Road to Turin

E’ Luglio, si ricomincia.

La scusa che giugno è un mese di scarico e di recupero non regge più.

Si iniziano a fare i primi programmi. E gli allenamenti diventano mirati.

Si registrano le sessioni e si confrontano con quelle dell’anno passato; si annota tutto, sensazioni, tempi, clima, tassi di umidità, peso.

Non c’è nulla di più soddisfacente che pianificare il proprio avvicinamento ad un importante evento.

Il bello di un viaggio non è la meta, ma quello che fa per arrivarci; nel mio caso, la meta è Torino, 17 novembre, 42,195 km.

E nel mezzo ci sono tappe intermedie interessanti…vedi Amsterdam!

Pianificazione Autunnale

Pianificazione Autunnale

In questo modo, anche gli allenamenti più duri prendono significato, si fa qualche rinuncia con più convinzione, si impara ad essere meno pigri…

Voi avete già programmato?

L.

Della Stramilano e delle pessime abitudini dei podisti italici

Si può dire tutto e il contrario sull’organizzazione della Stramilano half-marathon, e in particolare se ne può parlare molto male.
Sintetizza bene le problematiche affrontate dai podisti questo pagellone su AtleticaWeek.it, ovviamente per ciò che riguarda i voti particolarmente bassi. Personalmente non trovo fastidiosa l’assenza di cibo solido o bevande calde nel ristoro finale, anche se la presenza è sempre gradita, certo che un tavolo solo con acqua e gatorade non è la migliore accoglienza dopo 21 km, specialmente se molto bagnati.
L’assenza di gazebi per cambiarsi è colpevole, non so quanto potessero costare in termini economici e di lavoro supplementare all’organizzazione, ma con le previsioni che lasciavano molta poca speranza, sarebbe stato accorto apportarne qualcuno per permettere ai podisti, 6500(!!!), di cambiarsi all’asciutto. Come tutti mi sono cercato uno spazio sotto un albero e tra una goccia fredda e l’altra ho cercato di mantenermi asciutto mentre mi cambiavo, soprattutto ho cercato di mantenere asciutto ciò che mi sarebbe servito dopo la gara, in fin dei conti avevo almeno 90 minuti di tempo per bagnarmi in gara!
Non mi lamento del deposito borse, fortunatamente il papà di Lello si è sacrificato sotto la pioggia per custodire le nostre sacche, la famiglia Verdelli è foriera di tutte queste gentilezze (e ancora sul blog nessuno ha parlato delle doti culinarie della mamma di Lello!!!!). Consegnare la sacca è sempre un terno al lotto, con la pioggia a maggior ragione, ogni volta che lascio la sacca mi sembra di compiere un atto di fede, finora sempre ripagato con il ritrovamento senza troppi problemi una volta arrivato al traguardo, ma sotto sotto metto sempre in conto il rischio di ritrovarmi con brutte sorprese da questo punto di vista.
Pessima la mancanza di pace-maker, inspiegabile perchè non ci siano, penso che ci sarebbe la fila per proporsi come “lepri”, e soprattutto sarebbe un bell’aiuto per chi cerca un tempo di un certo livello.
Esecrabile l’assenza di controlli all’ingresso delle gabbie, tanto valeva non approntarle nemmeno per lasciarle incustodite!
E qui è dove mi incazzo di più, non con l’organizzazione, non mi è mai capitato di lavorare ad eventi sportivi di questo tipo, e posso solo immaginare le difficoltà di muovere la macchina quando i numeri sono così elevati, ma con la maleducazione, l’inciviltà di noi podisti (non tutti, generalizzare serve a poco). E continuo ad incazzarmi ogni volta che succede e mentre ci penso ancora!
Non sopporto quelli che con il loro bel pettorale contrassegnato di arancione, bianco o giallo che fosse si sistemano nel settore riservato ai verdi, o ai più veloci blu, o ancora ai velocissimi rossi!!! Perchè poi nei primi metri mi devo trovare davanti la vecchia tapasciona che fa la corsa per sentirsi bella, o il giovane che farebbe meglio ad allenarsi un po’ di più, e devo fare continuamente zig zag per andare al mio passo. E questi che quando gli fai correttamente e gentilmente presente che il loro settore si trova dietro fanno gli spiritosi/e, che “tanto ci superi” oppure “guarda che poi ti arrivo davanti” con quel ghigno che poi dopo 2 minuti di corsa hanno già perso, ecco voi se mi state leggendo, sappiate che mi verrebbe da darvi una bella spinta ogni volta che vi trovo davanti, almeno capireste quanto fastidioso e potenzialmente pericoloso sia il vostro comportamento!
Malcostume italico, e non c’è organizzazione carente che tenga, l’unico colpevole per quanto mi riguarda è la maleducazione del singolo individuo. Autoregolamentarsi non è un reato, anzi…

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Blogger in strada

Per quanto riguarda la corsa, non avevo grandi obiettivi, stare sotto l’ora e trenta, e ho bissato precisamente il risultato di Dalmine, 1h27’56”, con sosta ai box al secondo km per bisogni fisiologici e rallentamento sostanzioso negli ultimi 4 km per un fastidio alla milza.
La quarta mezza maratona del 2013 è in cantiere, il mio progetto di correrne 13 nel 2013 è in perfetta media, va bene così!

 

 

Aggiungiamo una mia piacevole sfilata di moda post-gara in metro e abbiamo la brevissima cronaca della mia seconda Stramilano.
E ora sotto con MCM, da mesi aspetto questo momento!

M.

P.S.: Ironicamente domenica questo era il mio karma musicale


Well we all shine on
Like the moon and the stars and the sun

DILLIGAF

Sarà stata la noia del tracciato o forse sarà stato il maniavantismo disatteso, fatto sta che il risultato dell’odierna Scarpa d’Oro vigevanese mi soddisfa, ma non mi rende particolarmente felice.
1h25’54” stando al real time di TDS, è il mio nuovo PB sulla mezza maratona, il terzo consecutivo in questo 2013, la terza volta sotto i 90′, ma non mi viene da festeggiare come le volte precedenti.

Un arrivo complesso

Un arrivo complesso

Magari è perchè ora sono con un ginocchio ricoperto di ghiaccio per un fastidio che in parte già c’era, comparso dopo il lungo di lunedì in preparazione di MCM, e che oggi si è acuito. Non mi permette di gioire libero da piccole ansie, perchè domenica prossima c’è la Stramilano, e poi le due maratone di Aprile, e i fastidi fisici che si presentano all’avvicinarsi delle tappe saliente sono anche più difficili da sopportare, anche mentalmente.

Attività post-gara

Attività post-gara

O veramente non sono particolarmente contento perchè è stato meno piacevole correre in mezzo alla campagna per almeno 16 km, come fosse una “tapasciata”, rispetto a correre in città tra curiosi, tifosi, parenti o semplici cittadini infastiditi. I km dal 5° al 19° sono stati tutti uguali, o quasi, ed erano di una noia mortale. Anche se ho vissuto in cascina dai 2 ai 7 anni non riconosco spesso la differenza della campagna, datemi una corsa in città e sarò contento, il resto per quello che mi riguarda è tutto uguale! E questo ha influenzato il mio giudizio su di una gara organizzata magistralmente, ma che non fa per me. In certi momenti mi sembrava la mezza di Cremona, in altri la mezza di Monza (senza intime escoriazioni), ma senza prendere mai il meglio di quelle manifestazioni; che poi ci sarebbe da discutere su cosa ci fosse di bello nella Mezza di Monza 2011!

Mi ero ripromesso di prendermela comoda, stare appena sotto i 90′, ma già dal primo km corso intorno ai 3’54” avevo capito che non sarebbe andata come previsto. Ho tenuto, ho faticato, ho chiuso con il 21° km a 3’51” e con il PB, adesso spero di rimettermi in sesto in fretta e arrivare mediamente sano al 7 Aprile.

Per nuove emozioni più forti ci saranno altre occasioni!

M.

P.S.: Lello, Gio, l’esordiente Carlo, loro sicuramente si staranno godendo questo bel momento meritato!

Presentazione VII Scarpa D’Oro Half Marathon

Weekend di gare per gli spilli.

Oltre a Giorgio, che sarà impegnato nella capitale per la sua prima esperienza sui 42,195 (a cui faccio un grosso in bocca al lupo), altri runners saranno impegnati nella ridente e anche un pò nevosa pianura padana.

In particolare, Zaffo sarà al via di una non bene precisata corsa sui 10.000 metri nei pressi di Brescia, mentre io e Michele saremo al via della VII edizione della Scarpa D’Oro Half Marathon, in quel di Vigevano, provincia pavese.

Vigevano che per questo weekend promette bene. Temperature rigide (1,5° alle 10, 3° alle 13), forse neve, quasi sicura la pioggia. Per essere alle porte della primavera, possiamo anche ritenerci poco soddisfatti.

Percorso HM

Percorso HM

Percorso particolare, con un primo tratto in città, attraversando anche la famosa piazza Ducale e il Castello Sforzesco. Dopodiché la corsa prosegue verso la campagna  tra le risaie e un breve tratto di sterrato che costeggia li fiume Ticino, per poi rientrare verso lo stadio Dante Merlo, luogo di partenza e di arrivo.

E’ la prima volta in assoluto che corriamo questa manifestazione. Per quanto mi riguarda, il mio obiettivo è quello di provare a scendere sotto l’ora e 24 minuti. Per non farmi mancare nulla, oggi ho anche pensato bene di misurare l’asfalto con la bicicletta (cercasi rotelle!) nel tentativo (vano) di stare alle calcagna di un roccioso Zaffo. Michele è un po più prudente, senza forzare vorrebbe correre sotto l’ora e 30, per poi provare a spingere a Milano la settimana dopo. Bluff o verità?

L’avvicinamento alla MCM prosegue. Sicuramente, questo è un test. Gli allenamenti di questa settimana, grazie anche alla spinta datami da Zaffo, si sono fatti qualitativamente migliori. Medio in pista, ripetute sui 400 metri. E poi piscina e fondo lento.

Il morale è alto, come sempre. Tensione tanta, come sempre. Comunque vada, questa è una “tappa” (cit.).

L.

P.S.: Auguro a Carlo Merli, nuovo aspirante maratoneta, un esordio spumeggiante. Goditela! (neve permettendo…)

(E intanto che ci sono, a tutti gli spilli infortunati, auguro una veloce guarigione, sospinti dalla brezza primaverile, tornerete più forti di prima!)

 

Ma cosa significa la frase sulla maglietta? Ma chi è Chuck Norris? Ma cosa vuol dire 41885 metri non è una maratona?

C’è sempre un buon motivo per correre.
Si può correre per scappare da qualcosa, per distrarsi. Correre per dimagrire, per seguire i propri amici o per farsene di nuovi. Qualcuno a volte corre perchè vuole aiutare qualcun altro a raggiungere un obiettivo, come ha raccontato Roby qui
Ognuno di noi spilli ha le sue motivazioni, tutte importanti, personali o in comune con qualcun altro.

Un mese prima della Giulietta e Romeo half marathon poteva non essermi ben chiara quale fosse la motivazione principale per correrla come poi l’ho corsa. Certo si punta sempre a migliorarsi, soprattutto quando si sta bene fisicamente, e io in questo periodo posso dire di sentirmi in un periodo di forma assolutamente brillante, come forse non ero mai stato prima. Ma il semplice miglioramento può non essere una spinta sufficiente a partire forte, a gestire i momenti più complessi, a chiudere ciò che si è cominciato.
Nel mio caso, nel caso che riguarda la mezza maratona veronese è stata l’invidia a far girare il mondo, a darmi quelle motivazioni!
In fondo per il 2013 sui 21km mi ero prefissato solo di scendere sotto i 90 minuti e già ci ero riuscito al 6 Gennaio sul Brembo, potevo essere soddisfatto, ma vedere risultati sconvolgenti o forse incredibili di altre persone mi hanno spronato ad allenarmi meglio, a godermi le ripetute, i progressivi tirati. A godermi le mie nuove A2, le Boston3 di cui mi sono innamorato istantaneamente.

Non capita solo alle donne di innamorarsi di un paio di scarpe

Non capita solo alle donne di innamorarsi di un paio di scarpe

A Verona dovevo migliorarmi, dovevo fare in modo che i miei sforzi portassero ad un risultato numerico importante. Anche se sotto sotto non mi ero prefissato qualcosa in particolare, quello era il mio obiettivo, chiudere intorno all’ora e 26 minuti, con qualche secondo in più.
Il bello di una gara, di una corsa, e in questo caso della mezza è che l’allenamento è un buon predittore di ciò che otterrai. Non ci sono avversari, ci sei tu, le tue scarpe, certo c’è anche un percorso che può essere più o meno difficile, con condizioni climatiche che possono condizionare lo svolgimento, ma in fin dei conti, raccogli quasi sempre quello che hai seminato.
Ho corso bene, sono partito forte, troppo forte, ma è una cosa che mi capita sempre. Ho tenuto un passo sotto i 4’/km per i primi 5/6 km, andando per la terza volta sotto i 20′ nei 5000, ho cercato poi di non strafare, dandomi un traguardo intermedio sui 10km. Il passo si era fissato intorno ai 4’02″/km e volevo tenerlo, arrivando all’intermedio in 40’25”. Era già un risultato! All’interno di questa mezza avevo ottenuto il mio PB sui 10000, abbassando di un minuto il mio vecchio record risalente al 17 Aprile 2011 ottenuto a Madrid, altri tempi davvero, bei ricordi, ma oramai lontani, e non solo per ciò che riguarda la corsa.
Potevo permettermi un minimo rallentamento. L’undicesimo chilometro lo corro in 4’18”, sarà quello più lento, mentre il dodicesimo ha un piccolo aumento, e viene chiuso in 4’12”. Sento la fatica, un po’ vacillo, ma qui mi ricordo dell’invidia, e qui che le mie gambe ritornano a girare, ho un mantra nella testa che mi spinge, riprendo a sentirmi bene, torno a correre a 4’05” e mi mantengo su questi ritmi per due km, per poi aumentarlo sulle note di Alicia Keys e Empire State of mind nei pressi del cambio della staffetta al sedicesimo km. I km che seguono sono difficili, vado a strappi alternati, uno è sui 4’05” l’altro sui 4’12”, sento qualche dolorino ai polpacci, mi sento contratto e ho paura dei crampi, ma continuo, siamo alla fine ormai!
Si arriva nel centro di Verona, l’arena è a due passi, c’è la gente che tifa, ci sono le assi di legno che fanno rimbalzare ad ogni passo, c’è il passaggio dentro l’arena e poi una salita che un po’ sconforta, ma dopo di essa c’è il rettilineo, non avevo mai guardato il mio cronometro dal 10° km, sapevo del passo medio e della distanza e quindi mi facevo un’idea, ma non era precisa. Davanti a me, alla fine del rettilineo, di fianco all’arrivo vedo il cronometro ufficiale 1h26′ e i secondi che avanzano. Saranno 46 quando passerò il traguardo, che in real time diventano 26.
1h26’26”. Sono contento, ho abbassato di 1’30” il mio precedente PB, sono andato sotto la soglia che volevo battere, non festeggio ancora una volta tagliato il traguardo perchè il mio corpo un po’ si ribella, sento tutta la fatica che si concentra nel mio petto, tossisco, ho paura di dover vomitare, ma resisto, soffro ancora qualche secondo, mi riprendo, mi faccio mettere la medaglia di finisher al collo e incontro Lello, lui ha chiuso in 1h24’04” non si ricorda se è il suo PB (scoprirà dopo che ha eguagliato la prestazione di Cremona), ma è comunque un grande risultato. Aspettiamo l’arrivo di Giorgio e Roberto, appaiati appena primo dello scatto di Giorgio negli ultimi metri.
Abbiamo tutti qualcosa per cui gioire, sono le nostre motivazioni. Sono i risultati.
Alla fine siamo noi che facciamo girare il nostro mondo.

Post-gara, appena dopo essere subissati da qualcuno sui 3 segreti degli spilli scritti in titolo, i 3 spilli originali discutono della corsa.

M.

P.S.: Zaffo ha chiuso in 1h17’45”. Lui è il nostro marziano, 48° assoluto, terzo di categoria. Ma non ha nemmeno il tempo di farsi premiare, figuriamoci di scrivere sul blog!