3 is a magic number

No, non è uno spot pubblicitario di una nota compagnia telefonica, ma gli sport che oggi ho praticato in quel di Udine. Ebbene si è arrivato il momento che gli spilli provino nuove esperienze e io non mi sono tirato indietro.
Nuoto, bici e corsa….il triathlon!!!
Come è nata l’idea di fare un triathlon? Beh interpretando, come al solito, a mio modo i consigli delle persone che mi stanno attorno, più precisamente questa frase detta dal Dott.Gipponi(colui che mi ha operato il ginocchio per l’ennesima volta): “BaKo dopo questo intervento sarebbe meglio ridurre i km di corsa e iniziare a nuotare e fare un po’ di bici!!!”. L’errore del sopracitato Dott.Gipponi è non aver detto di non farli tutti insieme. La fortuna ha voluto che casualmente il giorno dopo il mio arrivo a Lignano Sabbiadoro, per le meritate vacanze estive, ci fosse stato un bel triathlon sprint a Udine, quindi perché non approfittare della vicinanza per farci un salto? Il problema maggiore per fare questo tipo di attività è l’attrezzatura, per correre ti bastano un paio di scarpe, ma per il triathlon è un po’ più complicato e dispendioso. Quindi il primo grosso problema da risolvere era convincere mia moglie che investire un po’(ho detto un po’ non tanti) soldi per una bici da corsa e un bel body non era una brutta cosa, stranamente ha accettato subito senza opporsi, forse sapendo che tanto sarebbe stato inutile farlo! Quindi una volta preso il tutto e fatto una preparazione molto fai da te è arrivato il grande giorno…mamma mia se mi era mancata la tensione pre-gara!!! Stamattina sveglia presto, colazione abbondante(la partenza era alle13.30) e subito a controllare se nello zaino avevo messo tutto e la bici fosse in ordine, carico tutto sulla macchina e mi avvio verso Udine. La giornata è bella, il sole splende ma non sembra troppo caldo, l’unico neo un forte vento. Arrivato a Udine trovo facilmente il luogo della manifestazione è qui cerco subito di attaccar bottone con qualcuno con la faccia da triatleta esperto per farmi dare qualche indicazione e consiglio(visto che riesco a fare amicizia anche con i sassi non ci ho messo troppo troppo a trovare qualcuno a cui stressare la vita).
Ritiro i vari pettorali e il chip e qui arriva una cosa che ti fa sentire un super-sportivo…il numero scritto col pennarellone nero su spalla e polpaccio!!!

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La tensione inizia a salire, per fortuna che prima di noi ci sono le batterie dei bambini e ragazzi che mi fanno divertire un po’, ma quando apre la zona cambio(dove metti la bici e le scarpe per correre) li capisco che manca poco e ogni cosa deve essere messa a posto per perdere meno tempo possibile poi in gara, quindi casco appoggiato sul manubrio, pettorale teso e scarpe ben messe vicino alla bici

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Da li tutti in piscina che si parte, si ho detto piscina…qualche triatleta serio mi darà dello sfigato per questa cosa ma nel budget che ho strappato alla moglie non ci stava la muta per nuotare in mare!!!
Divisi all’incirca in 8 per corsia ci si mette d’accordo in base ai propri tempi in vasca per partire in una certa sequenza per non disturbarsi a vicenda e a parte uno che spara tempi assurdi(alla fine in effetti a vinto) gli altri dichiarano tempi più lenti dei miei e questo mi da la convinzione che potrei non arrivare ultimo.
Un fischio del giudice capo da il via alla gara, incomincio a nuotare e senza accorgermi mi trovo a correre su un tappeto rosso alla ricerca della mia bici, infilo le scarpe e inizio a pedalare sperando di trovare qualcuno a cui prendere la scia ma niente mi tocca fare tutto da solo. La parte in bici prevedeva 3 giri di un percorso cittadino e qui il maledetto vento si è fatto sentire tutte e tre le volte che si tornava indietro, per fortuna all’ultima tornata ho trovato uno a cui ho scroccato un po’ di scia. Infine lasciata giù la bici si è incominciato a correre(2 giri da 2,5km) pensando fosse la parte più facile visto che è la cosa che ho praticato negli ultimi tempi, invece è proprio dura farla dopo nuoto e bici e aveva ragione quel signore del posto che in un italiano misto friulano mi ha detto:” la salita del castello taglia le gambe soprattutto il secondo giro!!!”. Alla faccia della salita…tre rampe in cui sulla terza ci salivi camminando aiutandoti con le mani sulle ginocchia!!!
Ma nonostante il caldo e le salite che non mancano mai alle mie gare(visto che le odio profondamente) il traguardo è apparso davanti a miei occhi e il cronometro si è fermato a 1h16m53s, 23* su 58 della mia categoria. La soddisfazione nel tagliare il traguardo è stata immensa, vuoi perché era la mia prima in un triathlon ma soprattutto perché sono tornato a fare gare dopo l’intervento al ginocchio di dicembre.
Quindi voglio ringraziare tutti quelli che hanno sopportato i miei discorsi sul triathlon(solo quelli sulla corsa non bastavano più), il Dott. Gipponi per la frase di cui sopra e Lello che mi ha consigliato di provare a giocare a polo con gli elefanti.
Per ora mi accontento di riprovarci fra 15 giorni a Parma.

BaKo