Il brutto della (Milano) Marathon

Disclaimer: Ho distinto il bello e il brutto della mia esperienza alla Milano City Marathon per quest’anno, non volevo sminuire il bel lavoro dei volontari delle Onlus, dei volontari (o almeno di quasi tutti) addetti al percorso della gara e accomunarlo alle brutture dell’organizzazione, di Milano nelle sue istituzioni e nei suoi cittadini (non tutti, non generalizziamo). Come due facce della stessa medaglia non si può non sottolineare entrambe.

Il brutto della Milano Marathon è l’assenza di una giornata ecologica.

Il brutto della Milano Marathon è correre ad un metro dalle macchine in coda.

Il brutto della Milano Marathon è sentire più clacson che incitamenti.

Il brutto della Milano Marathon è terminare le taglie delle magliette al primo giorno di apertura dell’Expo.

Il brutto della Milano Marathon è pensare che Milano non sia pronta ad accogliere eventi del genere.

Il brutto della Milano Marathon è far partire le staffette 40′ dopo la gara principale.

Il brutto della Milano Marathon è sentire un volontario che invece che incitare gli ultimi, scherzosamente(?) diceva di sbrigarsi perchè lui aveva fame.

Il brutto della Milano Marathon è l’assenza del biglietto della metropolitana in omaggio ai partecipanti.

Il brutto della Milano Marathon è la diplomazia dell’organizzazione che probabilmente quest’anno qualche pecca ce l’ha avuta.

Il brutto della Milano Marathon è sentire lo speaker all’arrivo dire che questa è una delle maratone più importanti del mondo (chi si loda s’imbroda).

 

Il bello della (Milano Relay) Marathon

Il bello della maratona, dopo il ritiro di Zaffani, è Lorenzo Verdelli.

Il bello della maratona è Zaffani che vede vacillare il suo record sui 42195 m.

Il bello della maratona ve lo racconterà una volta Lello, ne sono sicuro!

Io che invece ho corso solo la staffetta a Milano posso dirvi cosa è il bello di correre per le giuste cause.

Il bello della relay marathon è aspettare al 33° km Lello, non vederlo insieme ai pacer delle 3h e pian piano intuire che sta andando alla grande.

Il bello della relay marathon è correre per Avvocato di Strada, correre per qualsiasi organizzazione cerchi di aiutare chi ha bisogno.
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Il bello della relay marathon è arrivare in fondo e avere un ristoro con panini, torte salate, cibarie e bibite.

Il bello della relay marathon è vedere gente che si avvicina alla corsa.

Il bello della relay marathon è vedere gente che si gode una giornata all’aria aperta.

Il bello della relay marathon è dire che correre 10 km non è per niente ‘eroico’.

Il bello della relay marathon è vedere tanta gente che impegna il proprio tempo per gli altri.

Il bello della relay marathon è sperare di aver dato un piccolo contributo, solo correndo.

 

P.S.: Lello scusa se ho copiato la tua idea, ma era troppo bella!

 

Del saluto tra runner

Sabato pomeriggio, ho un’ora di tempo prima di prepararmi per un addio al celibato, il sole è un po’ intimorito, ma ogni tanto smette di nascondersi dietro qualche nuvola, e comunque si sta bene.
E’ una buonissima occasione per uscire finalmente in maglietta e pantaloncini, dopo le stagioni delle maglie termiche, dei leggins.
In un’ora posso dedicarmi ad una corsa rigenerante dopo le 10 ripetute sui 400 (inizialmente dovevano essere 12, ma la via d’uscita anticipata mi ha fatto troppa gola), e posso fare anche un po’ di potenziamento, non fa mai male e rompe la routine podistica.

E' primavera...

E’ primavera…

La ciclabile che porta a San Martino inizia a popolarsi in questo periodo, gente che cammina, ciclisti in allenamento, podisti che vanno avanti indietro, e mentre corro li saluto, contraccambiato.

Diciamo che la maggior parte delle volte li sento rispondere, ma non sempre.

In questo sabato pomeriggio mi sorge un pensiero, qualche domanda:
perchè la maggior parte delle volte (in realtà mi verrebbe da dire la totalità delle volte) le runner donne distolgono lo sguardo, quasi da non permettere il saluto?

Timidezza?
Vergogna?
Maleducazione?
Paura?

Ditemi voi!

Anche perchè queste cose mi sa che succedono solo nelle pubblicità!

m.

What do I want? – RomaOstia 2014

Mi sono chiesto nel corso delle passeggiate romane quale sia stato il motivo per cui non ho raggiunto il mio obiettivo, mi sto ancora chiedendo dove stia andando il mio impegno podistico.

La seconda domanda è venuta naturalmente dopo aver osservato il programma di allenamento che stanno seguendo Tommi e Lello. Io attualmente non ho nelle gambe i loro risultati, non li metto nemmeno nei miei obiettivi più a breve termine, e nemmeno penso di volermi allenare 6 volte a settimana, con uscite mai inferiori all’ora e 20′. Non è realmente quello che voglio ottenere dalla corsa.

Però l’idea di scendere sotto l’ora e 25′ nella mezza oramai è fissa in testa, sicuramente meno ossessivamente del muro delle 3h sulla maratona, e forse per questo il risultato non è stato raggiunto.
Mentre ero in corsa durante la Roma-Ostia, soprattutto dopo la salita spaccagambe di metà gara, il mantra che mi ripetevo sembrava una canzone di Christina Aguilera, ‘la mia testa non è pronta per quel risultato’.

Eppure un po’ ci ho creduto, all’inizio sicuramente, con i primi 5 km corsi sotto i 4’/km, e poi un po’ anche tra il 12esimo e il 17esimo quando la costante discesa mi faceva girare intorno ai 3’53”. Poi però le gambe hanno pagato il conto, ho raggiunto Gefter al 17esimo, ma non ho avuto la forza per stargli in scia e recuperare per lo sprint finale. Solo 3 km di discesa mi avrebbero permesso di abbassare il mio personale, e a nulla sono valse le mie preghiere per ottenere questo favore, mi sono dovuto accontentare di chiudere in 1h26’08” (anche se il mio orologio segnava 2 secondi in meno… Tommi, so che mi capirai).
Il vento freddo sul litorale di Ostia non mi permetteva di gustare il risultato, non ottimo, ma buono viste le premesse dell’ultima settimana. La mia voglia di mare non veniva soddisfatta viste le condizioni climatiche.

Perchè non ce l’ho fatta in fin dei conti? Sarà stata colpa di quella volta che ho interrotto il medio di 30′ prima dello scoccare dei 15 minuti? O colpa dell’ultima settimana da congestionato, con raffreddore, mal di gola, tosse e senza allenamenti? Oppure della salita tra il nono e l’undicesimo chilometro che non ho saputo affrontare se non affidandomi ad un ‘Angelo’ custode, corsa in 4’39/km , mazzata difficilmente recuperabile?
Direi che tutte e tre hanno contribuito, forse veramente è la testa non ancora pronta, che non mi spinge decisamente verso questo obiettivo.

Ma va bene così, forse è il momento di capire cosa realmente voglio adesso.

Spilli tricolori

Spilli tricolori

E poi  la corsa non era l’unico motivo del viaggio, girare per Roma è sempre affascinante, viaggiare per la prima volta da una vita con Robi e Gio, incontrare assidue lettrici del blog a cui finalmente dare un volto (tridimensionale), il suono delle loro voci, c’era molto di più di una gara. E tutto è stato spettacolare (a parte il tempo), grazie Roberto e Giorgio per la compagnia costante, non posso che dirvi ‘Hey!’ e che “nun sacce gnente”, grazie a Simona che ha sopportato 3 uomini, podisti per di più, per un weekend intero, grazie e complimenti a Francesca per il suo ottimo esordio e grazie Stefania per aver capito il mio “razzismo” di runner! E grazie anche a Mattia che con Giorgio si scambiavano il ruolo di pacer e di trainato, tra un po’ vi vedremo sotto i 90′ nella mezza, ne sono sicuro!
Parafrasando due note pensatrici italiche “oltre il risultato c’è di più!”

m.

'Cosa vuole questo qui?'

Simona says:’Cosa vuole questo qui?’

 

C’è di peggio…

Quello che non contempla il video sono le ripetute sui 3000m, o quantomeno l’idea di doverle fare.

Eppure sarà stato il cielo ancora chiaro alle 18 quando mi apprestavo ad iniziare il riscaldamento, sarà stato il pensiero del weekend romano con l’obiettivo sulla mezza o ancora l’arrivo in posta dell’opuscolo con i risultati ufficiali della Chicago Marathon 2013, le gambe andavano durante le ripetute e la fatica si sentiva, ma non era così opprimente.
Anzi, avevano il tempo di sciogliersi lungo la durata di ogni singola ripetuta,  passando dai lievi fastidi iniziali a una buona scioltezza. Stavo bene e mi sono divertito, non solo alla fine dell’allenamento, ma anche un po’ durante.
Dopo questo allenamento le sensazioni per la Roma-Ostia sono positive!

Mi sono sempre chiesto, e propongo a voi la domanda, se sia mentalmente meno duro fare ripetute più lunghe, ma in numero minore, oppure tante ripetute più brevi, semplificando: affrontate meglio un allenamento con 3x3000m o 7/8x1000m?
Io la mia idea me la sono definitivamente fatta!

m.

P.S.: Bellissimo il video di Buzzfeed, e un grazie a RunLovers per avermelo fatto conoscere!

Ragazzi come si sta bene tra noi…

Come si può raccontare il piacere di una mezza maratona che ha visto tre spilli conseguire il loro personal sulla distanza, il bello di una gita in pullman da adulti che non hanno del tutto abbandonato la vita da ragazzini in età scolare, il cazzeggio post-gara tutto al maschile nella romantica città di Giulietta e Romeo?
Probabilmente non si può far rivivere le stesse emozioni su questa pagina, ma vale la pena prendere in prestito uno dei momenti migliori di un grande film italiano e paragonare la sua goliardia alla nostra domenica veronese…

Non ci sono stati schiaffi alla stazione, ma tempi millantati, medaglie rubate per far capire il loro vero valore, infarti sfiorati, delusioni, brevi incazzature, vesciche messe a dura prova, paparazzi giapponesi appostati in pullman accostati. E poi esagerati (amabili) resti, obiettivi futuri… chi c’era si è divertito…
anche questo è il bello della mezza-maratona!

m.

Da sinistra il Mascetti, il Perozzi, il Sassaroli, il Melandri e il Necchi

Da sinistra il Mascetti, il Perozzi, il Sassaroli, il Melandri e il Necchi

P.S.: Mi ero riproposto di chiudere in 1h26′, sono soddisfatto, 1h25’41”, un buon viatico per la RomaOstia del 2 Marzo, a caccia del PB!

 

Vigilia veronese

Ceno con del sushi da asporto, Tommi ha reso questo un rituale sin dalle sue prime maratone, e sinceramente visto il mio risultato alla Chicago Marathon anche solo scaramanticamente quasi quasi gli do ragione e continuo con il giapponese prima delle gare.
Non che domani alla Giulietta e Romeo half marathon io chieda chissà che, anzi. Lo ritengo solo un passo di avvicinamento a qualcos’altro che in realtà non ho ancora definito.

Ho esplicitato la mia tattica di gara, conto di correre la maratona tenendo un passo di 4’05” al km, intorno all’ora e 26′ quindi. Quantomeno l’idea è di rimanere con questo pasto costante nella prima parte di gara e poi mantenerlo anche nel finale, a meno che le gambe non vadano da sole.
Gli allenamenti non sono stati male questa settimana, ma mi manca l’ultimo cambio di passo; domenica scorsa il progressivo è terminato con gli ultimi 15′ a 4’04” e tanta fatica, non ne avevo per chiudere gli ultimi 5′ sotto i 4’/km. Arrivavo da un medio abortito a metà strada il venerdì, mentre le 5 ripetute sui 1000 non si sono discostate da quelle corse qualche settimana prima. Galleggio, senza grossi miglioramenti, senza tantissima voglia di faticare per adesso.
L’anno scorso a Verona avevo un rivale auto-impostomi, avevo un mantra, quest’anno c’è l’attesa per la RomaOstia del 2 Marzo.

E poi un po’ mi spiace non fare la notte in camper come l’anno scorso, la pizzata insieme al papà di Pelissier e l’esultanza fuori dal Bentegodi al gol di Thereau contro il Palermo. Quest’anno partenza in pullman con i podisti di San Bernardo che ci danno ospitalità, Zaffo e GioS. sostituiti quest’anno da Tommi e GioB… sembrerà tipo una gita scolastica!

E poi è l’occasione per sfoggiare una nuova divisa spilli, meglio gialla o bianca?

m.
Yellow or white?

Yellow or white?

Il mio augurio per il 2014

Ieri alla mezza sul Brembo eravamo solo in 2. A dire il vero qualcuno ha corso il rischio di non correrla nemmeno questa prima mezza del 2014, non sono bastate quattro sveglie distribuite lungo l’arco di 30 minuti a partire dalle 6.20 per farmi arrivare puntuale alle 7.15 sotto casa di Lello. Anzi, la prima immagine della mattinata a presentarsi ai miei occhi vede il vecchio GPS Nike segnalare le 7.52.
Rimarrà sempre nella mia mente il tarlo della motivazione per cui Lello si sia limitato a scrivermi degli iMessage invece di telefonarmi per sentire che fine avevo fatto, fatto sta che la mezza a Dalmine partiva alle 10, e io, quasi comodamente, sono riuscito ad essere puntuale sulla linea di partenza per quella che da 3 anni a questa parte è un appuntamento fisso per cominciare l’anno podistico.
Eravamo in 2 (e sono rimasta sola direbbe Pierpaolo Capovilla) quest’anno, la gara non è stata particolarmente entusiasmante, entrambi un po’ appesantiti, Lello con un fastidio al polpaccio, io ancora in fase recupero post-Chicago e con un quadricipite che non voleva saperne di sciogliersi, chiudiamo assieme, rallentando negli ultimi 3 km, una gara condivisa separata solamente da un secondo.

Mi viene da pensare che l’anno scorso al Brembo eravamo in 5(+1), avevamo forse tutti più voglia, di sicuro qualcuno aveva meno infortuni, meno malanni di stagioni, personali o famigliari. E sicuramente eravamo tutti un po’ più uniti, ci si vedeva più spesso, cosa che non è più successa nella seconda metà dell’anno. E mi spiace parecchio che sia così!
Abbiamo rimediato ieri sera con i primi festeggiamenti dell’anno, c’era Riccardo come ospite d’onore, e sono stato contento che finalmente si ritornasse assieme a parlare di corsa, a prenderci in giro per i risultati ottenuti o persi per strada, a parlare dei progetti futuri. Vorrei che queste occasioni capitassero più spesso!

Nel 2013 qualcuno c'era ma non aveva il pettorale, nel 2014 ci siamo evoluti, c'era il pettorale ma mancava il corridore.

Nel 2013 qualcuno c’era ma non aveva il pettorale, nel 2014 ci siamo evoluti, c’era il pettorale ma mancava il corridore.

Qualcuno mi ha chiesto quando scriverò il pagellone per il 2013, e probabilmente quel qualcuno è interessato perchè è stato lo spillo più veloce sui 42km (bravo Tommi, è stato un gran risultato!), ma ho deciso che quest’anno anzichè dare i voti agli spilli, dedicherò loro un augurio personalizzato per il 2014 podistico… forse perchè senza falsa modestia mi sarei dato un 9 per questo 2013…

Ecco per tutti voi spilli i miei auguri per questo nuovo anno:

A Lello auguro di correre con Riccardo il Lavaredo Ultratrail, di battere Paolino in ogni sfida che gli proporrà, di fare il suo personale sulla maratona nei pressi della porta di Brandeburgo.

Al Bako prima di tutto auguro di trovare un farmaco che eradichi la febbre da casa sua, poi di lasciar perdere la maratona anche per il 2014, ma togliersi tutte le soddisfazioni sulle mezze, sui 10k, sui triathlon sprint e olimpici, in attesa di diventare un ‘uomo di ferro’.

Allo Zaffo auguro di trovare qualcuno che vada veloce come lui, che faccia i suoi stessi orari lavorativi, che non si faccia problemi ad andare a fare le ripetute alle dieci di sera col gelo e col buio e che non guidi mandando sms al cellulare, ma che ogni tanto si ricordi di mandargli un sms giusto per fargli sapere che è ancora vivo e vegeto.

A Tommi auguro di battere il record dello Zaffo sulla maratona, di non avere problemi con le gomme della bici nel caso dovesse nuovamente cimentarsi col triathlon e continuare ad avere qualche benefattore per quanto riguarda le iscrizioni alle gare.

A Gio Spinelli auguro di continuare con la voglia della seconda metà dell’anno, dimenticandosi di aver corso una maratona senza averne realmente capito il valore.

Ad AleChiaz auguro di ricevere una sveglia natalizia (so che dovrei essere l’ultimo a parlare), di comperarsi un paio di pantaloncini da running neri e di ritornare a calcare le strade della lombardia con un pettorale addosso, senza che i gonfiabili si sgonfino alla sua sola vista.

Al Biscio auguro di continuare come ha finito il 2013, di essere drogato di corsa come alcuni di noi, ma non troppo, che poi sembra non conti null’altro.

A Elena auguro che sia primavera 12 mesi l’anno.

A Bender auguro di partecipare all’europeo 2014 di Icosathlon.

A me stesso auguro di scendere l’ora e venticinque nella mezza e di correre il Magraid, ma se non sarà quest’anno vorrà dire che pazienterò ancora un po’.

m.

Christmas with the spillis

Siamo ormai a fine anno, in attesa del pagellone 2013 ad personam (qui potete leggere quello 2012 ed eventualmente fare un confronto tra le due annate) vediamo di pubblicizzare un paio di eventi per chiudere questo Dicembre in maniera divertente.

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Lunedì 23 alla pista d’atletica della Faustina a Lodi è in programma la prima edizione del Beer Mile lodigiano. Importato dagli Stati Uniti, fortemente voluto da Riccardo Tortini, si tratta di una competizione su due fronti, quello podistico e quello alcoolico. Un mix di cui il miglior esponente lodigiano (e non solo, forse) è Mattia Guzzi, naturale favorito per quanto riguarda questa gara.

Qui potete trovare il regolamento ufficiale della manifestazione:

http://www.beermile.com/faq.beer#rules

Aspettiamoci una gara ad eliminazione, fisica!

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Per Natale invece gli spilli propongono una stimolante corsa pre-prandiale, vestiti da Babbo Natale, con copricapo e giubba rossa, invitiamo chiunque voglia passeggiare correndo, seguirci in bicicletta, in monopattino, in slitta nel caso nevichi per le vie del centro di Lodi.

30 minuti o anche meno giusto per colorare di rosso la mattina natalizia, per farci gli auguri, per mostrare che alla fine ci si può anche divertire correndo, che non serve per forza pensare alle ripetute, al fartlek o al progressivo.

E dopo la Christmas run ci sarà un piccolo ristoro, per scaldarci tutti assieme in questa gioiosa occasione.

Infine il 31 Dicembre prosegue il gemellaggio con gli atleti cremaschi, saluteremo correndo il 2013, a Gattolino nel primo pomeriggio!

Un ristoro da top runner!

Un ristoro da top runner!

Personalmente l’anno podistico è stato pieno di soddisfazione, mi piacerebbe chiuderlo con queste tre corse, perchè condividere le cose belle le rende davvero indimenticabili!

m.

“Peace between Zaffo and Verdelli”

Lo smalto dei giorni migliori

Il bello della mezza maratona è, tutt’ora, Marco Zaffani. (citando Lello)

E forse è anche il fatto che rispetto alla maratona, la mezza maratona dura poco.

A Crema di obiettivi particolari non ne avevo, era solo l’occasione per far esordire il Biscio sui 21km. E lui è andato oltre le mie migliori aspettative, bravo Giò, hai spaccato!

Il Bako ed io invece cercavamo solo di recuperare lo smalto dei tempi migliori… che dite, ci siamo riusciti?

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L’organizzazione ha inserito nel pacco gara per uomini un bellissimo smalto per unghie rosso fuoco, cos’avrà voluto dire?

m.