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” Non è più il monday night di una volta ver.2.0″

Lodi – Amori che si infrangono, intrighi di corte, apparizioni e sparizioni e falange autogestite. Così parte, probabilmente, l’ultimo “Mongaynight” prima delle ferie. Affluenza tutto sommato buona, con una new entry Mattia ed il bis di Davide. Da segnalare ancora una volta l’assenza di Lello e di Sam. Voci non ufficiali li davano in preparazione per la festa di compleanno di un noto giocatore della Fiorentina in quel di Moena. Bilancio della serata: bicchieri rotti e pernici scomparse. Altre assenze eccellenti poi contornano il proseguo della tappa. Bako, Briccà e l’amico di Ale. Il primo reduce da una spettacolare prova nel triathlon in quel di Udine, il secondo ufficialmente impegnato in un lungo week-end ed il terzo in vacanza (di sicuro a mostrare lo “Spill Factor”) . N.d.r. Si ricorda ai soliti furbini che il monday night deve essere fatto di sera e a Lodi se no non vale. La serata scorre quasi tranquilla, passo sostenuto anche se si percepisce un certo distacco tra i due sottogruppi de “l’oro” e “loro”. Poco calore anche del pubblico non numeroso. N.d.r. Si ricorda che non è consentito disseminare parenti per il percorso. Il gruppo resta compatto nonostante le apparizioni e le sparizioni del “mago” Daniele, visto per l’ultima volta al Welly e ricomparso magicamente al Cali. La tappa si chiude senza feriti, con il picchetto a casa di Briccà. La redazione chiude i battenti per un po’ e augura buone vacanze a tutti gli Spilli vecchi, nuovi e meno nuovi.

 

Ultim’ora

La Roma di Zeman suona la quinta a Boston. Il tecnico Boemo provoca il Cek in volo verso gli States:”Non siamo mica al villaggio Valtur”.

  

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3 is a magic number

No, non è uno spot pubblicitario di una nota compagnia telefonica, ma gli sport che oggi ho praticato in quel di Udine. Ebbene si è arrivato il momento che gli spilli provino nuove esperienze e io non mi sono tirato indietro.
Nuoto, bici e corsa….il triathlon!!!
Come è nata l’idea di fare un triathlon? Beh interpretando, come al solito, a mio modo i consigli delle persone che mi stanno attorno, più precisamente questa frase detta dal Dott.Gipponi(colui che mi ha operato il ginocchio per l’ennesima volta): “BaKo dopo questo intervento sarebbe meglio ridurre i km di corsa e iniziare a nuotare e fare un po’ di bici!!!”. L’errore del sopracitato Dott.Gipponi è non aver detto di non farli tutti insieme. La fortuna ha voluto che casualmente il giorno dopo il mio arrivo a Lignano Sabbiadoro, per le meritate vacanze estive, ci fosse stato un bel triathlon sprint a Udine, quindi perché non approfittare della vicinanza per farci un salto? Il problema maggiore per fare questo tipo di attività è l’attrezzatura, per correre ti bastano un paio di scarpe, ma per il triathlon è un po’ più complicato e dispendioso. Quindi il primo grosso problema da risolvere era convincere mia moglie che investire un po’(ho detto un po’ non tanti) soldi per una bici da corsa e un bel body non era una brutta cosa, stranamente ha accettato subito senza opporsi, forse sapendo che tanto sarebbe stato inutile farlo! Quindi una volta preso il tutto e fatto una preparazione molto fai da te è arrivato il grande giorno…mamma mia se mi era mancata la tensione pre-gara!!! Stamattina sveglia presto, colazione abbondante(la partenza era alle13.30) e subito a controllare se nello zaino avevo messo tutto e la bici fosse in ordine, carico tutto sulla macchina e mi avvio verso Udine. La giornata è bella, il sole splende ma non sembra troppo caldo, l’unico neo un forte vento. Arrivato a Udine trovo facilmente il luogo della manifestazione è qui cerco subito di attaccar bottone con qualcuno con la faccia da triatleta esperto per farmi dare qualche indicazione e consiglio(visto che riesco a fare amicizia anche con i sassi non ci ho messo troppo troppo a trovare qualcuno a cui stressare la vita).
Ritiro i vari pettorali e il chip e qui arriva una cosa che ti fa sentire un super-sportivo…il numero scritto col pennarellone nero su spalla e polpaccio!!!

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La tensione inizia a salire, per fortuna che prima di noi ci sono le batterie dei bambini e ragazzi che mi fanno divertire un po’, ma quando apre la zona cambio(dove metti la bici e le scarpe per correre) li capisco che manca poco e ogni cosa deve essere messa a posto per perdere meno tempo possibile poi in gara, quindi casco appoggiato sul manubrio, pettorale teso e scarpe ben messe vicino alla bici

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Da li tutti in piscina che si parte, si ho detto piscina…qualche triatleta serio mi darà dello sfigato per questa cosa ma nel budget che ho strappato alla moglie non ci stava la muta per nuotare in mare!!!
Divisi all’incirca in 8 per corsia ci si mette d’accordo in base ai propri tempi in vasca per partire in una certa sequenza per non disturbarsi a vicenda e a parte uno che spara tempi assurdi(alla fine in effetti a vinto) gli altri dichiarano tempi più lenti dei miei e questo mi da la convinzione che potrei non arrivare ultimo.
Un fischio del giudice capo da il via alla gara, incomincio a nuotare e senza accorgermi mi trovo a correre su un tappeto rosso alla ricerca della mia bici, infilo le scarpe e inizio a pedalare sperando di trovare qualcuno a cui prendere la scia ma niente mi tocca fare tutto da solo. La parte in bici prevedeva 3 giri di un percorso cittadino e qui il maledetto vento si è fatto sentire tutte e tre le volte che si tornava indietro, per fortuna all’ultima tornata ho trovato uno a cui ho scroccato un po’ di scia. Infine lasciata giù la bici si è incominciato a correre(2 giri da 2,5km) pensando fosse la parte più facile visto che è la cosa che ho praticato negli ultimi tempi, invece è proprio dura farla dopo nuoto e bici e aveva ragione quel signore del posto che in un italiano misto friulano mi ha detto:” la salita del castello taglia le gambe soprattutto il secondo giro!!!”. Alla faccia della salita…tre rampe in cui sulla terza ci salivi camminando aiutandoti con le mani sulle ginocchia!!!
Ma nonostante il caldo e le salite che non mancano mai alle mie gare(visto che le odio profondamente) il traguardo è apparso davanti a miei occhi e il cronometro si è fermato a 1h16m53s, 23* su 58 della mia categoria. La soddisfazione nel tagliare il traguardo è stata immensa, vuoi perché era la mia prima in un triathlon ma soprattutto perché sono tornato a fare gare dopo l’intervento al ginocchio di dicembre.
Quindi voglio ringraziare tutti quelli che hanno sopportato i miei discorsi sul triathlon(solo quelli sulla corsa non bastavano più), il Dott. Gipponi per la frase di cui sopra e Lello che mi ha consigliato di provare a giocare a polo con gli elefanti.
Per ora mi accontento di riprovarci fra 15 giorni a Parma.

BaKo

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” Non è più …

” Non è più il monday night di una volta”

Lodi – All’indomani dalla clamorosa performance degli Spilli si può affermare con certezza che il “Mongaynight” non finisce mai di stupire. La serata partiva con i migliori auspici, si festeggiava l’ultimo “mongay” per il Bako che a giorni difenderà i colori degli Spilli nella sua prima gara di triathlon, e partiva la sfida per le “new entry” dello “Spill Factor”. Purtroppo bisogna segnalare due assenze importanti, Lello e Sam. Il primo ha lasciato un vuoto tra le due fazioni “loro” e “l’oro” in polemica oramai da un po’ di tempo. A tal proposito l’UE minaccia di multare :<<“Errore tecnico, rimediate subito”>>. Mentre il secondo si difende:<<“Mi hanno voltato le spalle”>>, gettando benzina sul fuoco sui fragili equilibri degli Spilli. L’associazione dei benzinai protesta:<<“Sciopero dal 3 al 5 agosto”>>. Dopo questo riassunto si parte con la cronaca. Il gruppo parte numeroso, forte anche delle due “new entry”, verso le consolidate mete. All’altezza del primo passaggio al Welly si cominciano a vedere i primi cedimenti di Daniele che comincia a perdere terreno. L’irreparabile si consuma al secondo passaggio, invece di proseguire verso il centro il Cek propone un giro all’interno del pub, simulando quasi un ristoro, anche se il fine era testare lo “Spill Factor” dei nuovi. Il gruppo de “l’oro” si stacca pericolosamente e infila l’ingresso del pub. Il commento di uno dei proprietari che assisteva all’indianata :<<“Prima o poi sapevo che sarebbe successo”>>. Buona comunque la reazione delle borse sull’accaduto:<<“Spread sotto quota 490”>>. La frattura all’interno del gruppo de “l’oro” comincia ad aprirsi. “Quello nuovo” che poi non è più tanto nuovo, non trova il coraggio e non partecipa al raid. Il rischio è che venga escluso dal gruppo nonostante le scuse espresse più volte nel corso della serata. Duro il premier Monti:<<“Grave preoccupazione, lasci entro il 31 luglio.”>>. Di sicuro questo fatto lascerà degli strascichi nei prossimi giorni. Buona invece la prestazione delle due “new entry” in particolare quella di Giorgio che dimostra una certa personalità partecipando all’incursione del Welly. La serata poi prosegue verso il gp della montagna che segna la definitiva resa di Daniele e che introduce la tanto attesa passerella al Cali. Una volta ricompattato il gruppo de i “l’oro” e “loro” si va, qualche timido applauso e come sempre tanto stupore dei presenti. La corsa prosegue fino al “Ciringay” che trova un tributo inaspettato, un temerario fotografo immortala il gruppo. Arrivati poi a destinazione “Tommy’s house” le polemiche non si spengono, e dopo aver congedato il Bako e Tommy, i superstiti decidono di correre ancora un po’. Ancora qualche congedo illustre in piazza della Vittoria, Zaffo e la “new entry” Davide ed il tragico epilogo ha il suo inizio. Mentre quello non più tanto nuovo faceva appello alla clemenza del Cek gli dei del running decidono per lui:<<“Per noi è No”>> e il ginocchio si sgretola, questo fatto sancisce l’ultimo mesto congedo. Appuntamento al prossimo imperdibile “Mongaynight”. La stella del calcio Usa Hope Solo però commenta:<<“Si fa sesso. E di brutto!”>>. Ma questa è un’altra storia e per dirla alla Marzullo:<<“Buona notte”>>.

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Riposare

Ebbene si oggi era il mio giorno di riposo da qualsiasi attività sportiva.

Stranamente il mio corpo e il mio cervello si erano messi d’accordo e hanno deciso insieme che era il giorno ideale per non fare niente. Le condizioni c’erano tutte: venivo da 10 giorni di farmaci per recuperare dal solito infortunio al ginocchio destro; 6 giorni in cui nuotavo costantemente 2km e ieri ho ripreso pure ad andare in bicicletta (50km tanto per ricominciare) In più sempre ieri mi sono fatto un po’ di strada in macchina e qualche ora in piedi per andare con Michele (salvandolo dalle ripetute in salita a cui avrebbe dovuto partecipare con i soliti mattacchioni di Zaffo e Tommy) a vedere un bel concerto dei Garbage. Risultato: stamattina gambe belle dure e occhiaie che non promettevano nulla di buono. Quindi stasera rientrato dal lavoro mi metto comodo e mi siedo sul divano pronto a non fare nulla, quando ad un tratto il telefono emette il tipico suono da notifica di Facebook. Curioso come qualsiasi umano mi alzo e vado a vedere chi mi avesse invitato per l’ennesima volta al solito giochino stupido e invece no era Tommaso che mi aveva taggato in una foto, ma non in una foto qualsiasi ma in questa:

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Riposare è da stronzi (cit.)

Visto il blog su cui sto scrivendo potete immaginare cosa abbia fatto dopo averla vista

Stasera mi è toccato fare ghiaccio e prendere un antinfiammatorio però è stato meglio che stare sul divano!!!

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“Non è un monday night per vecchi”

Sic transit gloria spillorum

Eravamo reduci dal monday night più numeroso della pur breve storia degli spilli, nella precedente occasione ben 10 partecipanti si erano presentati nei punti di ritrovo segnalati dal passaparola sotterraneo, spilli storici, aspiranti spilli che dovevano dimostrare il loro valore, qualcuno che continua a non contare nulla, un folto gruppo pronto a snodarsi lungo le vie più centrali, ma non solo, di Lodi. E il trend numerico era in costante crescita, ci si aspettava di superare nuovamente il record, ma così non è stato nella serata odierna.

Infortuni, esami universitari, tornei pallavolistici, viaggi nord-africani, questi sono i motivi che hanno impedito a buona parte del gruppo di presentarsi ai nastri di partenza questa sera. E tutto ciò non ha di certo aiutato a reclutare nuove matricole, come era stato preventivato nei giorni precedenti. Eravamo solo in 5, il sottoscritto, lo Zaffo, il Biscio reduce da 7 notti lavorative consecutive in quel del motel, Ale oggi stranamente non in versione Thomas Müller, e l’uomo che si è autoproclamato “lo spillo che non ha mai saltato un monday night”, in puro stile gallianesco, Tommaso Jonathan Mattia.

Si parte con un ritmo forse non consono ad un monday night degli spilli, più veloci del solito, seppure non velocissimi, ma già dall’inizio Ale e il Biscio lamentano fastidi, rispettivamente alla digestione e al ginocchio. Io mi barcameno tra loro, Zaffo e TMJB, e l’oro, Ale e Gio, cerco di fare un po’ di raccordo. Ma finchè siamo in piazza Castello, in piazza Duomo e in corso Umberto il gruppo è compatto, Ale zittisce le maledette malelingue che lo accusano sempre di non contare un cazzo, ricevendo saluti da ogni dove, da donne, da uomini, e forse per questo lo Zaffo per la prima volta gli concede di correre accanto a lui, e per lo stesso motivo probabilmente noi 3, invidiosi, li lasciamo soli all’incrocio di Corso Umberto con via Volturno, unico scherzo della serata. Al Wellington la truppa già comincia a sfaldarsi, il Biscio è improvvisamente silenzioso, Ale si crogiola nel ricordo dei saluti femminili, TMJB polemicamente tace perchè non gli viene riconosciuto lo status di sempre presente, ed è qui che viene pronunciata la frase saliente della serata. Biscio, in evidente crisi, al limite della sopportazione e vicino al ritiro sussurra con un fil di voce “non è un monday night per vecchi”, mentre Zaffo e TMJB sono oramai solo due ombre a 50 metri di distanza. Si tira avanti fino ad un gran premio della montagna minore sul montadone, in attesa del passaggio più atteso, quello al Calicantus. C’è poca gente, forse sapevano delle assenze tra gli spilli, ma i pochi presenti tributano il giusto applauso ai 5, che improvvisamente riacquistano vigore, per concludere la corsa serale.

Si pensava sarebbe potuta essere la serata adatta per una nuova trovata all’interno del gruppo, non è andata così, forse ci eravamo abituati troppo bene nelle scorse settimane… Forza spilli, non è il momento di mollare!

Questo il mio tragitto odierno.

M.

P.S.: Lello, Baco, Sam, Catta, Guzzi, Den, where are you?

P.P.S.: In bocca al lupo per l’esame, Lello!

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Consigli Cercasi

Gli Spilli hanno bisogno di aiuto. 

Più che gli Spilli, uno Spillo, la punta di diamante, il Giovanni Storti della bassa, ha bisogno d’aiuto.

Dato che siamo piuttosto novelli dell’ambiente, ed abbiamo poca esperienza al riguardo, non sappiamo bene quale mezza maratona scegliere in settembre.

So che ce ne sono molte, ma l’ambizioso obiettivo di Tommaso, cioè quello di scendere sotto l’ora e 24 minuti, abbisogna di consigli e aiuti da tutti, atleti e non, che conoscono percorsi, punti salienti, strettoie, cavalcavia e quant’altro di alcune gare podistiche, che sotto vi elencherò.

Qualche idea ce la siamo anche fatta, ma la paura di sbagliare è molta, e Mattia sta mettendo tutto se stesso per superare i suoi quasi insuperabili limiti.

Vi chiedo, con assoluta franchezza, di dare un giudizio su alcune gare che vi propongo.

02/09 Maratonina di Castel Rozzone (BG)

09/09 Cariparma Mezza Maratona (PR)

16/09 Mezza di Monza (MB)

16/09 Brixia Half Marathon (BS)

30/09 Padenghe International Half Marathon (BS)

Queste sono, più o meno, le mezze a disposizione in settembre. Se qualcuno ne conosce altre, oppure vuole opporsi al tentativo di TJMB, parli ora o taccia per sempre!

Ricordate: il successo di Jonathan passa anche dai vostri consigli!

Eccolo mentre si spugna alla Mezza sul Serio

 

Buon arrivo del Tour de France, tanto vince Cavendish!

L.

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Tre campanili

La montagna è come un amore: se sei respinto, è meglio tornare indietro e non insistere.                                                                                      Christian Kuntner


Avrei dovuto conoscere questa citazione prima di iscrivermi alla Tre Campanili di Vestone (BS), mezza maratona in quota svoltasi questa domenica nella valle Sabbia. L’esperienza del 25 Aprile sui piani d’Erna, al trofeo Spreafico mi avrebbe dovuto mettere in guardia su quelle che erano le difficoltà di un pigro cittadino che si mette a correre in montagna; in quell’occasione avevo percorso i 5,25 km in 1h03’27”, staccando di soli 50 secondi un corridore nato nel 1935, ecco lì avrei dovuto capire che certe cose non mi riguardano. Che è bello correre davanti al Calicantus, ancora più bello correre lungo lago o intorno al Bernabeu, ma salire un dislivello di 790 metri è meglio lasciarlo ad altri.

Dato che le mie capacità valutative mal si sposano con la frequentazione degli spilli, mi sono lasciato attirare in questa nuova impresa montanara. Sveglia alle 5 dopo 3 ore scarse di sonno, e partenza con Lello, Sam e lo Zaffo fissata per le 5:30. Stranamente puntuali si parte, si aspetta lo Zaffo di fronte alla chiesa del Borgo, nonostante qualcuno impazientemente chieda di partire senza di lui, e poi via verso la Valle Sabbia.

L’espressione di Sam avrebbe dovuto metterci in guardia fin dall’inizio

“Ricominciamoooo”. Questo il grido di battaglia dello Zaffo, in versione Pappalardo, una volta arrivati a Vestone, era il suo modo di caricarsi in vista dell’impresa che avrebbe portato a termine da lì a 2 ore e mezza, mentre per noi si trattava solo di una delle sue solite uscite quasi insensate, del resto dopo averlo visto questionare sulla taglia del completo da runner contenuto nel pacco gara con tutte le volontarie al momento dell’iscrizione sappiamo di cosa possa essere capace quando si tratta di gareggiare.

Facile fare i fighi alla partenza

Ecco, la gara, 21 km (+ 500 metri, quindi una ultra-mezza maratona), parlarne ora sembra quasi come descrivere una scampagnata in montagna, ma vi assicuro che non si tratta di questo. 14 km in costante salita, costante nel senso che si trattava solo di salita, perchè già dopo il sesto km, dopo un ristoro da me affrontato con troppa sufficienza, ci si ritrovava a camminare su un terreno impervio, con pendenze che non amo ricordare. Lo Zaffo e Lello li avevo già persi di vista, loro fanno gara a parte, io e Sam rimaniamo accomunati nella camminata sul sentiero, finchè, intorno a metà del settimo km mi volto e non vedo più il mio compagno di fatica. Al secondo ristoro, finalmente con l’asfalto sotto i piedi, non faccio l’errore di bere un sorso d’acqua e buttare la bottiglia, ma la porto con me per il proseguio della salita, affrontata ancora camminando, di Sam in quel momento avevo perso le tracce. Poco prima del nono km vivo un secondo momento di difficoltà, il primo era stato durante la prima dura salita sul sentiero quando un po’ disidratato camminavo, e in quell’occasione si era materializzato un angelo in canottiera arancione che mi ha offerto un sorso della sua acqua. Beh, dicevo del secondo momento di difficoltà, arrivato nei pressi del cartello del nono km mi dico che una volta superato il cartello avrei ripreso la corsa in salita, e come Jack nella prima puntata di Lost spiegava a Kate dei 5 secondi di paura che si era concesso durante la sua prima operazione, anch’io mi sarei concesso quei 10 metri che mi separavano ai 9000 metri per ricaricare le forze! Come potete immaginare, dopo 4 passi di corsa ho lasciato perdere e sono tornato a camminare con la coda tra le gambe, mentre intorno a me sentivo dire che mancavano solo 5 km alla fine della salita! 5 km!!! Lì pensavo che non avrei mai più voluto correre in vita mia, mai più mongay night, niente Firenze Marathon, niente Strongman run il 29 Settembre, nulla, solo riposo! Fortunatamente intorno al dodicesimo km la salita avrebbe lasciato spazio ad una rapida ma salutare discesa, per poi riprendere veramente fino al quattordicesimo km. Da lì una lunga, rinfrescante, gioiosa discesa ci avrebbe riportati a Vestone; che soddisfazione lasciare andare le gambe verso il traguardo per 6 km abbondanti, finalmente superare qualcuno un po’ meno temerario del sottoscritto, in certi punti credevo che avrei rotolato, ma era troppa la voglia di buttarsi alle spalle la fatica di questa mezza maratona. Il ventesimo km percorso in 4’01” porta ad un crampo alla gamba destra, non appena la discesa si fa più lieve in quel di Vestone, e i 500 metri ulteriori una volta passato il segnale del ventunesimo km sono l’ennesima fatica mentale da superare, ma il traguardo tagliato in 2h10’08” fa svanire tutti i fastidi accumulati nel corso della competizione. Zaffo e Lello sono in attesa al traguardo, il primo ha compiuto l’impresa di arrivare quarantatreesimo, settimo di categoria, e battere un suo caro amico, chiudendo in 1h51’19”, il secondo ha portato a casa un buon risultato, 1h59’48”. Di Sam ancora nessuna traccia. Dovremo aspettare ulteriori 22 minuti dopo il mio arrivo per vederlo comparire dalla discesa verso il rettilineo andata/ritorno finale, e la fatica sarà tutta impressa nel suo volto contratto al traguardo. E’ finita, va bene poterne raccontare!

Da sin. Zaffo, Lello, quello che restava di Sam

M.

P.S.: Tommi, where are you?

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Pulirun

Pulirun al passo degli ultimi.

Gli spilli dopo la gara

Da sin. Lello, Flavia, Elena, Tommi, Ale, Guzzi, Cek, Bako

Questo lo slogan che lanciava la seconda edizione della corsa di 10 km organizzata al parco del Pulignano di Lodi, e forse per questo qualche spillo nutriva qualche speranza di trionfo.

Purtroppo come spesso è accaduto nelle più recenti manifestazioni, la punta di diamante degli spilli, Tommaso Jonathan Mattia Bricca, vista anche l’assenza dello Zaffo, è rimasta ai piedi del podio, con l’ennesima medaglia di legno della sua pur giovane carriera. Non si può certo ancora parlare di lui come un eterno perdente, il nuovo programma di allenamento lo porterà in forma per altre occasioni, però avrebbe fatto comodo un successo prestigioso agli spilli, in un periodo in cui alcune polemiche sembrano minare l’affiatamento della squadra.

Soddisfacente il risultato dell’altra stella, Lorenzo Verdelli, se si esclude un increscioso fatto di cui parleremo più tardi. Più indietro, nelle retrovie della gara si ritrovano il sottoscritto, l’idolo di casa Alessandro, e il rientrante Bako, veterano della manifestazione, riconosciuto protagonista dell’edizione 2011.

Da sottolineare la prova delle esordienti spille, Elena e Flavia, cimentatesi sulla distanza intermedia dei 5 km, e dell’ultimo arrivato Mattia Guzzi, che dopo una carriera prolifica sui 400 metri, per la prima volta ha corso 5 km!

Le pagelle:

  • Tommaso Jonathan Mattia Bricca – voto 8 – Mantiene sempre alto il nome degli Spilli, sia sul suolo italico che oltr’alpe. Però a 31 anni gli manca la vittoria che rende una carriera speciale, lo aspettiamo nei prossimi appuntamenti, è forse l’unico vero fuoriclasse degli spilli. Meriterebbe forse mezzo voto in più per il look sfoggiato. Nico

    Ajò

    Voleva essere il Giovanni Storti degli Spilli

  • Lorenzo Verdelli – voto 8 – E’ il più giovane e il più regolare degli spilli, non avrà la forza di testa di TJMB, non avrà lo stile dello Zaffo, ma le gambe sono da cavallo di razza. Su di lui si può fare sempre affidamento, e non sbaglia una gara dalla Lago Maggiore Marathon. Si rende però protagonista di un increscioso evento, spingendo oltre il limite un povero triatleta, giunto sfinito sul traguardo. Gli serviranno soccorsi e 20 minuti disteso sull’asfalto prima di riprendersi. Con gli spilli non si scherza.
  • Michele Checchia – voto 7 – Oggi sono buono con me stesso, come ogni volta parto mettendo le mani avanti, ma poi in corsa è difficile risparmiarsi. Partenza esagerata come al solito, problemi intorno al terzo/ quarto chilometro, con una leggera ripresa intorno al sesto/ settimo. Chiusura in 43’58”, un po’ sopra il tempo sperato alla vigilia, ma il percorso non si adattava alle mie caratteristiche. Naif.
  • Alessandro Chiappa – voto 7.5 – La sorpresa di giornata degli spilli, dopo mesi di tribolazioni con infortuni, contrattempi fisici e pochi allenamenti, butta il cuore oltre l’ostacolo e arriva attaccato al treno dei primi. Ha le carte in regola per diventare l’outsider degli spilli, poco considerato all’interno del gruppo, ma capace di smentire i suoi detrattori. Sottovalutato.
  • Roberto Bachin – voto 7+ – Bako come sempre merita un discorso a parte. L’unico spillo con famiglia, con due figli, con una moglie che, per non sentirlo parlare più di corsa, duathlon, triathlon, camper e cose varie, ha deciso di andare a correre pure lei; lo spillo che prepara le gare correndo all’alba, perchè a differenza di altri ha un vero lavoro, e che per non farsi mancare niente ha deciso di farsi costruire due nuove ginocchia, non può essere giudicato da un risultato numerico, lui resterà sempre il precursore di noi spilli, il primo maratoneta. Ed è giusto tributargli l’omaggio dei più grandi. Leggendario.
  • Le spille, Elena e Flavia – voto 7 – All’esordio assoluto in una manifestazione, sfoggiano un look assolutamente competitivo, indossando per la prima volta un pettorale. Qualcuna delle due ci aveva già provato in precedenza con un push-up, ma questa è un’altra storia di cui parleremo un’altra volta. Chiudono a braccetto, correndo senza sosta 5 km in 37 minuti, giusto non bruciare le tappe di questi tempi, i record vanno tenuti per le manifestazioni più importanti. Visibilmente provate alla fine della manifestazione non riescono a descrivere la loro soddisfazione durante il video celebrativo. ma l’emozione era tanta!
  • Mattia Guzzi, per gli amici Bender – voto 6.5 – Un anno fa ad entrare nel gruppo degli spilli ancora in divenire era stato lo Zaffo, e tutti sappiamo come la sua presenza abbia rivoluzionato lo spirito del gruppo. Per l’ultimo arrivato ripercorrere le orme del bello del gruppo non sarà facile, anche se già oggi ha dimostrato di possedere le chiavi per aprire il fortino degli spilli. Il voto è basso come si conviene a qualcuno che ancora non svela le sue potenzialità, ci si aspettava forse qualcosa di più alla vigilia, soprattutto non pensavamo che lo scoglio del quinto km l’avrebbe visto soccombere, ma si trattavano pur sempre di 4600 metri oltre la sua distanza solitamente percorsa. Vedremo nelle prossime occasioni se Guzzi sostituirà l’unico vero Tommaso Jonathan Mattia del gruppo, e se addirittura arriverà a farsi chiamare Bender dagli spilli. Sotto esame.

M.

P.S.: Sam where are you?

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APPLAUSI…

26/06/2012

APPLAUSI IRONICI AL CALI?

Lodi – Ieri nella cornice estiva della provincia lodigiana, come tutti i lunedì, il gruppo degli “Spilli nel ginocchio” si ritrovava per l’appuntamento più atteso della settimana: Il “Mongaynight”. Il programma della serata prevede un percorso che va a toccare tutti i locali e pub più in voga della bassa, dal Welly al Calicantus passando per il Move, il Motta e qualche scorribanda per le vie del centro cittadino. Il tutto fatto nel relax più totale, visto che dovrebbe essere solo una corsa leggera per mitigare le fatiche della settimana. Negli ultimi tempi il Mongaynight si sta rivelando però una corsa troppo competitiva e anche nella serata di ieri non sono mancate le polemiche, nonostante stia riscuotendo un certo successo vista l’alta affluenza. Gli screzi all’interno degli Spilli  generano panico in Germania, il maggior quotidiano tedesco titola:<<“La Germania adesso ha paura. Se crollano gli spilli anche noi più poveri”>>. La cronaca però racconta di un applauso ironico nel cuore della movida lodigiana il “Calicantus”, all’inizio sembrava un gesto spontaneo che andava a premiare gli eroi del gruppo, dato che le temperature roventi non invogliavano a muovere muscolo, ma che a distanza di poco si è rivelato un gesto ironico che sottolineava la nefasta impresa. A tal proposito si è espressa la cancelliera tedesca Merkel :<<”Applausi ironici? Scelta sbagliata.”>>  La risposta dei mercati arriva immediata e piazza affari (-4,02%) sprofonda. Anche il Papa ha voluto dire la sua da Carpi sull’accaduto :<<”Niente crepe nei vostri cuori”>>. Il giudizio è comunque rimandato al prossimo Mongaynight.

ULTIM’ORA

  • Huber: per Tommy bisogna valutare
  • Bako, Biscio e Ale dal Mongaynight alla maratona di Firenze?
  • Marotta: Zaffo? Stiamo alla finestra
  • Cek, l’Inter pressa il Genoa
  • Lello, dispetti alle milanesi
  • Milan: crac Muntari, ecco Sam
  • Comproprietà, rush finale
  • Bako-Lazio, frenata del Trabzonspor
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Monza – Resegone

Sabato 23 giugno 2012 ore 22.17, si parte per la Monza – Resegone, mitica ed epica corsa notturna di 42 km che porta i coraggiosi corridori dal centro della città alla “Capanna Monza”, posta a 1173 d’altezza.

Stavolta non ci sono spilli in gara, ma solo in veste di spettatori, curiosi di vedere da vicino, di respirare l’aria che in passato hanno gia respirato grandi corridori e sportivi come Colnaghi, Calcaterra e Bellini.

Tempo che il Lello finisca di portare gioia sotto forma di pizza a tutte le famiglie di Lodi e si parte…

Appena arrivati nei pressi di Carnate iniziamo a vedere i primi terzetti in gara scatta in noi l’invidia e la voglia di iscriverci subito per l’anno prossimo (ahh… com’è mutabile l’animo umano), il passo di quelli che incrociamo sembra buono e la corsa facile, non è difficile incrociare lungo la strada ali di folla che cercano di rendersi utile con acqua e incitamenti, l’atmosfera sembra distesa anche tra gli automobilisti che sono costretti a un’ora e passa di coda lungo le strade, stasera sono i corridori i padroni della strada, e tutti lo accettano di buon grado.

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Facciamo giusto in tempo ad incrociare Manlio Gasparotto e  leggere nei suoi occhi la disperazione di chi sa che non finirà la gara (si ritirerà al 30° km per problemi di stomaco), e continuiamo per la nostra strada.

Arriviamo a Rossino, (o Russì la gente del posto) e ci tocca abbandonare il mezzo, da qui in poi salgono solo gli eroi ci urla un assistente di gara, e noi da bravi spilli obbediamo, zaino in spalla proseguiamo a piedi.

Dopo un paio di km arriviamo finalmente ad Erve, i vecchi saggi dicono che qui inizia la vera Monza – Resegone, e in breve capiamo perché!!!

Incrociamo il controllo del 40° km, ma in realtà siamo solo al 36°, è ancora lunga, è ancora dura… ma ormai siamo in ballo e balliamo fino alla fine, attacchiamo il sentiero che ci porterà alla Capanna, dopo un paio di curve inizia la salita, quella vera, una pendenza che taglierebbe le gambe anche allo Zaffani più in forma, ed è solo la prima.

Da qui in poi è uno susseguirsi di scene di fatica, sofferenza e stanchezza, ma anche di tenacia,  forza di volontà e durezza mentale.

Finalmente dopo circa 1h45’’ vediamo l’arrivo, la Capanna Monza, immagino che per chi finisce la gara debba sembrare il paradiso.

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Noi non siamo in gara, ma siamo pur sempre spilli, e il portoghese che c’è in noi spinge per uscire e quindi ci lanciamo sul ristoro e  facciamo incetta di acqua e crostatine.

Mentre ci riposiamo (e rubiamo crostatine) incrociamo sguardi con i finisher, passiamo in mezzo a corpi evidentemente privi di forze e la volontà di partecipare al prossima edizione incomincia a vacillare (ahh… com’è mutabile l’animo umano), ma oramai per noi si è fatta ora di tornare.

Si scende, si torna verso la macchina perché qualcuno è atteso all’importante tapasciata di Zivido e qualcun’ altro deve fare ripetute, ma questa è un’altra storia.

T.