo a mani, piedi e faccia come in quei 14 interminabili minuti della frazione di nuoto. Arrivati al punto della frazione in bici perdo infiniti minuti nel tentativo di togliere l’abito infernale, la soluzione più agevole è quella detta da molti di “saltargli sopra”, ecco se mai dovesse capitare che vi troviate in quella situazione, mentre lo fate, non pensate assolutamente quanti soldi avete speso per comprarla!!! Una volta partito in bici il vento gelido che soffiava domenica sembrava un tiepido vento del nordafrica, peccato che la forza si è scatenata contro la mia incapacità di gestire la frazione in bici che mi sono trovato a fare praticamente in solitaria con il risultato del 275° tempo su 330° partecipanti. Chiuso il penoso tratto in bici sono arrivate le soddisfazione nella corsa, qui le gambe stavano bene e ho iniziato a superare gente facendo registrare il 128° della frazione. Ok non ho detto 1° ma per uno che fino a un mese fa era sotto effetto di antinfiammatori è una grande soddisfazione.

Taglio il traguardo in 1h14’25” e la prima cosa che mi son detto è stata:”che figata è fare triatlon!!!”

Dopo il traguardo con la divisa Happy Runner Club

Ragazzi che dirvi…alla prossima prima volta!!!

BaKo

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Parental advisory – Explicit content

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Ora che siete avvisati, devo togliermi un macigno dalla scarpa!
Non che abbia influenzato la mia Mezza della baia del sole, anzi, il risultato cronometrico è più che soddisfacente. Ho realizzato il mio nuovo PB sulla distanza, però non aver avuto la soddisfazione di dare al pezzo di merda che ho trovato sulla mia strada quello che si meritava, mi lascia un po’ l’amaro in bocca.

I fatti sono questi: superato il punto un po’ più complesso del percorso, di ritorno da Laigueglia, intorno al nono o decimo km, percorro il  dritto lungomare, passando tra un bar e la sua appendice di tavolini all’esterno. Un coglione pelato (nessuna questione con la categoria dei pelati, molte di più con quella dei coglioni!) in quel momento esce dal bar con una bottiglia d’acqua in mano e la pone davanti a sè come per darla a noi podisti di passaggio. Io che avevo saltato i ristori, per la scomodità di un bicchiere da usare correndo intorno ai 4’/km, faccio il gesto di prendere la bottiglietta, e questo pezzo di merda (lo ripeto, ma è proprio quello di cui si tratta questo essere organicamente repellente) tira indietro la bottiglia e la tiene per sè!!!
La mia unica soddisfazione è stata dargli ad alta voce del pezzo di merda (ter!), dirgli di andare affanculo (dove meritava di essere, e merita di essere tutt’ora!) e insultargli la madre, alla vigilia della sua festa! Sfortunatamente per lui, Lello era appena dietro di me ed è passato nel mentre si consumava questo scherzo del cazzo, non potendo dare al coglione quello che si meritava.

Ecco, qua posso dire cosa mi sarebbe piaciuto fare, non fossi stato impegnato in gara:
mi sarei fermato, sarei tornato indietro verso questo stronzo con la polo bianca (non la macchina, ma ci siamo capiti!), gli avrei tirato uno schiaffo sulla sua nuca nuda da lasciargli l’orma di una bella cinquina di dita, e per concludere gli avrei sputato su quella faccia da pirla che si ritrova.

Invece mi devo accontentare solo di un PB di 1:25’22” (non so se omologabile però).

m.

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Gli spilli nel ginocchio è anche… triathlon!

Ancora una volta mi ritrovo a seguire le orme di uno dei padri fondatori della compagine degli spilli.

Con il Bako ho corso la mia prima mezza, sulla sua scia sono diventato maratoneta e anche stavolta arrivo dopo di lui in una gara di triathlon.

Il “misfatto” è accaduto domenica 5 maggio ad Andora, paese carino che sembra totalmente dedito alla ricezione di anziani. Comunque con un’iscrizione fatta all’ultimo minuto e una preparazione a dir poco deficitaria decido di buttarmi.

Non ho obiettivi, non ho idea di cosa e non sono solo (il Pat, mondo, il bocchio e Vittorio partecipano insieme a me), perciò la tensione è nulla, anzi sono solo contento di essermi attaccato un pettorale dopo tanto tanto di stop.

Dopo aver ripassato le complicatissime regole del triathlon, preparo la zona cambio, operazione non facile perché anche qui la procedura è rigidissima (per sicurezza dopo 3 giorni ancora non mi sono tolto il casco da bici).

In un amen è già ora di partire.

NUOTO. Al fischio del via mi butto in acqua e mi ritrovo primo, penso bene allora di rallentare e far passare qualcuno, giusto per prendergli la scia e farmi indicare la strada. I primi 50 metri sono i più duri, rimango senza fiato subito e ho gente che mi salta addosso da tutte le parti. Penso di ritirarmi almeno una decina di volte, ma poi dopo un bel respiro mi ricordo che sono li solo per divertirmi e allora incomincio a farlo veramente. Mi faccio spazio tra glia altri nuotatori e alla prima boa (300m) prendo il mio ritmo, ai 400 decido di aumentare un po’ e mi riporto a ridosso del primo gruppetto. Peccato solo che nell’ultimo tratto punto dritto agli scogli invece che alla linea d’arrivo e mi sparo una cinquantina di metri in più. Esco comunque con il 19° tempo in 13’19’’.

ZONA CAMBIO 1. Vera nota dolente di giornata. Mi fiondo alla bici, inizio a liberarmi dalla muta contorcendomi come un verme (prima mi metto il caschetto che non si sa mai), mi metto le scarpe e via, naturalmente mi cade il gel che non avevo scocciato come fanno i veri triatleti.

BICI. Con un totale di 60 km di allenamento in tutta la mia vita nella antica arte del velocipede, non posso certo aspettarmi niente di che, quindi decide di affrontarla come affronto solitamente le gare di corsa. Spingo a tutta fin dall’inizio sperando di scoppiare il più il là possibile. In totale bisogna fare 22 km, 11 in salita e 11 quasi tutti in discesa. Durante questa frazione ci coglie un vero e proprio nubifragio, vedo a malapena davanti a me. Ogni tanto passano dei gruppetti di gente che va fortissimo, mi attacco e mi faccio tirare per un 500 metri e cerco di recuperare su quelli davanti. Non vedo l’ora che arrivi la discesa!

Finalmente arriva, mi ci butto a capofitto, cerco di pedalare più forte che posso e in curo tiro le staccate che neanche Valentino dei tempi d’oro, un paio di volte rischio di andare lungo, ma vuoi mettere il divertimento? Morale della favola finisco con il 14° tempo in 43’32. Per non farmi mancare nulla rischio la squalifica perché mi dimentico della linea della zona cambio, ma con una salto alla ninja mi salvo all’ultimo cm.

ZONA CAMBIO 2. Questa dovrebbe essere più semplice, ma la completa mancanza di ossigeno la rende complicata. Il caschetto non lo mollo fino alla fine. Infilo scarpe e gps e parto.

CORSA. Il primo km è durissimo, le gambe non vogliono girare e per di più è anche in leggera salita. Cerco di gestirmi. Mi stabilizzo intorno ad un passo di 4’11’’ sperando di non saltare troppo presto (come al solito). Mi si attacca un tizio che respira come una locomotiva, fa la gara su di me cosi decido di stancarlo con qualche cambio di ritmo. Sto faticando ho caldissimo perché sopra il body d’ordinaza non ho voluto rinunciare alla maglia degli spilli.

Ultimo km decido di alzare un po’ il ritmo, stacco lo sbuffatore, ultime due curve strette e breve rettilineo finale. Vedo due tizi davanti e giusto per sfizio gli tiro la volata, uno lo passo di volata e l’altro mi si aggrappa al braccio (a detta di qualcuno del pubblico).

Finito , chiudo in 21’12” (cambio compreso) e 3° tempo assoluto.

Il tempo finale recita 1h18’03’’, 6° di categoria e tanto divertimento sia per la fatica sia per le sfide fisiche nell’uno contro uno.

Esperienza da ripetere presto di sicuro!!!

Nota a margine, grande tempo di Giorgio (Renato atto) con 1h10’’, e del Pat che mi batte per 13’’ (1h17’53’’), e buone prestazioni sia del bocchio (1h18’54’’) e di Vittorio che chiude in 1h26’.

T.

 

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Mad(rid) about you

E’ passato un altro anno, erano 36 prima ed ora si entra ufficialmente nel 37esimo anno di vita.
Però posso dire di aver corso già 4 maratone, addirittura di averne corse due nello stesso mese, questo Aprile 2013. Dopo la Milano City Marathon del 7, c’è stata la Rock ‘n’ roll Madrid Marathon di 2 giorni fa. E se posso essere sincero sono state corse entrambe bene, dopo le 3h08′ milanesi ci sono state le 3h15’23” in scioltezza nella capitale spagnola.
Madrid resta la mia città europea preferita, dalla breve vacanza del 1994 è stato un amore a prima vista, continuato successivamente con frequentazioni sporadiche, una un po’ più lunga nell’estate del 2007 con altri fugaci incontri nel 2010 e nel 2011, quest’ultima volta per correre una 10km. Al tempo la corsa doveva incastrarsi con l’attività cestistica, non potevo preparare la distanza regina con i giusti modi e tempi, ma l’idea di correre (metaforicamente) lungo le rive del Manzanarre o nel Parque del buen Retiro mi stuzzicavano, e avevo colto l’occasione per viaggiare e correre, sogno costante di molti runner.
Due anni dopo, con un po’ di acqua passata sotto i ponti, dopo qualche tsunami che ha lasciato qualche maceria sul mio percorso, ho rivissuto il piacere di correre qui, questa volta per completare i 42km. Il ricordo suscita ambivalenti sensazioni, ma l’idea che un cerchio si sia chiuso, che comunque ci siano nuovi inizi ha reso questa corsa e questo viaggio solitario sotto una luce positivamente chiara.

In partenza

Non chiedevo molto alla gara, volevo solo godermela, e sono contento, perchè per la seconda volta consecutiva la convivenza tra me e la maratona è stata perfetta, Firenze resta sempre di più un ricordo da non dimenticare (mai), e una spinta! Man mano che si avvicinava il 28 Aprile, passavo dal pensiero di volerla chiudere sotto i 210′ alle 3h20, per assestarmi su un 3h15′. Forse sto iniziando a conoscere meglio le mie potenzialità, è quel passo avanti, quello scatto mentale che probabilmente mi rende più invasato, anche più razzista nel mio modo di vedere la corsa e che mi fa apprezzare maggiormente la fatica dell’allenamento, le tappe di avvicinamento, il lavoro che si trasforma in risultato!
Ho in mente parecchie istantanee della gara:
la sveglia alle 6 di mattina di domenica che mi ha permesso di sopportare maggiormente il casino dei miei coinquilini d’ostello scozzesi al loro ritorno dalla noche madrilena,
il freddo alla partenza, questa volta non avevo portato nessuna vecchia felpa da buttare via appena prima dello start, e per più di mezz’ora ho cercato di riscaldarmi con solo una canotta addosso in una pungente mattinata simil-novembrina. Mi vergogno un po’ a dirlo, ma per un po’ ho quasi preferito il caldo di un bagno chimico seppure diversamente profumato alle fredde fragranze del verde del paseo de recoletos!
Penso al minuto di silenzio per Boston, alle parole con dei podisti di Tavazzano in trasferta come me, o alle chiacchiere improvvisate con altri partecipanti alle 3 gare in contemporanea. A chi correva la 10 km e si complimentava perchè avrei corso l’intera distanza dicevo che due anni prima ero al loro posto, non stavo facendo nulla di straordinario! Ricordo qualche strano corridore alla partenza, uno di fianco a me aveva un gilet militare con attaccato il pettorale, dei pantaloni lunghi con le tasche, non mi era mai capitato di vedere un abbigliamento tale in certe situazioni.
E poi si parte, con calma, non c’è fretta, mi godo la strada che costeggia il Bernabeu, un po’ in salita, ma non fastidiosa. Vedo una Madrid che non conosco, la gente che tira su le tapparelle, apre le finestre e ci guarda. Sembra sempre di essere in discesa e le gambe vanno tranquillamente, cercando di non strafare. Alla prima vera salita nei pressi di Nuevos Ministerios per la prima volta sento tutto il calore del pubblico, siamo ancora in un gruppo folto a correre, con noi ci sono quelli della mezza maratona, e al nostro fianco ci sono tutti gli spettatori, senza spazi vuoti, e sono attaccati a noi, quasi sembra di essere in salita al giro d’Italia. E ci urlano “animo”, “venga”… dicono che siamo dei campioni, lo ripetono spesso! Anche quando arriviamo a Gran Via e un sole che si specchia sulla pubblicità Schweppes di Callao ci accoglie sorridente. Io penso tra me e me che non siamo campioni, stiamo facendo una cosa abbastanza normale, che tutti potrebbero fare, non siamo speciali. Però fa piacere sentirsi così apprezzati, ti dà la carica e questo è uno dei più grandi ricordi che mi porto dietro da Madrid.
Perchè in fin dei conti il percorso è stronzo, sembra sempre in discesa all’inizio e le gambe allora devono essere tenute a freno, perchè poi nella seconda parte invece si sale!Si corre a Casa de Campo e lì la gente è meno numerosa e al 30° km invece vorresti ancora lo stesso tifo che avevi a Sol, al palazzo reale! Sono stato fortunato, ho incontrato un corridore dei runners Bergamo, con cui condivido l’iscrizione ad un forum podistico, runningforum.it, e con lui passo indenne quella che era la mia preoccupazione per il muro del 32°km. Scusa Sharky se poi ti ho abbandonato lasciata Casa de Campo, le gambe stavano bene, più o meno, anche se al Vicente Calderon credevo di perdere tutto per un principio di crampo.

Una nuova medaglia per la mia collezione!

Una nuova medaglia per la mia collezione!

Non dimentico poi le sensazioni nel finale, i km che diventano più lunghi e anche se rallento vedo che continuo a superare gente, stringo i denti, tengo un sguardo concentrato, supero la lunga salita di Calle de Alfonso XII, manca un km, e le emozioni mi sovrastano quasi come all’arrivo della mia prima maratona. Fatico a controllare il mio respiro che va e viene, sono alla fine, che bello quel rettilineo che mi porta verso il traguardo. E’ fatta anche questa volta, due maratone in un mese, non è niente di speciale, ma posso dire di averlo fatto due giorni prima del mio 36° compleanno!!!

E poi c’è Madrid, c’è Casa Labra, il mio posto preferito. E’ lì nei pressi di Calle de Preciados, dal 1860 e io vorrei mangiare continuamente le sue crocchette di baccalà, andrei a Madrid anche solo per loro.

Casa Labra

Casa Labra

C’è il mercado di San Miguel, dove mi trovo a parlare di maratona con due coppie di mezza età, una norvegese e una tedesca, mentre si mangia paella, tortilla de patatas o gambas fritos e si beve un vino tinto. C’è 100 montaditos con i suoi piccoli panini ad 1€ l’uno, dove con 4 euro mangi e bevi. Lì il sabato avevo incontrato un ragazzo che mi augurava “good luck” per la maratona e che anche lui avrebbe corso, l’ho incontrato nell’area massaggi all’arrivo, arrivato 3 minuti dopo di me, scambiamo due brevi parole, lui è di Detroit, ha corso a Chicago nel 2012 e io gli dico che la correrò questo ottobre, è stato un veloce incontro, ma anche lui resta nel mio ricordo!
Poi c’è il Prado, che rivedo dopo 6 anni, voglio vedere Velazquez, il Greco, il giardino delle delizie di Bosch che è uno dei miei dipinti preferiti, e anche se la coscia soffre un po’ le fatiche del giorno prima, mi piace girare da solo le stanze del museo.
Da solo. Anche questa è una prima volta, sempre prima dei 36 anni, un viaggio in solitaria, seppure per soli 3 giorni, era qualcosa che cercavo e sono stato felice di farlo correndo! E tanto per aggiungere un’altra prima volta, non credevo sarebbe successo, ma in ostello l’ultima notte, la notte del mio compleanno, avevo una stanza da 6 letti tutta per me… una suite alla modica cifra di 14€!!!

Adesso però ho voglia di una corsa con tutti gli spilli!!!

M.

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Voglie

No, non sono in dolce attesa, anzi direi che è un’attesa che mi sta logorando mentalmente…
Si perchè togliermi la possibiltà di correre è come portar via il gioco preferito ad un bambino.
Ok, ogni tanto una corsetta la faccio, ma per correre intendo poter tornare alla competizione(solo per vincere contro me stesso), al poter raggiungere degli obbiettivi e quindi ad allenarmi in modo costante.
L’unico modo per non pensare alla corsa è trovare altre soluzioni, la mia fortuna è che, volendo fare anche triathlon, il nuoto e la bici sono valide alternative.
Il problema è che sono più difficili da praticare: per il nuoto sei obbligato a dover andare in piscina e quindi hai bisogno di più tempo, invece per la bici sei molto vincolato alle condizioni meteo e dalle mie parti, quest’anno, la primavera fatica a farsi vedere.
Quindi ho bisogno di soddisfare la mia voglia di corsa con altre soluzioni, la prima che è ho trovato è stata quella di acquistare CD anni ’90 che mancavano alla mia collezione.
Devo dire che come alternativa non è per niente male, un po’ costosa ma dà le sue soddisfazioni, soprattutto per me che adoro il momento in cui scarti e apri un CD. In più il corriere è diventato mio amico, ormai lo vedo 2 o 3 volte a settimana!!!
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Ma non può bastare, HO VOGLIA DI CORRERE!!!
Oggi è il mio anniversario di nozze e oltre al regalino mi è venuta l’idea di far trovare sul tavolo in cucina delle belle brioche fumanti prese dal panettiere. Ecco, uno normale, non io, sarebbe uscito alle 7.30 e sarebbe andato a prenderle dal panettiere sotto casa, invece io per soddisfare le mie voglie di corsa, sono uscito alle 6.20 e sono andato dal panettiere più lontano e facendo la strada più lunga possibile…
Risultato 8,3km corsi in modo tranquillo e una bella colazione in famiglia!!!

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Alla prossima…
BaKo

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RunDonato – 10 km

TuttoHaInizio

Riguardo la foto del primo Settembre 2010, ripenso a quella prima corsa, alla fatica, al tempo e poi passo alla foto dell’arrivo di ieri alla RunDonato.

Grazie ad Arturo Barbieri di podisti.net per lo scatto

Grazie ad Arturo Barbieri di podisti.net per lo scatto

Stessa distanza, più o meno, sempre 10 km. Sicuramente diverso l’ambiente in cui si correva, lì le campagne nei pressi di San Rocco al Porto, ieri invece doppio giro tra San Donato e la via Emilia, una tapasciata nel 2010 contro una competitiva. E nel mentre, in questi 2 anni e mezzo abbondanti, qualche kg perso (almeno una decina), e 8 minuti lasciati indietro, dai 47′ abbondanti ai 39′ e spicci di ieri.
Prima volta che vado ufficialmente sotto i 40′ nei 10 km, anche se poi il gps ne segna solo 9.83, un’ulteriore casella da spuntare nella Ceklist di inizio anno, era un obiettivo che da tempo mi ero prefissato, che prima probabilmente vedevo più lontano di quello che in realtà fosse.
Ho faticato ieri, come sempre del resto, tenendo come riferimento il segnale del primo km sul percorso, lo corro in 3’25”, troppo veloce, mentre il gps continua a dire che sono intorno ai 3’57” di media. Non so come gestirmi, a chi dare retta, ci tengo al risultato, ma non vorrei sbagliare e forzare troppo, come sarebbe una delusione invece limitarsi e non raggiungere l’obiettivo. Intanto continuo a correre, mi ritrovo da solo, con davanti a me qualcuno con un passo ancora troppo veloce per potergli stare dietro, percorro i lunghi rettilinei in San Donato per ritrovarmi su una carreggiata della via Emilia prima del ritorno alla partenza nei pressi del 5° km. Intanto mi sorpassa qualcuno e cerco di attaccarmi al suo treno.RunDonato_009
Nel corso della gara ci sarà questo corridore in canotta gialla che vedrò spesso davanti a me. A volte si ferma, sembra non farcela più e mi avvicino a lui, e lui riprende a correre e a starmi davanti. Poi addirittura al ristoro del 7° km sembra arrestarsi a bere, ma riparte e mi sta dietro, ora non ricordo se mi è arrivato davanti a fine gara, ma quel continuo strappo nella sua corsa mi rimane impresso, non lo so, io cerco sempre di essere il più costante possibile, pur non riuscendoci.
Il secondo giro è ovviamente più duro del primo, sento che sto rallentando, lo vedo anche sul display del gps dove mi ritrovo un passo medio di 3’59”, un po’ credo di non farcela visto che sto correndo i km in poco più di 4′, ma stringo i denti, mi riavvicino a quelli davanti, pur non raggiungendoli. Passo il rettilineo da cui siamo partiti e da lì restano 350m nel parco, con qualche curva, finchè davanti a me non si presenta il gonfiabile dell’arrivo. Il display segna 39’10” e io chiudo in 39’13”. Davanti a me arriva gente forse più abituata di me a certi ritmi, un podista della categoria MM60, una ragazza, questo non sminuisce il mio risultato, sono certamente contento. Forse un mese fa sarei stato un po’ più veloce, l’apice l’avevo raggiunto nella settimana della Scarpa d’Oro half marathon di Vigevano, ma contando che mi trovo in un periodo tra una maratona e un’altra, non posso che essere soddisfatto!

Preferite la canotta spilli azzurra o verde?

Preferite la canotta spilli azzurra o verde?

Zaffo è arrivato 5° in assoluto, primo nella categoria TM, si porta a casa un paio di occhiali Adidas e un gran risultato cronometrico. Se lo merita dopo la delusione di Rotterdam, per tutta la fatica che fa durante i suoi allenamenti. E il suo spingersi al limite è stato e continua ad essere d’esempio per me e per gli altri. Da un po’ di tempo capisco maggiormente alcune sue vecchie critiche, alcuni suoi discorsi, capita spesso che i confini che crediamo invalicabili sono quelli che ci poniamo noi interiormente.

Zaffo sul gradino più alto del podio

Zaffo sul gradino più alto del podio

Ora posso realmente godermi Madrid, Sabato si parte, non vedo l’ora!

M.