Oggi a distanza di un anno ne abbiamo fatta di strada e non solo in senso letterale; a suon di rimbrotti e battute la famiglia si è allargata ed ormai voglio considerarci un’epidemia dilagante con tanta presunzione ed un sorriso rivolto ai seguaci curiosi.
Do It Again (@ Lodi Relay Marathon)
Domenica, ore 6:39: fuori piove e sono ancora tra le braccia di Morfeo.
Ore 6:40, parte la sveglia -“Do It Again” dei QOTSA- e Dave Grohl non fa in tempo a scandire i quarti iniziali con la grancassa, che io sto già imprecando contro l’imprecabile.
In quel momento, solo due cose potevano rinfrancarmi: essere strangolato dall’uomo nero, oppure sperare che qualcuno avesse la mia stessa voglia di alzarsi e andare a correre. Fortunatamente si verificò la seconda ipotesi.

Boogieman Gervinho, qui ritratto in abiti borghesi, quando non è intento a spaventare Spilli e bambini nel sonno.
Per l’appunto, sul gruppo di WhatsApp, compare un “Chi vota per un ‘Ce la corriamo da casa la Relay‘?” firmato Magic Zaffo.
Sì respirava un po’ di tensione nell’aria: chi si preoccupava di nascondere il cellulare nuovo dalle grinfie di qualche malintenzionato, chi si preoccupava di andare al lavoro e chi, come me, si preoccupava di arrivare sano al traguardo…
Mi vesto e mangio solo due biscotti e mezzo. Le sfogliatine, l’altra volta, non avevano portato bene. E, dopo una cena giapponese, meglio stare attenti. Il “katsu-dom” (una pronuncia, un programma) della sera prima non era proprio il massimo della leggerezza.
Munito di borsone, 4 sacche e di ombrello, a piedi, tento di presentarmi per le 7:30 al BPL Center, dove gli altri Spilli (Bako, Tommi, Lello, Miki, Zaffo + il nuovo acquisto Marco) si stavano preparando e dove dovevo aspettare i miei compagni di gara: Ilaria, Massimo e Giorgio.
I primi due, avevano già corso in aprile la maratona di Roma. Giorgio, se trova continuità e non prende dal sottoscritto, potrebbe farcela anche lui a disputarla.
Io mi devo preoccupare di terminare distanze più brevi…
Si ride e si scherza dentro l’auditorium e, puntualmente, vengo punzecchiato dagli altri Spilli per non aver ancora comprato lo SportWatch e per aver fatto delle stime un po’ troppo approssimative sui miei tempi attuali. Basarsi con la durata di un disco come “Repeater+3 Songs” (42 min) su una distanza di 8? 9? 10? km, effettivamente, non è molto professionale. Il contapassi, poi, mi aveva abbandonato…
Le 7:50 della partenza arrivano in fretta. Tra riscaldamento e vestiario (maglia termica, maglia running, felpa da running e k-way) niente poteva fermarmi. Dite che ho esagerato?
Si parte!
Per i primi 500 metri riesco a vedere Tommi e Zaffo condurre il gruppo, poi li perdo. Stavano andando sotto i 4 minuti al km e, per il momento, non è un passo che posso sostenere a lungo.
Tommi, in seguito, dichiarerà di aver visto Zaffo correre sulle acque.
Tornando alla corsa, il percorso è abbastanza vario: si passa dal cemento allo sterrato, dal centro di Lodi ai campi della Barbina.
I 15 strati di vestiti che avevo addosso, inoltre, mi hanno salvato da un fastidioso vento umido nel tratto del cavalcavia (Aaaah, la provvidenza!).
Fango e pozzanghere -puntualmente centrate- erano l’altro nemico da battere.
Il tragitto passa dalla zona dell’ospedale. Da lì, si taglia per la micidiale scalinata di via Secondo Cremonesi. Quella salita ha sicuramente rovinato i progetti di personal best per molti…
Si passa anche dalle scivolose vie del centro per poi tornare su via San Bassiano e raggiungere al traguardo i propri compagni di squadra.
Un po’ stanco, lascio il testimone a Ila. Sapevo di averlo messo in buone mani. Infatti, con vento e pioggia battente, riesce a percorrere i 10,5 km in 55 minuti (circa. Mi ricordo solo il tempo di Giorgio…). Dopo è il turno di Massi (con Federico, il fratello di Ilaria, in qualità di intruso) e, più tardi, di Giorgio, che dopo una corsa disperata da Sant’Angelo a Lodi (in auto), piazza un ottimo 46′.
Terminata la gara, c’è tempo per scambiare quattro parole tra Spilli ed aspettare Bako, Miki e Tommi, che dovevano terminare il loro piano di allenamento.
Unica nota storta della giornata è la mancata foto con la canotta ufficiale degli Spilli, ma non si può pretendere tutto. E poi c’è sempre tempo per auto-invitarsi a casa di Tommi per scattare la foto…
It’s only tapasciata but I like it!
Senti la sveglia principalmente perchè sei già sveglio quando suona alle 6:30. Le poche ore di sonno prima di una gara sono un’abitudine, hai sempre fatto più fatica ad addormentarti presto piuttosto che a svegliarti quando hai preso le misure del letto, però questa volta non puoi usare nessuna scusa per non presentarti, è una gara, seppure non competitiva, e in più hai l’onere di dover portare i pettorali a tutti i tuoi compagni di staffetta. Hai già esaurito le giustificazioni per non presentarti al via la mattina presto, non sarà la pioggia a fermarti e mentre fai una rapida colazione, l’abbigliamento è a prendere caldo sul calorifero. Inforchi la bici e vai verso BPL City, avevi detto che saresti arrivato alle 7:27, e a quell’ora esatta sei vicino all’auditorium dove ti aspettano Lello e Zaffo, non capita spesso che riesca ad essere puntuale, oggi ci sarebbe da festeggiare solo per questo.
Ma intanto è il primo anniversario degli spilli, siamo pronti a correre, dobbiamo sfidare la famiglia Bricca, con il dissidente TMJB a guidare le danze. E c’è da incontrare un nuovo spillo, Marco, oltre alla foto che dovrebbe sostituire l’attuale sul banner.
La Lodi Relay Marathon organizzata da MLFM è l’ultimo appuntamento di un certo calibro, prima di Firenze, nelle due settimane che ora precedono il 25 devi solo mantenere un livello di forma accettabile, quello che hai raggiunto con un buon rush finale, con un impegno finalmente costante in allenamento. Sei il terzo frazionista stamattina, e non parti prima delle 9:25, meglio così, ti sei accorto che hai bisogno di più o meno 3 ore dopo la sveglia per poter essere pronto a gareggiare ad un certo livello, sta qui la differenza tra i 33 km corsi ad Arona e i 35 casalinghi di settimana scorsa, se non hai il tempo di svegliare totalmente il corpo è dura farlo durante la corsa. Le 2 ore di attesa non pesano, c’è tanta gente che conosci che corre, a domanda sulla previsione del risultato ti sbilanci che vorresti correre i 10.5km sui 4’15”, non andrà così alla fine, ma era giusto puntare a qualcosa di difficile, non essere conservativo nel pronostico per una volta.
Ti piace l’atmosfera della gara, questa è poco più che una tapasciata, c’è pure uno starter, ma non sa nemmeno lui come fare e la partenza del primo gruppo è praticamente autogestita. Scherzi mentre ti cambi, prendi in giro il solito Ale, bersaglio facile per noi spilli, continui vis-a-vis a fare le battute che riempiono whatsapp, è una bella sensazione, ti sei dimenticato della sveglia, del non sonno, della pioggia (è ovvio, sei al caldo nell’auditorium, non stai ancora correndo). E poi c’è la canotta degli spilli, usata per la seconda volta, fa la sua figura addosso, abbiamo aspettato tanto per averla, e ora ce la godiamo in corsa!!!
Il percorso è difficile, c’è la pioggia, c’è dello sterrato, c’è qualche punto non proprio segnalato correttamente, e ti perdi pure durante la corsa. E poi c’è la scalinata in via Secondo Cremonesi, intorno al nono chilometro. Passi da una media di 4’19″/km a 4’23” in un attimo, e non riprendi più il passo, l’ultimo km e mezzo è lento, non vedi l’ora che finisca e arrivi sotto il gonfiabile che non ce la fai più e anche un po’ polemico sotto sotto. Speravi meglio, alla fine hai corso 10.2 km in 44’49”, contando le difficoltà del percorso però puoi essere comunque soddisfatto, è solo una tappa, l’ultima, in vista di Firenze! Aggiungi 7 km in 33’46” per completare il piano di allenamento giornaliero e poi ti godi il ristoro e un’ottima crostata al traguardo.
Gli spilli chiudono al secondo posto, come l’anno scorso, TMJB è battuto, Ale e i suoi amici anche, scambi quattro parole con il nuovo spillo Marco, che settimana prossima correrà la sua decima maratona, a Torino. Non c’è modo di fare la foto, sarà dura riuscire a trovare un giorno in cui tutti gli spilli si riuniranno in verde davanti ad un obiettivo, poi oggi Elena e Flavia, le due sedicenti spille hanno detto di aver corso così tanto da non riuscire ad essere nemmeno viste. Per ora il banner non verrà modificato, TMJB continuerà a vegliare su noi spilli da lassù!
M.
P.S.: Visto che non si vive di sola corsa, qualcuno di noi spilli arrotonda in vari modi, guardare la foto seguente per credere! Magic Zaffo, stripper professionista, interpreta Naughty Runner, disponibile per addii al celibato, feste di compleanno, di laurea, cresime, divorzi…
Biro is back
I racconti eroici degli Spilli mi hanno sempre entusiasmato e mi rendono fiero di far parte del gruppo..ma ad essere sincero mi sembrano ancora troppo lontani dalla mia realtà. Sistemate si spera le questioni lavorative, mi sono posto un obiettivo serio..correre una mezza maratona. La sfida si fa dura anche perché gli impegni dei vari membri sono differenti e quindi sarò costretto a prepararmi da solo. Il primo passo comunque l’ho mosso ieri pomeriggio, finito il lavoro ho infilato le mie scarpette e sono andato..era un bel po’ che non trovavo il tempo e gli stimoli per farlo..
Nonostante il piano di allenamento non sia dei più efficaci e sofisticati la voglia di portare a termine un traguardo ufficiale di sicuro farà il resto..
Questo è solo l’inizio e mi rendo conto che a 34 anni il fisico è quello che è e non sarà facile uscirne indenne, ma spirito di sacrificio e grinta non mi sono mai mancate..
P.s x gli spilli; prima o poi arriverò al vostro livello (più o meno senza esagerare)..nel frattempo continuo a seguire le vostre avventure con grande ammirazione..
Primo compleanno
Non faccio in tempo a scrivere della Maratona di New York e della nascente voglia di correrla, che l’edizione del 2012 viene annullata in conseguenza dei danni causati dall’uragano Sandy.
In questo articolo pubblicato su indiscreto si dice quello che un po’ tutti hanno pensato e scritto, si è presa una giusta decisione nel modo e nel tempo più sbagliato possibile. E la malafede non può non saltare all’occhio, pensar male è d’obbligo, quando si poteva annullare subito la manifestazione, evitando che podisti, tifosi, accompagnatori partissero in vista di New York. E sottolineo la chiosa del paragrafo riferito all’annullamento: “Un effetto positivo però ce l’avrà, secondo molti amatori: quello di ridimensionare il mito di New York, intesa come maratona, ormai costosisssima festa dello ‘io c’ero’.” Vorrà dire che anch’io tornerò a fare il bastian contrario, New York può attendere!
Intanto domenica c’è stato l’ultimo lungo in preparazione di Firenze, 35 km, da Lodi a Paullo e ritorno, costantemente sotto l’acqua, tenendo un passo di poco superiore ai 5’/km. Sono arrivato con le gambe veramente distrutte, un fastidio al quadricipite che durante la corsa ogni tanto si spostava verso il ginocchio, polpacci che si induriscono intorno al 32esimo km, ma nonostante questo, con l’aiuto dei compagni di fatica, Bako e Lello ho finito con gli ultimi due km sotto i 5’10″/km. Sarà durissima Firenze, la voglia di tentare di battere il mio PB di 3h26’17” c’è, ma ho paura di non avere gambe a sufficienza per farcela, vedrò un po’ le mie sensazioni man mano che ci avviciniamo al 25!
Questa domenica invece è tempo di Lodi Relay Marathon, la seconda edizione organizzata da MLFM, tanti spilli impegnati nella manifestazione, la squadra storica composta da Bako, Lello, Zaffo e me, che l’anno scorso è arrivata seconda. TMJB impegnato in famiglia, Ale con i suo amici, e pure qualche spillo/spilla ancora sconosciuto/sconosciuta. Sarà l’occasione per conoscersi, gareggiare, festeggiare all’arrivo, e per sfoggiare ancora la canottiera degli spilli. E’ l’anniversario degli Spilli nel ginocchio, non mancate!!!
M.
“Corri la maratona di New York?”
Da quando il mio impegno podistico si è fatto più concreto, e dalle brevi distanze di 5 o 10 km si è iniziato a pensare in grande, o per meglio dire in lungo, passando alla mezza maratona, con obiettivo una maratona intera, la domanda che più spesso mi sono sentito fare è stata “corri la maratona di New York?”. Perchè nel pensiero globale, nell’immaginario collettivo, questa sembra essere la maratona più importante, o forse l’unica. E a nulla serve dire che rispetto a NY ci siano maratone più antiche, più veloci, più frequentate, senza dimenticare il percorso da cui tutto è scaturito, ai tempi della battaglia di Maratona.
Ogni volta che mi trovavo a rispondere a questa domanda, dicevo che, nel mio inesistente programma podistico vitalizio, la maratona di New York sarebbe stata l’ultima maratona che avrei deciso di correre, per fare il bastian contrario rispetto a questo conformismo, che ad esempio porta noi italiani ad essere uno dei contingenti più numerosi al nastro di partenza. Gente che probabilmente lo fa solo per farsi bella, e il riferimento ad esempio ad alcuni nostri parlamentari (penso non ci sia una categoria attualmente peggio vista in Italia) che sono tra gli iscritti non è affatto casuale, e non per una passione, per una sfida, o per qualsiasi motivo oltre al protagonismo, o peggio ancora allo sfruttare una posizione di potere! Ma questo excursus politico e polemico qua deve avere vita breve, l’unica cosa che può accomunarmi a Renzi è che dopo il 25 Novembre entrambi avremo corso una maratona a Firenze.
Tornando alla domanda in questione, il caso ha voluto che ultimamente non mi sia più stata chiesta, perchè adesso a New York ci sono finalmente stato, in vacanza quest’estate, e il fascino che questa città porta con sè mi ha totalmente fatto cadere. E non ho potuto vedere che una piccola parte di questo mondo intero, in 5 giorni, ma sogno, letteralmente, di tornarci, a breve, più volte! E quale miglior motivo se non quello di andarci a correre? Alla fine sono stato conquistato anch’io dal piacere di dire I ♥ NY, e il pensiero di fare la maratona nel 2014 è lontano, ma in queste serate casalinghe molto presente.
Quest’anno Sandy ha deciso di rendere l’evento più complesso, più sommesso, ma forse un po’ più importante nel suo significato e con un motivo in più di aiuto. La gara si corre, sarà una race to recover, servirà anche ad aiutare chi ha subito l’impatto di Sandy, e magari non sarà solo un modo per farsi belli per i partecipanti (o quantomeno si faranno belli aiutando).
In due anni succedono tante cose, ma adesso so dove mi piacerebbe essere quel giorno!
M.
P.S.: E’ stata una settimana difficile per l’allenamento, domenica 25 km conclusi con un fastidio al quadricipite, due giorni di riposo, poi Mercoledì 6 km sotto la pioggia, un mal di gola (il mio tallone d’Achille) e tosse, e oggi 10 km corsi con un po’ di fastidi muscolari da stato influenzale, non proprio il miglior modo per continuare il mio allenamento… e Domenica 35 km sotto la pioggia…!
P.P.S.: Mentre scrivevo queste righe veniva presa la decisione di annullare la maratona per le polemiche che stavano scaturendo in questo momento delicato. Scelta giusta probabilmente, tempismo assolutamente sbagliato.
Zaffo, il buon samaritano
Sarà anche uno dei 3strz (e magari su questo il Bako ci ritornerà), però quando c’è bisogno di un po’ di incoraggiamento, lui non manca mai!
Leggere qui per credere!!!
M.
A ognuno il suo!
Correre è bello, è bello perché è faticoso, perché spesso ti porta al limite e perché più cori più stai bene. Mi piace anche perché correndo tutti facciamo la stessa cosa, gli stessi movimenti, ma per ognuno è un “gioco” diverso…
Nel micromondo degli spilli questa varietà è rappresentata appieno. Il bello (ma ogni tanto anche il brutto) del nostro gruppo è che ognuno ha le proprie caratteristiche, come è normale che sia.
Zaffani sembra nato per correre i 10000, ci stupirà ancora una volta anche sulla distanza regina, ma ci deve lavorare ancora un po’, Bako secondo me è un maratoneta fatto e finito, ma “sta un po’ litigato” con la questione del correre per più di 3 ore di fila, Michi dai 10 ai 42 km può fare tutto bene (è pur sempre colu che mi ha messo 37 punti in faccia in una delle mie migliori partite difensive in “carriera”), pecca solo di costanza, Ale se risolve i suoi problemi con le iscrizioni e i pit stop farà molto più che bene sulla mezza, di Lello che dire? Anche lui deve ancora capire qual è la distanza a lui più congeniale figuratevi se posso capirlo io (è per questo che finirà a fare i 100 km in giro per il mondo). Poi abbiamo altri elementi di spicco come Biscio e Dani, che prima o poi troveranno il loro ritmo, fenomeni come DadoLupoStanghellini e uomini ombra (Merlo) ormai sopraffatto dalla sua stessa barba.
E poi ci sono io (finalmente si parla anche di me), a me piace correre la maratona, non so se fisicamente sia perfetta per me, ma mi sembra di arrivare spesso al mio limite e poi ogni tanto di andare oltre (vomito e pianti post gara lo dimostrano). I 10 e i 21 km mi divertono, ma i 42.195m mi esaltano.
Il dovermi allenare per 5/6 mesi in vista di un solo giorno di gara mi mette la giusta tensione, tutto deve essere perfetto, svegliarmi alle 6 di mattina per correre come un criceto il più forte possibile su un anello di 400 m è dura, ma mi piace un sacco.
E cosi dopo un’estate passata ai piedi del podio, ad essere il primo dei non premiati, sono tornato finalmente a correre le distanze che più mi piaccono.
Domenica ascoltando il richiamo del cuore, non ho mancato l’appuntamento con la seconda edizione della Lago Maggiore Marathon, per me solo 33km, era solo un’ allenamento del resto, ma mi sono divertito come non mi succedeva da tempo.
Prima che a qualcuno venga qualche dubbio, no non sono stato premiato, non era competitiva ma non lo sarei stato comunque (quinto il mio posizionamento finale).
Quello che mi premeva più di tutto domenica era vedere come avrei gestito e reagito a queste distanze, dopo che per tutta estate ho fatto lavori su ritmi e velocità… e devo dire di essere molto contento, a parte il tempo finale mi è piaciuto come sono andato con la testa, ho pensato e corso quasi come se fossi in una maratona vera. I primi 21 km sono volati, servivano solo ad arrivare agli altri 21, dai 20 ai 30 cerchi di non esagerare, al 30° rapida verifica di come stanno le gambe e l’energia, e poi si aspetta solo il km 35, dove inizia la maratona vera e dove si può fare la differenza!
Be tutto questo per dire che domenica mi sono divertito, e non vedo l’ora che sia il 25 novembre, di rincontrare il “muro” che a Parigi mi ha picchiato forte e vedere come va a finire, intanto ci sono altre 5 settimane di allenamenti più o meno intensi da fare.
A rendere le cose ancora più perfette, domenica c’è stato l’esordio delle canotte, sembrano fatte apposta per mandare in corto circuito un daltonico, ma sono bellissime e ci hanno fatto correre velocissimi.
Qualche polemicuccia non è mancata (anche poche visto gli element che girano), ma meno male se no sai che noia. Intanto diciamo un “bella zio” a zaffo che si è fatto uno sbattimento non da poco, e attendiamo il primo di noi che porterà i nostri colori su un podio!!!
T.
PS: Ecco il vero podio!!!
21,097k with laps!
Ore 9.28. Dopo aver ritirato il pettorale, fatto un breve riscaldamento ed essermi inserito nella griglia di partenza, sono pronto per linkarmi e partire. Sono ready, aspetto solo lo sparo. Che arriva puntuale alle 9.30. Qualche secondo e passo sotto il gonfiabile. Ed ecco che, improvvisamente, mi viene in mette ciò che ieri sera, prima di addormentarmi, non ho fatto; togliere i giri dal gps, che avevo usato venerdì.
Ecco, questo è forse l’unica pecca della giornata. Ma in realtà, neanche questo contrattempo mi ha troppo infastidito.
Veniamo alla gara. 3100 partecipanti, si vede che è una mezza sentita, importante. C’è veramente tanta gente, la piazza si popola mano a mano che il tempo passa e ci si avvicina l’orario della partenza.
Subito, appena arrivato, devo fare i conti con la popolarità che a noi Spilli sta cascando addosso. Parcheggio, scendo dall’auto e subito una simpatica coppia mi riconosce, apostrofandomi come uno Spillo-scrittore. Va bè, oramai bisogna abituarsi ad essere riconosciuti…
Ritiro il pettorale e incontro mi cugino e alcuni suoi compagni. Mi chiedono che tempo ho in mente di fare, esagero un pò lanciandomi con un 1h25′, che per loro è un pò come passeggiare. Faccio un ultimo giro e ritorno alla macchina per iniziare a cambiarmi.
La canotta nuova è notevole, abbondante come piace a me, mi trovo bene. Vedo i booster in fondo alla borse, insieme ai manicotti; penso che per oggi ne farò a meno, il tempo è bello, quasi 15°. Non c’è bisogno di coprirsi troppo, metto solo un copricollo leggero, per coprire la gola.
Iniziano e fasi del riscaldamento, cerco di portarmi sulla linea di partenza, che ancora qualcuno mi riconosce. Stavolta non per via del gruppo, ma perchè “…ti ho visto alla Decathlon”. E’ dura la vita, altroché!
Conoscete già le fasi appena prima della partenza. Dopo lo sparo, i primi 2 km volano, forse la partenza è un pò forte (3’54”-3’44”), ma penso di poter tenere per ora questo ritmo.
Le gambe si iniziano a fare sentire dopo l’8°k, ma stavolta di stomaco sto bene, è solo un pò di fatica, niente di preoccupante, per ora! Trovo tanti treni a cui aggrapparmi, il ritmo è sempre buono (costantemente sotto i 4′ al km) e un mantra mi gira per la testa: “Oggi, non hai nessun motivo per mollare!”. non guardo quasi mai il cronometro, un pò per scaramanzia, un pò perchè i laps sono sempre li a darmi un pò di fastidio.
Arrivo al 17° km e la stanchezza inizia a farsi sentire. Qua commetto una piccola zaffanata; non mi accorgo che il percorso curva a destra e tiro dritto; per fortuna, sono richiamato subito all’ordine e perdo pochi secondi, ma il ritmo, quello si. Inizio ad accusare, gli ultimi 3 km sono molto difficili, rallento fino a 4’08/4’10”. Ma oramai il traguardo è li.
Ultimi 200 metri, salita ( e che salita!) e arrivo. Cerco di scrutare il cronometro e con mia enorme sorpresa leggo 1 ora, 24 minuti e 11 secondi, che in real time sono 1h24’04”! Sapevo di essere andato bene, ma non pensavo così bene. Trovo mio papà, e con le poche forze che mi sono rimaste gli sorrido, estremamente contento del risultato ottenuto.
Rubo qualche banana, briosche e integratori. Mi cambio e ritorno a casa. Tempo di mangiare qualcosa e via al lavoro, 6 ore di cassa mi aspettano. Almeno lì posso stare seduto, ed a sostenermi ci sono ancora molte endorfine!
Ora esco a corricchiare, le gambe lo richiedono. Da giovedì vediamo di ricominciare a darci dentro.
L.
P.S. : Un grazie particolare a mio papà, che mi ha accompagnato nelle nebbie cremonesi. E un pensiero speciale a te, che da lassù mi guidi e mi spingi a migliorarmi sempre.
Perchè lo fai?
Fortunatamente Masini non c’entra nulla, ma è solo uno spunto per parlare della (quasi) maratona di ieri sul Lago Maggiore, delle sensazioni di corsa, della corsa su lunghe distanze in generale.
Mi è capitato un po’ di volte di chiedermi, durante i 33 km di ieri, cosa mi spingesse a correre certe distanze, senza che sia una professione, senza poter competere a quasi nessun livello, quando tutti, a mio avviso sbagliando, mi danno del competitivo. E mentre ero impegnato sulle strade di Arona, Stresa, ecc. non trovavo una risposta che fosse una. Non c’era motivo, c’era solo la stanchezza, il capezzolo totalmente tagliato e sanguinante per l’ennesima volta, le gambe che ad un certo punto chiedevano una tregua, resisteva solo l’idea del traguardo, il gonfiabile del 33° km e la linea conclusiva. Il tutto dopo una sveglia alle 5:15, io che sono la persona più refrattaria che conosca all’idea di sveglia, al suo suono, a qualsiasi cosa che la riguardi.
Ma poi mi sono bastati due momenti, il passaggio, fuori gara, alla rotonda a Verbania, nei pressi del 39° km, il ricordo di un anno prima che affiorava, e mi commuoveva, mentre guardavo la fatica, la forza, la stanchezza nei volti di chi stava per completare la maratona, e tutto mi faceva tornare indietro, a quei bei momenti, vissuti per la prima volta l’anno scorso. E subito dopo la visione della medaglia della Lago Maggiore Marathon, forse anche più bella di quella dell’anno scorso, e che quest’anno non sarebbe stata in mano mia, se non in dimensioni minori come quella per noi finisher dei 33k (e della mezza). Però ancora le gambe erano stanche e non trovavo altri motivi per caricarmi, per pensare positivamente a quello che ancora mi aspetta. Un lungo e rilassante giro in bici mi sembrava l’unico modo per eliminare la stanchezza nervosa delle gambe, senza crollare a letto nel tardo pomeriggio, visto che stare seduto serviva solo ad aumentare la mia fatica.
Ma poi stamattina tutto sembrava così diverso. La stanchezza non era più preponderante, le gambe non facevano più male, i capezzoli un po’ sì, ma quello è un altro discorso, e sentivo una voglia che mancava da un po’. La voglia di correre, di non fermarsi, il pensiero di proseguire l’allenamento, di migliorarmi ancora, l’attesa per il grande evento! E oggi allora sono andato a correre ancora. Solo 5 km, un po’ per non strafare, un po’ perchè non avevo molto tempo, ma sentivo l’impulso di uscire!!! E continuo a pensare alla corsa… sto tornando!!!
M.













