Un mese fa

E’ passato già un mese da Chicago, le continue voci emotive si sono assopite, ma basta poco a risvegliarle.
Quelli passati sulle rive del lago Michigan sono stati 5 giorni intensi, felici, culminati con la gioia di un obiettivo sognato e raggiunto;
questo è il mio ricordo fotografico, sperando che sia di buon auspicio per Tommi e Lello in vista di Torino! (scusate per la confusione dell’articolo, ma impaginare tutte queste foto su wordpress va oltre la mia conoscenza)

In partenza da Malpensa

In partenza da Malpensa

La pizza di Giordano's è stato un ottimo carburante. E anche James, a modo suo, mi ha spronato!

La pizza di Giordano’s è stato un ottimo carburante. E anche James, a modo suo, mi ha spronato!

Skydeck, with my toes on the air it's such a lovely view

Skydeck, with my toes on the air it’s such a lovely view

L'annuale pellegrinaggio

L’annuale pellegrinaggio

Beato tra le Blackhawks Ice Crew

Beato tra le Blackhawks Ice Crew

Visioni propiziatorie

Visioni propiziatorie

Mettere le mani avanti

Mettere le mani avanti

To early mornings!!!

To early mornings!!!

Con la Hancock Tower sullo sfondo

Con la Hancock Tower sullo sfondo

'Ho visto la luce'

‘Ho visto la luce’

Con il cervello in pappa

Con il cervello in pappa

Il raggiungimento dell'obiettivo

Il raggiungimento dell’obiettivo

Happiness

Happiness

Happiness part 2

Happiness part 2

La birra più 'dolce' che io abbia mai bevuto

La birra più ‘dolce’ che io abbia mai bevuto

Festeggiamenti al fagiolone

Festeggiamenti al fagiolone

Diario di bordo

Diario di bordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
m.

Happiness only real when shared

La citazione che fa da titolo a questo post penso la conosciate tutti, un film che avrà visto il 90% di coloro che va al cinema almeno una volta l’anno. Un film che se permettete, ho trovato un po’ sopravvalutato, o quantomeno mal interpretato da buona parte di chi l’ha eletto a icona di un certo tipo di vita.
Comunque, questo non è il senso di ciò che voglio scrivere,

manca un giorno alla partenza per Chicago, domani mattina alle 9 un aereo mi porterà ad Amsterdam, e se Alitalia non si metterà in mezzo a rovinare il mio rigoroso programma, da lì volerò in direzione Windy City.
L’ho aspettata da tanto, questa vacanza, questa corsa, e come sempre mi ritrovo ad essere un po’ teso prima della partenza. Forse a questo concorre anche la scelta di viaggiare all’insegna del risparmio, con un alloggio in camerata da 8 in un ostello nei pressi del Wrigley Field, una sistemazione in singola mi sarebbe costata ulteriori 500€, invece in questo modo, potrò permettermi anche di ‘regalarmi’ GTA V una volta ritornato in Italia!!!

In tutto questo, ancora non ho dato un senso al titolo, semplicemente per quanto felice, eccitato, carico per questo viaggio, so in anticipo che mi mancherà la presenza di qualcuno vicino in questi 5 giorni. Un amico, un compagno di corse, qualcuno con cui condividere l’eventuale gioia pre e post-gara, la bellezza della città sul lago, della sua architettura.
Mi è capitato di prefigurare come potrebbe andare la mia gara, e mentre correvo, sentivo che la gioia scaturita da un eventuale buon risultato avrebbe meritato un abbraccio con qualcuno alla fine dei 42 km. Non ci sarà immediatamente, terrò certe situazioni per il mio ritorno!
E se qualcuno comunque vuole condividere con me questi momenti, qui può iscriversi agli aggiornamenti in tempo reale sulla mia prestazione: https://register.athletetracking.net/bacm/index.html
I social network permettono di condividere virtualmente gioie e dolori!

E poi Chicago in quei giorni sembra offrire veramente tanto. Venerdì sera mi sono già impegnato, i Chicago Blackhawks mi sono sembrati un ottimo spettacolo e quindi andrò allo United Center a vedere la loro sfida contro i New York Islanders, di hockey ne capisco proprio poco, ma credo che lo spettacolo meriti a prescindere!
E poi il lunedì è il Columbus Day e presumo ci sarà una parata, senza contare il fatto che nei miei giorni di permanenza suonano pure i Franz Ferdinand (come del resto l’estate scorsa quando ero sempre a Chicago), i Tame Impala, persino gli Hanson!!! Per due serate di fila alla House of Blues!!!

La maratona sembra passare in secondo piano di fronte a questi eventi, ma resta il mio interesse principale.
L’obiettivo attualmente è quello di finirla nei primi 1000, non dico quale sia il tempo di percorrenza, forse non mi sono nemmeno fatto una vera idea di quanto adesso possa valere, sto oscillando come un funambolo. Preferirei non cadere.

Nel frattempo Domenica il territorio pavese si è dimostrato nuovamente amico, cancellando la delusione parmense. Nell’ultimo test pre-Chicago ho ottenuto il mio PB sulla mezza, 1h25’06”. Non so se possa essere di buon auspicio o sia stato un errore strategico, tra 4 giorni lo sapremo.

Non ero così magro dalla quarta superiore...

Non ero così magro dalla quarta superiore…

m.

3 settimane…

Dov’eravamo rimasti?
Personalmente qui, a Parma l’8 Settembre e alla mia prima delusione podistica del 2013. Da quel giorno gli allenamenti sono proseguiti, in questo mese che mi sta separando dalla Chicago Marathon, spesso solitari, tra ripetute, lipidici, qualche gara, un lungo (uno solo, vedrò di farmelo bastare!).

Sono ritornato a stare bene, forse. Forse un po’ scarico, sicuramente meno ottimista per ciò che riguarda la caduta del muro (delle 3 ore), ma consapevole di valere un buon tempo, un tempo migliore di Milano ad Aprile.

La settimana post-Parma è stata dura, il giorno dopo ho cercato di correre 14 km in un’ora, riuscendoci, seppure con una pausa a metà percorso. Le tossine del giorno prima, la voglia di fare che porta a strafare, tutto ha concorso a non sentirmi al meglio; e peggio ancora mi sono sentito il giorno delle ripetute, un 1000m seguito da un 2000m e un 3000m per poi finire diminuendo le distanze. Ancora 2000 e 1000 con quest’ultima ripetuta che finiva riproponendo lo stesso dolore che mi aveva bloccato a Parma. Cosa mi stava succedendo? Avevo esagerato con la velocità? Non sapevo come interpretare questo segnale, so solo che mi aveva tolto un po’ di voglia e un po’ di forza, Venerdì avevo ceduto e mollavo Tommi e Lello durante un progressivo.
Era la seconda volta in meno di 7 giorni, di certo non il modo migliore per preparare gambe e testa ad una maratona.

Domenica 15 era il giorno che mi avrebbe detto qualcosa in più sul mio stato di forma. Volevo correre 30 km, 3 frazioni della Lodi Relay Marathon organizzata da MLFM. Sapevo che potevo contare sull’aiuto di Lello per due frazioni e su Roberto per l’ultima, loro stanno meglio di me, e appoggiarsi a qualcuno quando le cose non vanno nel modo migliore serve sempre. Ho chiuso in 2h12′, girando ad un passo medio di 4’24”, non vicinissimo ai 4’15” necessari per raggiungere il bersaglio grosso, però il percorso era complesso, con parecchio sterrato, curve, salite e so che qualche secondo a km posso limarlo ancora. E poi ho chiuso a 3’56” l’ultimo km, le forze ci sono e la testa ha ripreso a girare con le gambe.

In settimana un allenamento da 3 ripetute sui 3000 m è stato un bel banco di prova per saggiare la mia resistenza alla fatica, ed è stato superato discretamente. Negli ultimi 3 km combattevo con un quadricipite che sentiva fastidio, ma non ho mollato, cercando di chiudere la ripetuta in 12′. La testa fortunatamente è rimasta al suo posto!

Ieri al posto di un medio da 20 minuti ho sfruttato “Il giro delle 3 chiese” ad Offanengo per competere sui 6km abbondanti. E il risultato mi soddisfa, chiudendo in 23’02”, con un passo di 3’47” e soprattutto senza dolori vari.

Chicago si avvicina, domani 10000 a Milano alla Innovation Running, magari se riesco ci aggiungo altri 10 km per continuare la preparazione. Mi sto rimettendo in carreggiata, non c’era altra possibilità!

m. 

Dark/Light

E’ appena cominciata Azarenka Vs. Williams, finale femminile degli US Open, sono sul divano a seguirla distrattamente, e intanto cerco un po’ di sbollire la delusione parmense di oggi.

Trova gli spilli alla partenza

Trova gli spilli alla partenza (soluzione alla fine del post)

E’ la prima in questo 2013, che fin’ora era stato totalmente positivo per i risultati ottenuti. Oggi invece non era giornata, forse avrei dovuto capirlo da un cattivo presagio mentre facevo colazione prima dell’alba, forse il brutto scherzo l’ha giocato la tensione, presente come non mai nei momenti precedenti la partenza.
In fondo questa era (e resta) solo una tappa di avvicinamento al bersaglio grosso, ma l’idea che fosse necessario chiudere oggi intorno agli 84′ per rendere più concreta la possibilità di correre una maratona entro le 3 ore mi ha portato a caricare fortemente la vigilia, a sentirla in maniera esagerata, e tutto si muoveva in direzione opposta rispetto al mio senso di marcia.

In partenza il GPS Nike non si connette ai satelliti, e continua a cercarli per più di un km dallo sparo, e mi ritrovo a correre totalmente a caso, con un occhio costantemente al polso destro. Roberto mi dice che viaggiamo intorno ai 3’51″/km, ma non riesco proprio a interiorizzare il passo, finchè il segnale viene trovato, e qui devo ricalibrare il mio pensiero su nuove distanze e un tempo che non sarà quello effettivo di gara. Intanto vado, le gambe sembrano esserci, ci sono mille curve, saliscendi e trovare un ritmo costante non è facile. Ma il GPS continua a non collaborare, dà valori che mi stupiscono, 22″ di differenza tra un km e l’altro, valori troppo sballati, la testa non si alleggerisce come altre volte, ma riesco a non dargli peso. E poi c’è un percorso che è davvero impegnativo, non c’è un rettilineo, sembra non esserci mai una parte in piano e al nono km arriva il colpo di grazia, una lunghissima, infinita salita che affronto esagerando, appena dopo essermi detto che mi sentivo in un momento positivo. Mentre pensavo che dovevo conservarmi, le gambe decidevano autonomamente di non farlo e superata la salita del 10° km, lungo il rettilineo di metà gara, il fegato (nella mia ignoranza pensavo la milza) e gli addominali laterali non davano tregua. Una fitta forte mi dava il colpo di grazia, il rallentamento diventa uno stop, 10 secondi di indecisione e poi la scelta è definitiva, Bako mi passa mentre io cammino, stacco il pettorale dalla canotta ed esco dal percorso.
Non era giornata, non avrei chiuso intorno all’1h24′, la delusione ci sarebbe stata comunque, non poteva esserci altra decisione!

Però non è tutto nero, le gambe faticavano, ma c’erano, reggono lo sforzo. Domenica ho il lungo, 33km, e probabilmente è un test più attendibile in vista di Chicago. E in fondo siamo ancora in Settembre, c’è ancora da allenarsi e dalle cadute non si può fare altro che rialzarsi!

E in tutto questo non posso che fare i complimenti al Bako che sa sfruttare il suo momento migliore dell’anno, con una grande prestazione, e anche Tommi, sperava di andare più veloce, ma fare meglio di così non era concepibile oggi…
… e ringraziare Nastasia e Rosa, che si sono prese cura dei miei muscoli, prima e dopo la fatica. Forse ero così soddisfatto del massaggio alla partenza che ho preferito non rimandare troppo l’arrivo e le cure! Grazie davvero, e (se lo leggete) in bocca al lupo per la fine degli studi!

m.

P.S.: E infine ecco la soluzione al quiz fotografico:

E Tommi...?

E Tommi…?

Never nervous

Che linguaggio del corpo!!!

Che linguaggio del corpo!!!

Pervis Ellison è stata la prima scelta assoluta NBA nel 1989, campione NCAA con Louisville tre anni prima. Soprannominato ‘Never Nevous’ inizialmente perchè freddo nei momenti decisivi, si è rivelata una delle peggiori, se non LA PEGGIORE, chiamata numero uno di un draft, roba che Bargnani in confronto è un’hall of famer! Olowokandi no, lui inarrivabile!
Beh, che c’entra tutto questo preambolo con gli spilli, con la corsa o con qualsivoglia altro argomento? Qualcuno mi ha chiesto stamattina se iniziassi ad essere nervoso per Chicago, e senza dubbio alcuno, ho risposto che proprio nervoso non sono.
Mi sento bene, spero non ancora al top della forma, ma gli allenamenti stanno pagando. Ripetute, lipidici, fartlek, allenamenti con variazioni, di certo non mi sto annoiando, a volte faccio una fatica che non ricordavo, ma arrivo sempre in fondo, assieme a Lello, o nel monday night, o da solo come quando la sveglia suona e io la rimando per riaddormentarmi e mi ritrovo a dover correre di pomeriggio.
Intanto sono stabilmente sceso sotto i 70 kg, l’ultima volta che ricordo fosse stato così avevo 17 anni, ma all’epoca era facile, adesso non lo è, ma dà soddisfazione vedere premiati i proprio sforzi anche in questo senso. Non ho gli addominali dello Zaffo, ma non sono così male lo stesso! 😉

Stasera farò 15 ripetute sui 100m, dopo 4 km di riscaldamento, un allenamento corto e intenso, senza dover stare fuori troppo tempo, dopo le ripetute di martedì sui 1000 con Lello, il lipidico a 4’14” (che dovrebbe essere il ritmo maratona) di ieri, in attesa della fatica domenicale, 3 km a 3’50” seguiti da uno a 4’50” (che poi di solito si assesta sui 4’35”), il tutto ripetuto 3 volte. (Qualcosa di simile a quello che viene descritto in questo video, con il solito trasporto, da Fulvio Massini)

No. Più ci penso e più sento di non essere nervoso, sono solo voglioso. Voglioso di allenarmi ancora per questo mese e mezzo che manca, voglioso di salire sull’aereo, sperando di non perdere la coincidenza a Schiphol. E poi cambiare fuso orario, essere al buio quando in Italia è mezzogiorno, mangiare in qualche diner, salire sulla Willis Tower e sullo skydeck!
"I'm over the edge what can I do?"

E in fondo se alla fine il cronometro segnerà 3h02′ invece che 2h59′ sarò comunque contento, voleva dire che non era ancora il momento. E per tornare al basket, con cui questo post ha avuto inizio, rimanendo a Chicago, qualcuno diceva:
“I can accept failure, everyone fails at something. But I can’t accept not trying.”

I’ll try my best!

m.

P.S.: Elly, grazie per la domanda e lo spunto indiretto per questo post. Davvero non posso che continuare a farti i complimenti per i tuoi risultati podistici, mi hai davvero stupito!  E continua così verso i 19’59”!!!

A day at the race

Domenica 4 agosto:
primo triathlon olimpico per uno spillo, è Roberto a percorrere le acque, le strade di Cernobbio e comuni limitrofi, con una tappa a casa di George per un Nespresso (non documentata fotograficamente).

Questo è un resoconto fotografico della sua impresa, e non solo.

Al ritiro pacco gara - Italian Horror Story?

Al ritiro pacco gara – Italian Horror Story?

Quel ramo del lago di Como...

Quel ramo del lago di Como…

"Happy" prima della partenza

“Happy” prima della partenza

Bicycles. Bicycles everywhere.

Bicycles. Bicycles everywhere.

I preparativi

I preparativi

In coda per essere marchiati

In coda per essere marchiati

Tatuaggi temporanei?

Tatuaggi temporanei?

417

417

Tensione palpabile

Tensione palpabile

Raffreddamenti

Raffreddamenti

A dopo Bako

A dopo, Bako

Si cerca ristoro dal caldo ovunque sia possibile

Si cerca ristoro dal caldo ovunque sia possibile

Primi cambi

Primi cambi

Avanti!

Avanti!

Anche in tandem

Anche in tandem

Bako al primo cambio

Bako al primo cambio

Piccoli aiuti

Piccoli aiuti

Ultima frazione

Ultima frazione

Soddisfazione olimpica

Soddisfazione olimpica

Meritato ristoro

Meritato ristoro

Il ritratto della fatica

Il ritratto della fatica

Parte seconda

Parte seconda

IMG_5684

Ripresa

Ripresa

Un fastidioso ottimismo

TGIF


Canta così la mia “amata” Katy Perry, e mi accodo dopo 5 giorni filati di allenamenti, in vista di un sabato di riposo fisico e di una domenica in cui ancora non ho deciso cosa affrontare, gara ad Orzivecchi, allenamento solitario di un’ora, riposo…
Dopo il tranquillo, ma solo apparentemente, Monday Night estivo, da Martedì fino ad oggi mi sono accodato ai torinesi adottivi Lello e Tommi, seguendo la loro tabella, per cercare di avvicinare il muro delle 3 ore che loro hanno già brillantemente scavalcato.

E quindi Martedì nel tardo pomeriggio sono stati 40 minuti di allenamento lipidico, Mercoledì un circuito composto da skip, andature, squat, affondi e allunghi seguiti da un altro allenamento in scioltezza per 10.5 km e 12 ripetute sui 100 metri nella mattinata odierna.

Come sto? Le gambe sono imballate, tanto, come non lo erano da sempre per quello che mi ricordo, visto che mi sembrava di essere oramai in costante forma. E adesso invece faticano a seguire la testa, mentre i glutei si fanno sentire costantemente, quando mi alzo dal letto, dalla sedia, quando salgo in bici, quando cammino o faccio le scale. Merito o colpa degli squat, i muscoli del posteriore probabilmente erano quelli che più risentivano, esteticamente e non solo, degli allenamenti di quest’anno, della perdita di peso, della nuova forma fisica.

Ecco, se penso adesso a correre una maratona, mi sembra impossibile, a prescindere dal tempo di percorrenza, mi sembra proprio una cosa infattibile, è ciò che mi ronza in testa mentre faccio riscaldamento, mentre fatico sotto questo sole.
Ma Chicago è lontana, anche se non troppo, e io ancora non ho prenotato né volo né alloggio, e quindi mentre sento il richiamo fastidioso delle mie gambe, pedalando in città, sotto sotto mi sento fiducioso, soddisfatto, ottimista. O forse lo dico per tenere il morale alto. Ma poi penso che sto lavorando bene e queste sensazioni non sono sintomi negativi, sono spinte, motivazioni.
E comunque va bene così, c’è tutta un’estate lodigiana per me, Tommi, Lello. Per viaggiare c’è ancora tempo!!!

m.

P.S.: In 10 giorni di allontanamento obbligato dall’iPad, ho letto 3 libri. 2 di questi, a tema sportivo, sono consigliatissimi:
Open di Andre Agassi, la sua vita forzatamente tennistica, le sue sfide con Sampras, con il padre, con se stesso, una lettura interessante, seppure con qualche parte stucchevole, soprattutto per ciò che riguarda le sue due storie d’amore più importanti.
Basket, uomini e altri pianeti di Ettore Messina, diario di una stagione da assistant coach per i Los Angeles Lakers del principale allenatore italiano di basket. Non solo il resoconto di una fantastica esperienza sportiva e umana, ma anche spunti filosofici sulla gestione di un gruppo, sulla leadership sportiva, sulle motivazioni.
E appena iniziato, nomino un terzo libro, La Cina in Vespa di Giorgio Bettinelli, l’ultimo suo viaggio, nei territori dell’Impero Celeste. Una lettura adatta ad un’estate totalmente casalinga.

Tre Campanili 2013

La montagna è come un amore: se sei respinto, è meglio tornare indietro e non insistere.
                                                                                                       Christian Kuntner

Iniziava con questa citazione, un anno fa, il mio racconto sulla tre campanili 2012. Era la mia seconda gara in montagna, affrontata senza essere pienamente a conoscenza di cosa trovarmi davanti, di come comportarmi dinnanzi a queste salite, a questi sentieri montani.

Io, Lello e Carlo

Io, Lello e Carlo

E qui con Brisk!

…e con Brisk!

Quest’anno però sono un podista differente, migliore, mentalmente prima che fisicamente e diverso è stato il mio approccio, differenti le mie sensazioni durante la tre campanili.Il risultato è migliore cronometricamente, ho abbassato di 7 minuti il tempo di percorrenza del 2012, chiudendo in 2h03’01” rispetto alle due ore e dieci minuti precedenti, ma sono state le sensazioni, è stato proprio il cammino ad essere più piacevole, anche durante tutta la fatica. Nel primo sentiero, dopo 6 km su strada asfaltata, non subisco come l’anno scorso, canto mentalmente Stairway to heaven, e procedo al mio ritmo accompagnato da una bottiglietta d’acqua. Memore dell’esperienza de 2012, dal primo ristoro fino al traguardo, avrò sempre da bere con me, anche quest’anno fa caldo, e qualche liquido un po’ fresco è un sollievo assoluto nei momenti più duri.

Il ritratto della salute

Il ritratto della salute

Affronto i km in saliti con la testa leggera, concentrata solo sul mio corpo, sulle sensazioni fisiche. Finchè il mio pensiero non si arresta su un’idea, sull’assenza di esso. Correre in montagna azzera i pensieri. Ma è un’assenza positiva, temporanea, sembra quasi una ricarica mentale. Mi fa sentire bene. Mi fa venire voglia di riprovarci, di pensare a nuove “imprese”, al Magraid, alla Marathon des sables, a sogni e progetti futuri.
E poi è tutta discesa, a rotta di collo, supero tutti quelli che vedo davanti a me, mi sembra di sentire Chris Cornell cantare Ty Cobb, e scendo in picchiata per 6 km abbondanti! Mi sento inarrestabile, flirto un po’ con la barriera delle 2 ore, ma è qualcosa che attualmente mi è irraggiungibile, va bene così, anche perchè ho dato veramente il massimo in salita, e meglio di così in discesa non si può fare!

L’arrivo è quasi un miraggio quando termina l’ultima discesa, ma c’è da tornare indietro per qualche centinaio di metri, prima di trovarsi di fronte il gonfiabile finale. Lì sento di non averne più molto, le gambe risentono della lunga picchiata e finisco non al mio massimo. E’ così che deve andare, e va benissimo!

Il ritratto della salute - bis

Il ritratto della salute – bis

Lunedì, primo Monday Night dell’anno per me, siamo in 8 a correre, mancano Lello e Tommi, ma vengono sostituiti più che degnamente da Daniele e Alan, quest’ultimo al suo primo Monday con gli spilli, e autore di una prestazione eroica, con un grosso impegno, molta fatica e poche parole!!!!
E Gigi e Bender che ci seguono in bici.

E per tutte queste cose correre mi fa stare bene!!!

m.

…e ora qualcosa di completamente diverso

Per una volta vado fuori tema, ma Wimbledon è Wimbledon, il tempio tennistico per antonomasia e io ho appena assistito ad un incontro memorabile, Lisicki Vs. Radwanska nella semifinale del torneo femminile.
Lisicki che aveva eliminato Serena, che ama Wimbledon alla follia nonostante la sua allergia per l’erba. Quest’anno per la quarta volta eliminava la campionessa del Roland Garros recente, e per la seconda volta arrivava fino alle semifinali. Non so perchè, ma da subito ho avuto una passione tennistica per lei, per il suo gioco e per il suo atteggiamento in campo, niente grida durante gli scambi, molti sorrisi, in controtendenza rispetto a quello che si vede solitamente.
Oggi è stata la sua partita, Radwanska sembrava lasciarsi trascinare dalla corrente, e nel primo set era in balia delle accelerazioni, dei servizi potenti, del diritto della tedesca. E Sabine non si fermava all’inizio del secondo set, subito un break, una palla per andare 2-0 e annichilire la sua rivale… e qui la psicologia, campo quasi sempre imperscrutabile soprattutto nel tennis femminile, inizia a giocare brutti scherzi. Lisicki disfa tutto quello di buono che aveva fatto, non mantiene più un servizio per tutto il secondo set, rende inutile il primo controbreak e perde 6-2 il set!
E il terzo non sembra differente, va sotto di un 3-0 leggero, continua a sbagliare, non mette una prima che sia una e vince solo il 36% dei punti giocati sul suo secondo servizio, sembra spacciata! E qui come novella Arianna, dopo aver disfato, rifa la sua tela, si porta sul 3-3, ritorna a comandare il gioco, mentre la Radwanska si limita ad aspettare, ad aspettare le giocate e gli errori della sua avversaria. Sarà forse una condizione non impeccabile, ma la polacca non sembra aggredire l’incontro, nonostante la sua classe, i suoi colpi particolari, le sue variazioni, e Lisicki macina colpi, errori, va avanti di un break sul 5-4 e si trova a servire per il set. Non riesce a chiudere, concede 3 palle break prima di perdere il servizio, e per due game insegue, si aggrappa all’incontro. Appena prima di breakkare nuovamente sul 7-7 e ritrovarsi a servire per chiudere 9-7.
Questa volta trova tutta la potenza e la precisione dei suoi colpi, come nel primo set, chiude al secondo match point, si sdraia sull’erba londinese e si guadagna meritatamente la finale contro la Bartoli!

Sabine FTW!

Sabine FTW!

E io sono contento, quasi un po’ disidratato, come se in campo ci fossi stato anche io, e mi servirà una bella corsa, un fartlek con Lello per smaltire tutta l’adrenalina!!!

Mi sono riproposto l’anno prossimo di andare a Londra durante Wimbledon, e fare di tutto per assistere a qualche incontro! Chi vuole accompagnarmi è ben accetto!!!

m.

P.S.: Come si fa a non amarla???