Firenze Marathon

Finalmente è arrivato,

è arrivato il giorno, quel giorno.

Ho iniziato a prepararmi per questo giorno a giugno, il 18. Da  allora ho fatto 110 allenamenti, corso quasi 1500 km, non sono mai stato più di 2 giorni di fila senza correre, ho mangiato bene e sono dimagrito, insomma ero pronto.

Ero pronto e lo sapevo, infatti sono arrivato a Firenze tranquillo, non è che di solito mi agiti troppo per le gare, ma da quando corro ho iniziato a conoscere bene il mio fisico, l’ho portato tante volte al limite soprattutto in allenamento, e cosi adesso riesco a “predire” con buona precisione i tempi che ho nelle gambe.

Arrivo nella città gia patria di grandi artisti, uno su tutti Roberto Baggio, venerdì sera accompagnato da Martina presenza fissa e fondamentale delle mie maratone.

Gli spilli con Baldini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La serata passa in fretta, cosi come il sabato passato tra l’expo, gli uffizi e la classica cena al sushi premaratona.

La giornata della gara inizia presto, alle 5 c’è da magiare il riso, bisogna vestirsi, fare l’inventario dei gel, preparare la borsa ed uscire.

Poco prima delle 8 raggiungo la zona della partenza, c’è già tanta gente che si scalda nelle maniere più diverse, da chi corre fermo sul posto a chi sembra stia facendo delle ripetute.

Io decido di aspettare gli atri tranquillo, manca più di un’ora del resto.

Quando è l’ora io e zaffo ci presentiamo al cancello di partenza, è quello delle –3.00h che da una parte ti carica e dall’altra ti fa capire la differenza che ancora c’è con quelli forti veramente.

BANG… quasi all’improvviso si parte, fino a 30 secondi prima ridevo e scherzavo ma adesso la concentrazione è al massimo.

I primi 10 km vanno via tranquilli, le sensazioni non sono delle migliori, capisco che non è una di “quelle giornate” e che ci sarà da lottare, meglio cosi non corro il rischio di dimenticarmi che con la maratona non si scherza.

Io e zaffo corriamo assieme, quando uno si fa prendere troppo la mano l’altro lo riporta nei ranghi, e cosi facendo arriviamo ai 21,097 in 1h27’10’’, il passo è di 4’06’’, tutto da programma.

Qui iniziano i primi problemi, intorno al 23’ km ritorna a farmi visita il mio classico dolore agli addominali, decido di non dargli attenzione e modificando un po’ la respirazione riesco a mandarlo via o per lo meno riesco ad assopirlo, bene il dolore mi ricorda che non devo mollare fino alla fine, l’ho promesso a Martina.

Superata questa mini crisi si va avanti fino al 30’, sempre in compagnia dello zaffo che mi sgrida pure perché non do il 5 a tutti quelli del pubblico, qua il passaggio è buono 2h2’48’’(passo 4’05’’), tutto come previsto, stiamo bene e infatti incrementiamo il passo e piazziamo alcuni km sotto i 4’/km.

Adesso il tempo passa in fretta, i km ancor di più, sento che la maratona vera sta per iniziare.

In un attimo siamo al 35’, è da Parigi che aspetto questo momento. Li feci conoscenza del famoso muro, stavolta lo passo indenne, mi sento ancora bene vorrei aumentare, ma mi trattengo so che è ancora lunga.

corsa sincronizzata

Zaffo al mio fianco corre bene, è stanco e si vede, ma so che arriverà alla fine   bene, lo conosco oramai.

È il km numero 38, sto correndo ancora bene, quando all’improvviso un brivido di freddo mi attraversa, in un secondo capisco che ho finito, da qui sarà solo testa e forza di volontà. Zaffo piano piano mi stacca, non posso rischiare di stargli attaccato, manca troppo.

Vedo il cartello dei 40, qui da programma avrei dovuto cambiare passo per cercare di chiudere forte, non ne ho più, provo ad allungare gradualmente, ma una fitta nella coscia mi riporta subito a più miti consigli.

La gamba fa male, a tratti temo di dovermi fermare, un paio di persone mi superano, provo a rispondere, non ce la faccio.

Ultimo km, continuo a ripetermi che ce l’ho quasi fatta che non devo mollare adesso, ripenso a tutti gli allenamenti fatti per arrivare qua, mi sembra di ricordarli tutti, sorrido.

500 m ci siamo, un terzo mi supera, è troppo, vedo quasi il traguardo scatto, sono arrabbiato quasi odio chi mi è appena passato davanti, a pochi metri dall’arrivo lo ripasso… è finita!!!

Quasi finita!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo l’arrivo è strano, come sempre mi sembra passato tutto troppo in fretta, sono stanchissimo, ma sorprendo tutti non vomitando e senza avere attacchi di pianto isterico.

Guardo tra il pubblico, vedo Martina, ma non riesco a salutarla, sono troppo impegnato ad andare avanti a respirare.

Sono contento.

Alla fine 2h54’10’’ obiettivo raggiunto, lo zaffo mi precede di 27’’, risultato clamoroso per il suo esordio in maratona, gli altri arriveranno poco dopo, tutti stanchi e tutti contenti per gli ottimi risultati ottenuti.

Gli spilli si sono fatti rispettare qui a Firenze.

Adesso è tempo di riposarsi e progettare i prossimi obiettivi e le prossime sfide.

Eccoci con il regalo del Bako…

T.

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