Gli spilli nel ginocchio è anche… triathlon!

Ancora una volta mi ritrovo a seguire le orme di uno dei padri fondatori della compagine degli spilli.

Con il Bako ho corso la mia prima mezza, sulla sua scia sono diventato maratoneta e anche stavolta arrivo dopo di lui in una gara di triathlon.

Il “misfatto” è accaduto domenica 5 maggio ad Andora, paese carino che sembra totalmente dedito alla ricezione di anziani. Comunque con un’iscrizione fatta all’ultimo minuto e una preparazione a dir poco deficitaria decido di buttarmi.

Non ho obiettivi, non ho idea di cosa e non sono solo (il Pat, mondo, il bocchio e Vittorio partecipano insieme a me), perciò la tensione è nulla, anzi sono solo contento di essermi attaccato un pettorale dopo tanto tanto di stop.

Dopo aver ripassato le complicatissime regole del triathlon, preparo la zona cambio, operazione non facile perché anche qui la procedura è rigidissima (per sicurezza dopo 3 giorni ancora non mi sono tolto il casco da bici).

In un amen è già ora di partire.

NUOTO. Al fischio del via mi butto in acqua e mi ritrovo primo, penso bene allora di rallentare e far passare qualcuno, giusto per prendergli la scia e farmi indicare la strada. I primi 50 metri sono i più duri, rimango senza fiato subito e ho gente che mi salta addosso da tutte le parti. Penso di ritirarmi almeno una decina di volte, ma poi dopo un bel respiro mi ricordo che sono li solo per divertirmi e allora incomincio a farlo veramente. Mi faccio spazio tra glia altri nuotatori e alla prima boa (300m) prendo il mio ritmo, ai 400 decido di aumentare un po’ e mi riporto a ridosso del primo gruppetto. Peccato solo che nell’ultimo tratto punto dritto agli scogli invece che alla linea d’arrivo e mi sparo una cinquantina di metri in più. Esco comunque con il 19° tempo in 13’19’’.

ZONA CAMBIO 1. Vera nota dolente di giornata. Mi fiondo alla bici, inizio a liberarmi dalla muta contorcendomi come un verme (prima mi metto il caschetto che non si sa mai), mi metto le scarpe e via, naturalmente mi cade il gel che non avevo scocciato come fanno i veri triatleti.

BICI. Con un totale di 60 km di allenamento in tutta la mia vita nella antica arte del velocipede, non posso certo aspettarmi niente di che, quindi decide di affrontarla come affronto solitamente le gare di corsa. Spingo a tutta fin dall’inizio sperando di scoppiare il più il là possibile. In totale bisogna fare 22 km, 11 in salita e 11 quasi tutti in discesa. Durante questa frazione ci coglie un vero e proprio nubifragio, vedo a malapena davanti a me. Ogni tanto passano dei gruppetti di gente che va fortissimo, mi attacco e mi faccio tirare per un 500 metri e cerco di recuperare su quelli davanti. Non vedo l’ora che arrivi la discesa!

Finalmente arriva, mi ci butto a capofitto, cerco di pedalare più forte che posso e in curo tiro le staccate che neanche Valentino dei tempi d’oro, un paio di volte rischio di andare lungo, ma vuoi mettere il divertimento? Morale della favola finisco con il 14° tempo in 43’32. Per non farmi mancare nulla rischio la squalifica perché mi dimentico della linea della zona cambio, ma con una salto alla ninja mi salvo all’ultimo cm.

ZONA CAMBIO 2. Questa dovrebbe essere più semplice, ma la completa mancanza di ossigeno la rende complicata. Il caschetto non lo mollo fino alla fine. Infilo scarpe e gps e parto.

CORSA. Il primo km è durissimo, le gambe non vogliono girare e per di più è anche in leggera salita. Cerco di gestirmi. Mi stabilizzo intorno ad un passo di 4’11’’ sperando di non saltare troppo presto (come al solito). Mi si attacca un tizio che respira come una locomotiva, fa la gara su di me cosi decido di stancarlo con qualche cambio di ritmo. Sto faticando ho caldissimo perché sopra il body d’ordinaza non ho voluto rinunciare alla maglia degli spilli.

Ultimo km decido di alzare un po’ il ritmo, stacco lo sbuffatore, ultime due curve strette e breve rettilineo finale. Vedo due tizi davanti e giusto per sfizio gli tiro la volata, uno lo passo di volata e l’altro mi si aggrappa al braccio (a detta di qualcuno del pubblico).

Finito , chiudo in 21’12” (cambio compreso) e 3° tempo assoluto.

Il tempo finale recita 1h18’03’’, 6° di categoria e tanto divertimento sia per la fatica sia per le sfide fisiche nell’uno contro uno.

Esperienza da ripetere presto di sicuro!!!

Nota a margine, grande tempo di Giorgio (Renato atto) con 1h10’’, e del Pat che mi batte per 13’’ (1h17’53’’), e buone prestazioni sia del bocchio (1h18’54’’) e di Vittorio che chiude in 1h26’.

T.

 

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